Roland Garros, Djokovic scaccia i fantasmi di New York: semifinale contro Tsitsipas

Novak Djokovic è il quarto e ultimo semifinalista del Roland Garros 2020. Il serbo, numero uno del mondo e del seeding, ha sconfitto per 4-6 6-2 6-3 6-4 Pablo Carreno Busta, 17esima testa di serie.

Una vittoria dal forte valore simbolico visto che proprio contro lo spagnolo Nole era stato protagonista dell’episodio più incredibile della sua carriera, quella pallata involontaria alla giudice di linea negli ottavi degli ultimi US Open che gli era costata la squalifica.

Oggi ha lasciato per strada il primo set ma poi ha fatto il Djokovic, quello che eccezion fatta per l’incidente di Flushing Meadows si conferma il miglior giocatore sul circuito. Gli manca un solo passo per la quinta finale a Parigi e per la possibile ennesima sfida contro Rafa Nadal, lui che è uno dei due soli tennisti al mondo capaci di battere il maiorchino nella sua tana preferita.

In semifinale però lo aspetta un agguerrito Stefanos Tsitsipas, mai così in fondo nello Slam francese. Appena un’ora e 55 minuti di gioco per conquistarsi la seconda semifinale in carriera in un Major dopo quella agli Australian Open 2019. Il greco conferma di essere sulla strada giusta per proporsi definitivamente fra gli eredi dei Big Three e lo fa sulla terra rossa di Parigi.

A farne le spese è quell’Andrey Rublev che un paio di settimane fa gli negava in finale la vittoria ad Amburgo e oggi spazzato via per 7-5 6-2 6-3 sul palcoscenico del “Philippe-Chatrier”. “Mi sono sentito a mio agio su questo campo e, sebbene sia partito male, mi sono ricordato di essere un grande lottatore. È anche una questione di trovare le giuste soluzioni nei momenti più complicati e oggi ci sono riuscito”.

La chiave del match nel primo set quando il 22enne greco, sotto 3-5 e a tre punti dal perdere il parziale, ha infilato cinque giochi di fila e dato una direzione ben precisa all’incontro. Da quel momento, infatti, Tsitsipas è stato in pieno controllo e adesso va all’assalto della prima finale Slam della sua carriera.