WTA Doha: Jabeur continua a scrivere la storia del tennis arabo, avanti Kvitova e Bencic

Ons Jabeur è il volto di giornata del WTA Premier 5 di Doha. Ed è un momento veramente speciale per lei e per tutto lo sport tunisino. La prima donna araba nei quarti di finale di uno Slam e tra le prime 50 del mondo sarà ora una top-40 dopo l’ennesimo exploit di un 2020 fin qui veramente dolce.

Bisogna vedere cosa succederà domani, se si sveglierà con la gamba sinistra che le permetterà di muoversi, ma Ons sta scalando vette inesplorate grazie all’ottima mano di cui ha sempre disposto e che finalmente, a quasi 26 anni, le sta dando soddisfazioni auspicate all’inizio di una carriera piuttosto lunga e laboriosa. Non potrebbe essere altrimenti, in fondo, per una giocatrice che arriva da una zona del mondo priva di aiuti e con una federazione che non poteva permettere i migliori servizi.

Adesso le cose stanno cambiando, e Jabeur sembra essersi fatta carico di questa rivoluzione sportiva-culturale. Già contro Simona Halep e Alison Riske, a Dubai, si era vista completamente sospinta dal folto e rumoroso pubblico locale, che nella sfida contro la rumena aveva ingaggiato anche un duello “di tifo” con i sostenitori rumeni. Oggi, in Qatar, l’ambasciata tunisina ha addirittura pubblicato un avviso dove chiedeva a tutti i connazionali presenti di andare allo stadio a supportare la loro beniamina in una sfida che per lei valeva tantissimo perché alla ricerca della prima vittoria in carriera contro una top-5. Ha finito vincendo 6-4 3-6 6-3, ha scatenato più volte il delirio sugli spalti, e ora dovrà valutare il muscolo (è sembrato) della coscia che nei game finali ha tirato e le procurava grande fastidio. Non ha detto nulla nell’intervista in campo, anche perché non voleva guastare la festa incredibile sugli spalti, con centinaia di bandiere tunisine al vento e un pubblico ormai fuori da ogni contegno che saltava, urlava, festeggiava un’impresa. La stessa Jabeur aveva detto al microfono, pur sorridendo: “Vi ringrazio, comunque è una partita di tennis, non di calcio”. Poi, mentre l’intervistatore cercava di farle domande, dietro di lei canti, cori a non finire, e Jabeur stessa che diceva: “ehm, ehm… non sono sicura che mi lasceranno parlare”. E andò avanti così per almeno un minuto.

La sua partita è stata quasi perfetta. Ha avuto un calo a inizio del secondo set, soprattutto nella percentuale della prima di servizio, ma nel complesso è forse la più bella prestazione per lei da inizio anno. Sempre molto attenta a eseguire un piano tattico che vedeva palle posizionate in ogni punto del campo, mai forzare il colpo giocando nello stesso punto di prima, e un ottimo avvio le ha immediatamente dato un break di vantaggio. Pliskova sembrava bloccata: la sua pressione in risposta era minima, anche a causa di una percentuale di prime che era oltre il 70% della sua avversaria, ma gli errori erano tanti. È riuscita a cambiare questa tendenza a inizio del secondo set quando ha trovato le prime palle break, ma comunque per allungare ha impiegato diversa fatica. Spingeva troppo sul dritto di Ons, che fin da inizio partita dimostrava di viaggiare e fare tanto male.

Così, pur avendo rimesso in equilibrio la situazione, Pliskova nel set decisivo non ha fatto lo scatto che avrebbe dovuto. È tornata più prevedibile, meno aggressiva, quasi sempre in balia degli scambi di Jabeur che aveva ritrovato invece fiducia e lucidità. Il bellissimo sesto game ha creato il primo allungo della tunisina. Sette parità prima che Ons infilasse tre dritti consecutivi di grande qualità (ma tutti in lungolinea e su approcci non impeccabili della numero 3 del mondo) che le hanno dato il 4-2. Il pubblico è esploso in un gran boato e c’è voluto un po’ prima che le due riprendessero a giocare. Jabeur qui, in un allungo, ha sentito il muscolo far male e giocando più scomposta ha restituito il break. Pliskova però stava cedendo, infastidita dal pubblico e dalla situazione in campo, giocando molto male al servizio e restituendo un nuovo vantaggio all’avversaria che sul 5-3, pur soffrendo, è andata subito 40-0 e ha chiuso al secondo match point facendo partire il delirio in tribuna.

Domani avrà Petra Kvitova, che a inizio giornata ha superato Alona Ostapenko 6-2 5-7 6-1. Ai quarti senza giocare Ashleigh Barty, che ha approfittato del ritiro di Elena Rybakina, e Svetlana Kuznetsova, che a sua volta ha beneficiato del forfait di Amanda Anisimova.

Risultati

[1] A. Barty b. [14] E. Rybakina walkover
[11] G. Muguruza vs D. Yastremska
[WC] O. Jabeur b. [3] Ka. Pliskova 6-4 3-6 6-3
[8] P. Kvitova b. A. Ostapenko 6-2 5-7 6-1
S. Kuznetsova b. A. Anisimova walkover
[4] B. Bencic b. Y. Putintseva 6-4 6-3
S. Zheng b. [7] K. Bertens 3-6 6-3 6-4
[9] A. Sabalenka b. [15] M. Sakkari 6-3 6-0