L’Australian Open riflette: possibile quarantena per i giocatori, non esclusa cancellazione

“Lo scenario migliore a ora vede un Australian Open svolgersi con giocatori e giocatrici che vengono portati qui con modalità da quarantena e un pubblico che veda solo persone australiane”, parole di Craig Tiley, presidente di Tennis Australia e capo massimo dell’evento di punta a livello globale del mese di gennaio.

Nel pianeta Terra in epoca di coronavirus, il tennis professionistico si sta lentamente rassegnando a essere uno degli sport che ripartirà per ultimo. Per la sua struttura, per gli spostamenti che vivono ora di forti restrizioni nei voli e che probabilmente verranno ridotti solo a scaglioni, e dunque oltre alla paura di aver perso il 2020 viene da considerare come si potrà cominciare il 2021.

Tiley, che gestisce uno Slam attualmente coperto da polizza assicurativa contro una pandemia (ma che scadrà a breve) non ha grande timore a dire le cose come stanno nell’organizzazione attuale. Siamo a inizio maggio, ma a soli 6 mesi dall’inizio delle prime attività per la messa in moto di un motore pesante e che permette la circolazione di milioni e milioni di dollari è bene inquadrare la situazione così particolare in cui stiamo vivendo. Non è un caso, da questo punto di vista, che pure Wimbledon non ha mai pressato più di tanto per confermare le proprie date visto che la situazione nel Regno Unito è attualmente molto dura e loro disponevano di una copertura assicurativa tale da non causargli una grave perdita economica.

Intervistato da AAP, il capo di Tennis Australia ha dichiarato: “La situazione attuale ci fa pensare che la prossima estate australiana potrà essere condizionata dalla pandemia di covid-19. Il peggior epilogo è vedere l’Australian Open cancellato mentre il migliore a ora vede un Australian Open svolgersi con giocatori e giocatrici che vengono portati qui con modalità da quarantena e un pubblico che veda solo persone australiane”. Lo stesso Tiley ha anche fatto riferimento a un possibile circuito nazionale di eventi con i tennisti australiani coinvolti in attesa di capire cosa sarà degli sviluppi a livello globale.

Come detto, sebbene la potenza del covid-19 si sta affievolendo in alcuni stati europei, il fatto che si ha a che fare con un virus nuovo, completamente sconosciuto e che sta mutando (ci sono scienziati che dalle analisi svolte in queste settimane vedono predominante una diversa conformazione del virus rispetto a quella notata a inizio gennaio a Wuhan), non offre garanzie sul suo comportamento nel lungo periodo e dunque non si sa quale situazione ci sarà nella seconda parte del 2020 quando ci dovranno essere novità sui ban che in questo momento impediscono a tantissime persone di viaggiare: “In questo momento abbiamo 4 scenari che stiamo continuando a modellare a seconda degli aggiornamenti. Stiamo cercando di adattarci e capire come comportarci, e adesso stiamo guardando alla situazione internazionale per far capire ai nostri partner e alle persone coinvolte che cosa offrono questi scenari e come poter comportarci”.

Poco è stato detto, infine, su chi potrebbe partecipare a questi eventi locali perché alcuni giocatori sono attualmente bloccati fuori come per esempio il numero 1 australiano Alex de Minaur e Alexei Popyrin, entrambi tra Spagna e Francia.