Roland Garros, Nadal è sempre il re ma Sinner è il suo erede: Rafa in semifinale

R.Nadal b. J.Sinner 7-6 6-4 6-1

In questo quarto di finale del Roland Garros c’è stato bisogno di un Rafael Nadal paziente, umile, disposto a soffrire e a subire in attesa di momenti migliori.

Basterebbe quanto sopra per dare il giusto credito ad un grande Jannik Sinner, sceso in campo al termine di un’interminabile giornata parigina. La sua avventura al Roland Garros si ferma ai quarti di finale, dopo due set giocati alla pari e qualche rammarico per un filo di tensione avvertito nei momenti cruciali. Lo score finale, maturato in quasi tre ore di partita, recita 7-6 6-4 6-2 Nadal.

La sensazione, fin dalle prime battute, è che Jannik Sinner sia davvero competitivo anche al cospetto del Re di Parigi. Accetta di difendersi sulla diagonale di sinistra e si dimostra lucido, in più occasioni, nel cercare con successo drop shot utili a togliere ogni punto di riferimento all’avversario. Così, dopo cinque giochi, è addirittura Nadal il primo a dover salvare una pericolosa palla break.

L’equilibrio si spezza nell’undicesimo gioco, quando Nadal perde il servizio ai vantaggi e manda Sinner a servire per il primo set. Poi, d’un tratto, per qualche minuto, l’azzurro pare ricordarsi di avere 19 anni e di essere sul Philippe Chatrier contro Rafael Nadal: due errori, un diritto d’attacco e una palla corta dalla metà campo, rievitalizzano il dodici volte campione del torneo che alza i giri del diritto e si issa fino al tiebreak.

L’uscita in lungolinea da sinistra, per Rafa, rappresenta la chiave di volta del parziale: Sinner non può più permettersi di manovrare con il rovescio incrociato e finisce per forzare oltremodo. Nadal urla, salta e rimette la chiesa al centro del villaggio: sette punti a quattro, uno a zero.

Più di settanta minuti per arrivare a due punti dalla conquista del parziale prima di soccombere sotto i colpi del padrone di casa: i presupposti per un tracollo ci sono tutti. Ma non per Sinner. È un giocatore “diverso” e lo si vede dal modo in cui torna a lasciar partire bordate come se nulla fosse accaduto.

Prova a scappare sul 3-1 e poco importa se, successivamente, incassa subito il controbreak. L’azzurro resta in partita e sembra quasi essere lui a poter fare qualcosa in più nei turni di risposta. Nel nono gioco, tuttavia, Nadal trova un paio di guizzi miracolosi in difesa e piazza il break: anche il secondo parziale si decide su pochi punti, anche stavolta a sorridere è il mancino di Manacor. Sei giochi a quattro e match in discesa.

Nel terzo set, Nadal azzanna la partita e si porta subito avanti. L’intensità dell’azzurro cala e la resa si consuma rapidamente per merito del numero due del mondo, adesso più che mai aggressivo.