Marca annuncia la rinuncia di Madrid: si complica la situazione sulla quarantena dagli USA

Il tempo stringe e nessuno sa ancora che cosa succederà. A tre settimane dall’inizio del Western & Southern Open spostato a New York da Cincinnati, non c’è ancora un annuncio da parte della USTA sulle modalità di ingresso e uscita dagli Stati Uniti.

Tennisti e tenniste si stanno lamentando parecchio, non per ultime Donna Vekic e Maria Sakkari a Palermo, perché nessuno sa ancora se ci sono le sufficienti garanzie per volare in Nordamerica. Anche se la questione covid-19 è al momento sotto controllo a New York City (e usiamo “al momento” perché la soluzione è in continua evoluzione) sono tanti quelli che rinuncerebbero a partire se al ritorno saranno chiamati a fare due settimane di isolamento.

Marca, famoso quotidiano spagnolo, racconta le ultime novità sulla situazione di Madrid, torneo tornato fortemente in dubbio dopo la crescita esponenziale di casi in Spagna. Feliciano Lopez a fine giugno annunciava che l’evento si sarebbe tenuto con il 30% degli spettatori, ma nelle ultime 48 ore tutto si è completamente ribaltato. Prima le autorità spagnole hanno sconsigliato agli organizzatori di portare avanti il tutto, poi dalla Caja Magica hanno avvisato che hanno preso coscienza della situazione ma che la parola finale spetterà a Ion Tiriac e l’agenzia che detiene la licenza. Infine ieri sera il nuovo capitolo che diceva di una decisione già presa (la cancellazione) e che dovrebbe essere ufficialmente comunicata nelle prossime ore.

Nel frattempo, secondo Marca, Novak Djokovic da presidente del consiglio giocatori ATP avrebbe già contattato i vari tennisti per avvisarli che il torneo non comincerà. A questo punto, se c’era un principio d’accordo tra la USTA e il governo spagnolo per far entrare gli atleti che arrivavano in Spagna dagli Stati Uniti, questa situazione ora sparisce e si torna con il forte rischio di problemi e dunque cancellazioni. La USTA, secondo Marca, cercherà un accordo con il governo italiano ma è assai improbabile che tutti giocatori e giocatrici si dirigano direttamente da New York City a Roma. Soprattutto chi perderà prima delle semifinali avrà almeno 10 giorni da spendere prima dell’eventuale torneo del Foro Italico e, come scrive anche Kirsten Flipkens su Twitter, nessuno si dirigerebbe in Italia ma rientrerebbe direttamente a casa. In questo modo, dunque, il problema non sarebbe più nella comunicazione con un governo ma nel trovare l’incastro giusto a livello globale.

Il tempo passa, a breve verrà pubblicata l’entry list dello US Open che a ora, quantomai, sembrerà molto provvisoria e potenziale portatrice di sorprese.