Meravigliosa Kvitova: Barty costretta alla resa, nuova finale a Doha. Affronterà Sabalenka

[8] P. Kvitova b. [1] A. Barty 6-4 2-6 6-4

Straordinaria prestazione di Petra Kvitova, che è riuscita a rompere il digiuno di vittorie contro Ashleigh Barty con una partita di enorme qualità conclusa con 50 vincenti per un bellissimo 6-4 2-6 6-4 che le ha dato la seconda finale in carriera a Doha dopo quella (vinta) nel 2018.

Già ieri la ceca aveva impressionato per la qualità di gioco e la forza mentale mostrata nelle fasi decisive della sfida, molto dura, contro Ons Jabeur di ieri sera, ma oggi al di là di un comprensibile calo nella seconda parte del secondo set ha giocato a livelli altissimi ed è riuscita più volte a imporre l’uno-due per non entrare nello scambio contro una numero 1 del mondo che ha giocato molto bene, ma oggi era una di quelle giornate dove battere Petra era impresa troppo ardua.

Non è mistero che Kvitova ha giornate dove può giocare a livelli da extraterrestre, e Barty è la sesta numero 1 del mondo battuta. L’ultima volta c’era riuscita proprio a Doha, su questo campo, nella semifinale del 2018 contro Caroline Wozniacki. Giornate gloriose, per lei, dove sembra in grado di trasformare in oro qualsiasi cosa. Barty ha forse fatto un errore solo, grave, nell’economia dell’intero match. Ha giocato un rovescio coperto dal centro del campo, a uscire, sul 3-3 15-15 al terzo dopo essersi fatta arrivare la palla troppo addosso dalla risposta molto efficace della ceca. Palla in corriodoio, 15-30, e Kvitova che si prendeva il secondo break del set con due risposte fulminanti. Oggi quel frangente è stato eseguito alla grande, perché sono state tantissime le sue risposte vincenti.

È da inizio partita che si era intravisto cosa sarebbe successo. Kvitova di forza e potenza giocava punti senza troppi pensieri. Rispondeva ottimamente, trovava profondità, Barty non aveva vere contromisure e chiudeva al colpo successivo, quasi sempre vincente. L’australiana era in difficoltà continua al servizio e forse questo è agevolato ancor di più il compito della numero 11 del mondo che chiudeva facilmente la frazione sul 5-4.

Nel secondo parziale una maggiore reattività della numero 1 del mondo le dava soprattutto modo di contenere questa aggressione asfissiante in risposta, e con qualche punto gratuito in più arrivato dal servizio (non particolarmente efficace nel complesso, con solo un ace realizzato) riusciva a portarsi sul 2-1, lì dove ha cominciato ad agire come sa. Contentimento, ribaltamento di fronte. Tanta varietà al potere, che non era solo nello slice piuttosto che il top spin ma anche la capacità sua di dare ritmo allo scambio, mandare fuori posizione Petra o chiamarla avanti con colpi molto corti e non attaccabili. La ceca ha perso ritmo e incisività, sbagliando molto di più da fondo e provocando il netto 6-2 per l’australiana.

Nel set decisivo, però, Kvitova ha retto molto bene all’inizio per poi tornare di prepotenza in partita. Il primo break, sul 2-2, l’ha vista colpire veramente bene la palla per la prima volta da una mezz’ora e ha sfondato il muro dell’australiana, che però ha giocato due punti importantissimi sul 3-2 e 30-30 nel game successivo. Il primo non è andato a suo favore, ma gli oltre 20 scambi hanno forzato Petra a colpire “full power” per sei volte prima di azzeccare un gran rovescio incrociato finito sulla linea. In quello dopo, il suo slice ha fatto tutto alla perfezione e ha ribaltato lo scambio per prendersi comodamente il punto col dritto a chiudere. Kvitova, molto provata, ha buttato via due brutti gratuiti per tornare sul 3-3 e lì, come detto, quel minimo dettaglio che Barty ha sbagliato, sul 15-15, ha poi dato il via allo show finale di Kvitova che ha tirato due risposte vincenti ed è andata “fuori tutto” da lì alla fine, vincendo un punto clamoroso e di vitale importanza quando serviva per il match.

Primo punto del game, scambio interminabile, Barty in comando del gioco che scherzava la ceca coi suoi slice maligni. La stava intrappolando, ma dopo otto slice in cui le ha fatto fare il tergicristallo Petra ha di nuovo forzato il rovescio incrociato che l’australiana non ha potuto chiudere in lungolinea e lei, in corsa, ha tirato il suo dritto all’angolino.

Punto fondamentale, perché per quanto aveva investito si sapeva ci sarebbe stato il contraccolpo in quello dopo (perso con un doppio fallo) e ritrovarsi 15-15 rispetto a 0-30 ha fatto tutta la differenza del mondo. Grandissima vittoria per lei, che in caso di titolo domani tornerà in top-10 facendo scivolare fuori Naomi Osaka.

[9] A. Sabalenka b. S. Kuznetsova 6-4 6-3

Aryna Sabalenka a sta portando avanti una settimana piuttosto interessante soprattutto perché la si è vista vincere partite pur non giocando un tennis di grandissimo livello. Al di là del 6-3 6-0 ai danni di Maria Sakkari, che aveva sudato sette camice la sera prima contro la non irresistibile Tereza Martincova, c’erano state due grandi battaglie agonistiche contro Anett Kontaveit e Saisai Zheng nelle giornate più pesanti dal punto di vista del vento. Oggi, in una situazione meno tormentata, la numero 9 del seeding ha giocato una partita di grandissima costanza.

Zero cali, grande intensità e tanti buoni spunti da prendere nel 6-4 6-3 ai danni di Svetlana Kuznetsova, maturato soprattutto tra gli ultimi game del primo e gli inizi del secondo set. Ha avuto un break di vantaggio fin dalle prime battute lasciando andare abbastanza bene il dritto e comandando il gioco con la propria potenza, ma un super dritto della russa sulla palla break per il 2-3 ha rimesso tutto in gioco. Si è arrivati alle fasi decisive e dopo un ottimo game al servizio di Sabalenka per il 5-4 è arrivato, un po’ dal nulla, uno veramente brutto per Kuznetsova che è precipitata sotto 0-40 sbagliando sistematicamente il primo colpo dopo il servizio.

È difficile da dire se sia stata più la pressione di dover fare qualcosa di più trovandosi di fronte una che regalava veramente poco e colpiva appena ne aveva l’occasione e in quel momento non poteva permettersi di lasciarle l’iniziativa, ma dopo il primo punto è sembrata andare sempre più di fretta, come se avesse sempre meno pazienza e lucidità. Preso il primo set, Aryna ha premuto forte sull’acceleratore anche all’inizio del secondo. Sull’1-0 è stata in parte aiutata da due brutti errori dell’avversaria per risalire da 40-15 a 40-40 e lì, dopo tre parità, ha raccolto i frutti della sua pressione portato Kuznetsova a sbagliare decisione sull’ultimo rovescio.

Avanti 6-4 3-0 ha controllato molto bene le fasi finali del match senza più concedere chance e quella di domani sarà per lei la decima finale in carriera nel circuito WTA, la terza in un torneo Premier 5 dopo aver vinto le due giocate a Wuhan tra 2018 e 2019.

Risultati

[8] P. Kvitova b. [1] A. Barty 6-4 2-6 6-4
[9] A. Sabalenka b. S. Kuznetsova 6-4 6-3