L’ascesa di Sinner, grande in mezzo ai Grandi

In quella che, diciamolo sottovoce, potrebbe diventare l’edizione più “azzurra” degli Internazionali d’Italia, si alza luminosa la stella di Jannik Sinner.

Fiumi di parole sono state già versate su quanto, l’altoatesino, abbia dimostrato di avere le stigmate del predestinato. Tuttavia la vittoria su Stefanos Tsitsipas, con cui – proprio su questi campi – aveva racimolato cinque giochi appena un anno fa, offre ad addetti ai lavori e appassionati spunti differenti. In tal senso, se la costante progressione tecnica fosse, come ammesso dallo stesso Sinner a fine partita, facilmente preventivabile per questioni anagrafiche e non solo, altro discorso riguarda la parte “invisibile” del gioco, nonché la più importante.

Perché nulla, più della reazione avuta ad inizio terzo set dopo un parziale sciupato malamente, racconta di quanto giustificate siano le speranze riposte nel giovane Jannik. Sarebbe stato troppo facile soccombere davanti al colpo di coda di un campione quale il greco, certamente incappato in una giornata no ma coriaceo ad attendere il passaggio a vuoto e pronto a mettere le mani sull’incontro: Sinner ha perso i primi due punti e poi è tornato a mettere i piedi dentro al campo, muovendo l’avversario a suon di vincenti. È stato in grado di variare il servizio e di sfruttare, stavolta senza passi falsi, l’onda positiva di inizio set. Un “clic” scattato prima nella testa e poi, come naturale conseguenza, nei colpi.

L’allievo di Riccardo Piatti attende ora il vincente del match che vede impegnati Grigor Dimitrov e Yoshihito Nishioka. La sensazione, al di là dell’avversario, è che i tempi siano maturi per un exploit, il primo in un torneo di tale prestigio, degno del suo talento.