Coronavirus, Nadal e Barazzutti pessimisti sulla ripresa: “Difficile in tempi brevi”

August 27, 2019 - Rafael Nadal in action against John Millman at the 2019 US Open. (Photo by Dave Dellinger/USTA)

“Sono molto pessimista”. Rafael Nadal, durante una chat con i compagni di Davis organizzata dalla Federtennis spagnola, non crede a una ripresa del circuito Atp a breve, “soprattutto per la questione dei viaggi. Anche se si giocasse a porte chiuse, bisogna pensare che c’è molta gente coinvolta. A livello internazionale lo vedo come un problema grave”. L’ex numero uno del mondo ammette che “stiamo vivendo un momento molto difficile dopo un mese e mezzo durissimo, con perdite irreparabili. L’atteggiamento del personale sanitario è stato encomiabile e la cosa che dispiace è che non abbiano potuto disporre di tutti strumenti di cui avevano bisogno. Si è dovuti ricorrere a misure estreme perchè non abbiamo adottato quelle preventive adeguate e ora l’unica cosa che conta è salvare altre vite”.

Dal 4 maggio ci si potrà tornare ad allenare ma da qua a pensare a una ripresa dei tornei a livello professionistico ce ne corre. Non è ottimista nemmeno Corrado Barazzutti, capitano dell’ItalDavis.

“Speriamo che si possa giocare con le precauzioni necessarie, in fondo è uno sport singolo e il governo deve tenere conto delle sue caratteristiche. Ma io non parlo del tennis professionistico: mi riferisco a un’attività più di base diciamo, tipo il poter fare lezioni private e il riaprire i circoli. Iniziamo anche ad allenare i professionisti: poi, per i tornei, toccherà aspettare i vaccini per poter quindi giocare in totale sicurezza. E’ la mia speranza. Djokovic non vuole fare il vaccino? Che posso dire, lui non sarà il primo e neppure l’ultimo sulla questione. Io rispetto la sua opinione ma sono in disaccordo perchè sono per le vaccinazioni”.

Barazzutti, pure lui alle prese con le conseguenze del coronavirus (“Altro che cassintegrato, mi è stato sospeso lo stipendio: quindi è peggio, molto peggio”), vede insomma la ripartenza lontana. “La verità è che non sono convinto che si riprenderà, solo che non voglio passare per quello pessimista”.