L’ATP apre un’indagine per “grave violazione dei protocolli anti covid-19” contro Querrey

Nella prima serata italiana il famoso giornalista di Sport Illustrated Jon Wertheim ha pubblicato sul suo profilo Twitter un messaggio di allerta con uno screenshot e un testo dell’ATP. L’associazione professionistica di tennis maschile ha infatti aperto ufficialmente un’indagine nei confronti di una “grave violazione dei protocolli anti covid-19” avvenuta a San Pietroburgo che rischierebbe anche di compromettere la regolarità del torneo.

In Russia si sta svolgendo un ATP 500 che ha visto due ritiri prima del via: Jannik Sinner e Sam Querrey. Per il tennista azzurro si è trattato di un “semplice” di mal di stomaco, mentre per lo statunitense è arrivato un risultato positivo dal suo tampone svolto come da protocollo sanitario. Adesso comincia la versione raccontata da Ben Rothenberg, altrettanto famoso giornalista freelance con frequenti lavori sul New York Times.

Assieme a lui è risultata positiva anche la moglie Abbie e il figlio Ford, di 8 mesi. Avrebbe dovuto affrontare Denis Shapovalov, numero 2 del seeding, al secondo turno ma la situazione ha voluto che si ritirasse prima del via. Il torneo prevedeva una quarantena nell’hotel dove alloggiavano, e trattandosi del Four Season (famosa catena di hotel di lusso) la cosa non ha creato grossi problemi fin qui. Poi però è arrivata una chiamata dalle autorità sanitarie russe che avvisavano di controlli medici a cui sarebbero stati sopporti durante questo periodo con la possibilità di vedersi ricoverati anche in caso di sintomatologia lieve.

Secondo Rothenberg la famiglia Querrey, che stava avendo effettivamente dei sintomi, ha avuto paura di rischiare il ricovero e il doversi separare da un bambino così piccolo in uno stato estero con tutte le difficoltà del caso. A quel punto Sam ha organizzato la fuga dalla Russia con un jet privato per volare in un paese vicino che li potesse accogliere senza dover mostrare tamponi negativi. Non è dato dunque sapere il nome dello stato dove ora si trova il tennista statunitense. L’ATP, per questo, sarebbe molto infastidita perché scappatoie del genere potrebbero costare caro soprattutto in un momento dove loro devono interagire coi governi per provare a mettere in piedi i vari tornei del circuito e mosse come questa possono danneggiarne l’immagine.