Swiatek travolge anche Trevisan: la polacca è in semifinale al Roland Garros

I. Swiatek b. [Q] M. Trevisan 6-3 6-1

19 anni e testa molto ben salda sulle spalle. Iga Swiatek è in un momento in cui sta esprimendo il meglio di sé e lo ha fatto, anche oggi, con grande naturalezza malgrado qualche potenziale fastidio per la circostanza così anomala fin qui nella sua carriera. Giovanissima, da un anno e mezzo nel circuito maggiore femminile, con un atteggiamento un po’ timida, molto introversa, che sta riuscendo però a sprigionare forza e grande qualità di gioco. Non ha mai concesso più di cinque game fin qui, e anche stasera la regola è stata rispettata quando sembrava almeno nella prima parte che la tensione potesse avere il sopravvento.

La giornata si prospettava già lunga, poi la maratona tra Dominic Thiem e Diego Schwartzman ha se possibile complicato ancor di più i piani. Le oltre cinque ore tra l’argentino e l’austriaco le hanno fatte scendere in campo alle nove di sera. Era freddo, tanto freddo, e c’era vento con gocce di pioggia sporadiche. Le circostanze erano molto diverse rispetto ai giorni precedenti per Iga mentre Martina, in qualche modo, aveva già le esperienze delle partite contro Cori Gauff e Maria Sakkari. In più, la polacca ha avuto tutta la giornata per pensare che a 19 anni ha una chance colossale di arrivare alla prima finale Slam in carriera perché dopo la vittoria di Nadia Podoroska contro Elina Svitolina sapeva, a quel punto, che tra lei e l’ultimo atto c’erano due qualificate. Qualcosa di più unico che raro anche per il circuito femminile.

L’attesa, un po’ di tensione, l’inizio non facile, e non c’era gioco da parte sua. O almeno, non c’era quel bel gioco che aveva messo in campo fin qui. Arrivavano tanti errori entro i primissimi punti, con la palla che volava via fuori dal campo o finiva a metà rete. Trevisan invece era perfetta. Dal suo punto di vista non aveva grandi priorità da questa partita. O meglio, lei da qualificata aveva abbondantemente fatto ben più del necessario, oltretutto arrivando fin qui dopo aver salvato due match point contro Maria Sakkari al terzo turno. Ci avrebbe provato, senza dubbio. Sta giocando su una nuvola dove tutto sembra perfetto. Aggressiva, decisa, concentrata. I primi game sono stati tutti per lei che faceva male di dritto e non doveva neanche impegnarsi in corse e rincorse. Swiatek regalava tanto, compreso un brutto errore sulla palla del controbreak per l’1-1, ma riusciva a non correre rischi di scivolare indietro di due break rientrando dal 15-30 per il 2-3. Qui, qualcosa ha cominciato a cambiare.

Dal sesto game la polacca ha cominciato, piano piano, a entrare nel match. Non è stato un approccio dirompente, ma qualche dritto che viaggiava a braccio finalmente sciolto e due bei punti dal 15-15 per andare a doppia palla break. Concretizzata la chance, è andata velocemente avanti 4-3 e qui un po’ forse si può parlare di occasione mancata perché sarebbe servito, a Martina, riprendere subito a fare pressione in risposta. Il vero peccato del primo set, però, è il dritto a campo vuoto messo lungo nell’ottavo game, quando era 30-15 e aveva la palla comoda per avvicinarsi alla parità. Swiatek, in quel momento, ha cambiato passo soprattutto col rovescio, schiacciando Trevisan sulla sua sinistra e poi cambiando spesso sorprendendo la toscana sul lungolinea. È arrivato il break del 5-3, poi la rimonta da 15-40 al servizio per prendersi il set.

Per nulla facile, come tutta la partita. Soltanto dal break del 4-1 e servizio nel secondo set Swiatek ha veramente visto il cartello dell’ultimo chilometro. Prima aveva sempre Trevisan che le metteva fiato sul collo nel tentativo di darsi una chance anche se i game consecutivi della ragazzina aumentavano. Dopo i cinque dall’1-3 al 6-3 ne sono arrivati altri tre fino al 6-3 3-0 e doppio break di vantaggio. Il vento in quelle fasi sembrava incidere ulteriormente, e al terzo 15-40 consecutivo in risposta l’azzurra trovava il break che poteva ridarle speranza, ma sull’1-3 ha perso un brutto turno di battuta dal 30-0 ridando doppio margine all’avversaria, che a quel punto ha condotto in porto la partita in un Philippe Chatrier deserto se non per i pochissimi spettatori che potevano entrare, di questi tanti sono sembrati polacchi o comunque fan di Swiatek che ha voluto dedicar loro un ringraziamento nell’intervista finale.

Adesso per lei si aprono le porte della semifinale a 19 anni e 128 giorni. Il prototipo di migliore giocatrice che la Polonia abbia prodotto dai tempi di Agnieszka Radwanska sta cominciando a macinare risultati, e adesso dovrà di nuovo trovarsi di fronte a uno scenario come quello odierno. È favorita contro Podoroska, ha compiuto un percorso fin qui da applausi, ma siamo in una semifinale Slam e la posta in palio è enorme, da giocarsi a questo punto da grande favorita. La situazione comincia a pesare.