Coronavirus, il tennis femminile riparte da Palermo? Difficile ma non impossibile

Pronti, via, il tennis riparte da Palermo. Un sogno? No, una possibilità, nemmeno troppo irrealistica, anche se fare previsioni con il Covid-19 in mezzo è esercizio puramente accademico. Ci sarebbe però anche una data, quella del 3 agosto, e se ne starebbe discutendo in questi giorni.

Come noto la pandemia da coronavirus ha paralizzato il mondo, soprattutto quello sportivo. Tutto è fermo e i calendari sono in continua evoluzione. A maggior ragione quello del tennis, disciplina internazionale e itinerante per eccellenza. Questo non vuol dire però che non si cerchi una programmazione, e dunque ogni settimana, più o meno, i rappresentanti dei vari tornei si ritrovano in collegamento con Atp e Wta (le due associazioni che gestiscono il tennis, rispettivamente maschile e femminile) per fare il punto della situazione. Entrambi i circuiti sono ufficialmente fermi fino al 13 luglio, ma già è chiaro un pò a tutti che entro quello data difficilmente si riprenderà.

Dunque, questa settimana si dovrebbe scegliere (condizionale d’obbligo) un nuovo, ipotetico giorno per la ripartenza, che sarà spostata in avanti di almeno 2 settimane, probabilmente 3.

E per quanto riguarda la Wta, c’è la concreta possibilità che il “torneo della ripartenza” sia proprio la 31esima edizione del Palermo Ladies Open, al Country Time di viale dell’Olimpo: “Ci sentiamo settimanalmente con l’associazione e stanno vagliando l’ipotesi – conferma il direttore Oliviero Palma -. In linea di principio noi ci troviamo di fronte a continui cambiamenti del calendario, ovviamente è tutto in divenire ma c’è la volontà di tentare di salvare la stagione, per quanto sia difficile. Secondo il nuovo calendario Wta, in maniera del tutto ufficiosa, si sta vagliando la possibilità di ricominciare la stagione proprio da Palermo, e noi ovviamente siamo pronti. Ci hanno chiesto di spostare la data d’inizio (prevista per il 18 luglio ndr) e abbiamo dato l’ok, a patto di non slittare troppo”. Che torneo sarà, a questo punto, se davvero si dovesse disputare il torneo siciliano? “Ovviamente sarà diverso, se ci saranno delle “porte aperte” sarà un qualcosa di piccolo – continua Palma -. Giusto per sentire qualche voce perchè il tennis nel silenzio è una tragedia. Certo, per noi rischia economicamente di essere un bagno di sangue: gli sponsor in questo momento sono tutti in stand by, abbonamenti saremo fortunati se si arriverà ad un terzo rispetto allo scorso anno, quando guadagnammo 135mila euro solo da questo, non abbiamo chiesto nessun aiuto statale, ma nonostante questo siamo pronti, lo dico con orgoglio. Stiamo anche vedendo se c’è la possibilità di allargare il palcoscenico a più top ten, allargare a 48 il tabellone delle partecipanti, allargare le qualificazioni, insomma le idee e soprattutto la voglia non mancano”. Secondo quanto trapela sia dalla Wta sia dall’Atp, l’idea in questo momento sarebbe quella di iniziare appunto ad agosto, saltando di fatto la stagione americana del cemento (anche per la situazione del coronovirus che c’è negli Usa, il Paese con più morti e contagio in assoluto) e continuando poi con tornei sempre in Europa, sulla terra, magari a Roma o Madrid, per poi spostarsi in Asia, dove per ora la pandemia sembra un pò più sotto controllo.

Mistero invece per gli slam, gestiti dall’Itf: la federazione francese aveva (arbitrariamente e senza chiedere a nessuno) spostato il Roland Garros a settembre, ma si fa sempre più strada l’ipotesi di cancellarlo del tutto. L’Us Open a New York, al momento, sembra fuori discussione, visto che attualmente i campi da gioco di Flushing Meadows sono utilizzati come ospedale da campo. Con Wimbledon che ha già detto arrivederci al 2021, non è escluso che l’unico major della stagione possa rimanere l’Australian Open. Come non è da escludere che il 2020 del tennis sia già finito, come d’altronde paventano molti tra esperti e giocatori. Un tentativo di ripartenza però sarà fatto, e Palermo è in prima linea.