Nadal e il vaccino contro il Coronavirus: “Se sarà obbligatorio dovremo farlo”

Rafael Nadal

“Nessuno può obbligare nessuno.

Ognuno è libero ma in un circuito devi stare alle regole del circuito. E se ti obbliga a vaccinarti per proteggere tutti, allora sia io che Nole dovremo vaccinarci se vogliamo continuare a giocare al massimo livello. Se ATP o ITF ci obbligano al vaccino per giocare a tennis, dovremo farlo. E’ un po’ come il divieto di usare una serie di farmaci per questioni di antidoping. Si tratta di rispettare le regole”.

Intervistato da “La Voz de Galicia”, Rafa Nadal torna sulla questione del possibile vaccino al coronavirus come condizione sine qua non per riprendere a giocare e sulla posizione di Djokovic che si è detto contrario. Sul quando poter tornare in campo, lo spagnolo non si è fatto un’idea precisa (“Quando lo sport tornerà, tornerà, ci sono altre priorità”) ma non è ottimista: “Non credo si riprenderà a giocare quest’anno ma spero di sbagliarmi”.

Nel frattempo continua ad allenarsi: “Non mi sento più penalizzato rispetto ad altri, servirà di nuovo un grande impegno, disciplina e voglia di tornare a essere al 100% e conto di avere tutto questo per aspirare a giocare ai più alti livelli”. A 33 anni e con tanti infortuni alle spalle, è inevitabile guardare anche un po’ più in là.

Mi piacerebbe chiudere la carriera da giocatore che ha vinto più Slam ma non mi ossessiona, nè è un grande obiettivo per me. Io faccio la mia carriera, non mi preoccupa che il mio vicino abbia una casa più grande della mia, o una macchina più bella. Uno deve essere soddisfatto di quello che fa e io lo sono. Mi piacerebbe poi essere ricordato come una brava persona, vorrei che tutti quelli che hanno lavorato con me nel circuito durante tutti questi anni abbiano un bel ricordo di me come uomo, non come tennista. Il ricordo del Nadal tennista lo avranno perché sono riuscito a fare cose speciali ma per me contano di più i rapporti personali. Se uno ha vinto 30 Slam ma non ha amici, il suo futuro è infelice”.