Buenos Aires, Ruud batte Sousa e fa la storia: primo titolo ATP per la Norvegia

[8] C. Ruud b. [LL] P. Sousa 6-1 6-4

A Buenos Aires si scrive un piccolo pezzo di storia del tennis: Casper Ruud batte Pedro Sousa col punteggio di 6-1 6-4 in un’ora e 11 minuti diventando il primo norvegese a conquistare un titolo ATP. In un paese con tradizione tennistica scarsissima, a soli 21 anni il nativo di Oslo può già vantare di essere diventato il migliore di sempre superando papà Christian, numero 38 come best ranking.

Da domani Casper sarà 34 ma soprattutto avrà un trofeo in bacheca, arrivato su quella terra rossa che da sempre definisce la sua miglior superficie. Proprio sulla terra sudamericana si rivelò al mondo spingendosi sino alla semifinale del torneo di Rio de Janeiro nel 2017 e da lì, a piccoli passi, ha saputo progredire fino ad avvicinare e ora superare la miglior classifica ottenuta dal padre nell’ottobre del ’95.

Di titoli ATP però Christian non ne aveva mai nemmeno sfiorato uno (buone soddisfazioni però nei Challenger, con 12 tornei vinti), il figlio centra il bersaglio al secondo tentativo dopo quello andato a vuoto un anno fa a Houston contro Garin. Poca resistenza ha saputo opporre il 31enne Pedro Sousa, che sognava di diventare il decimo tennista capace di trionfare in un torneo dopo aver avuto accesso al tabellone principale come lucky loser.

La fortuna però lo ha abbandonato sul più bello, dopo averlo trascinato in finale con grande benevolenza. Il forfait di Garin gli ha spalancato le porte del main draw omaggiandolo anche di un primo turno abbordabile contro la giovane wild card di casa Facundo Diaz Acosta e di un ottavo alla portata contro il qualificato Jozef Kovalik. Battuto il brasiliano Monteiro nei quarti, il quadrifoglio gli ha dato di nuovo una mano con il forfait di Schwartzman, uscito a pezzi dalle tre ore e 40 di gioco contro Cuevas e impossibilitato a disputare la semifinale.

Un percorso più unico che raro quello di Sousa, numero 145 del mondo e arrivato in tarda età al tennis di prima fascia dopo una carriera intera passata tra Futures e Challenger. Terzo portoghese di sempre a disputare una finale ATP dopo Frederico Gil e Joao Sousa, per Pedro la favola si è interrotta sul più bello e chissà se saprà guadagnarsi un’altra chance di gloria in futuro.