Australian Open, Kenin: “il mio sogno è diventato realtà”

È stata ovviamente la notte più importante della tua carriera. Cos’è che ti sembra maggiormente surreale?

Tutto. Nelle ultime due settimane ho passato tanti momenti emozionanti.  Avete visto dopo il match cosa questo potesse significare. È un onore così grande, sono così orgogliosa di me, di mio padre, del mio staff, di tutti quelli che mi sono vicini.Abbiamo tutti lavorato duramente e attraversato momenti difficile. Ma ce l’abbiamo fatta. Mi sento sulle nuvole ora.

Penso che tutti ricordiamo il quinto game del terzo set, quando sul 2-2 eri sotto 0/40 mentre servivi.
Ricordo quel game molto bene, già. Quel game ho sentito come se le cose cambiassero. Dovevo giocare il mio miglior tennis e l’ho fatto, e dopo quello ero on fire, pronta a prende il trofeo.

Ti viene naturale essere così coraggiosa? Hai giocato cinque colpi vincenti per uscire da quel game.
Sapevo di dover essere coraggiosa, stavo giocando con qualcuno che è stata due volte campionessa Slam. Ho grande rispetto per lei, ha giocato un match durissimo, ogni punto è stata una battaglia, tante emozioni da etrambe le parti. Sapevo che mi servivano i migliori cinque colpi della mia vita e mi sono detta “ok, let’s go, vinciamo questo grande Slam”.

Q. Continuavi a borbottare con te stessa, che cosa ti dicevi?
Nel terzo set mi sentivo vicinissima al titolo a qualcosa che davvero volevo. Sapevo che mi serviva qualcosa per rilassarmi, per cercare di calmarmi.

Ha già parlato con tua mamma?
Me lo state chiedendo tutti!. Sì, l0ho chiamata subito dopo il match solo per dire che era tutto a posto, che avevo vinto e che si poteva rilassare ora. Lei è molto superstiziosa, era a casa stressata. Le ho detto che non avrei potuto parlarle per ore ma almeno volevo sapesse che avevo vinto. A casa potrà darmi il più grande abbraccio della sua vita.

È sola a casa?
No, è con mia nonna e mia sorella. E il cane.

Hanno guardato il match?
No, no, Loro non guardano le mie partite.  Mia mamma è troppo nervosa, anche se sa che ho vinto, non guarda lo stesso.

Sembravi molto in fiducia sul campo, quand’è stata l’ultima volta che hai avuto dubbi? Da dove viene questa fiducia? 
La fiducia arriva dai successi del 2019. Sono stata la “WTA Most Improved Player of the Year, so… Non ricordo quando ho avuto gli ultimi dubbi. L’anno scorso a Parigi ho giocato contro il mio idolo, Serena, e poi ho perso con Ash lì. Mi sono presa la rivincita, tutto è successo così in fretta..

Il tennis femminile cerca qualcuno in grado di dominare il tour. Pensi che potresti essere tu quella persona?
Mi piacerebbe molto, sarebbe fantastico. Ma in questo momento ancora non riesco a credere a quello che è successo..

Cos’hai pensato dopo aver perso il primo set? Come hai riordinato le idee?
Ero devastata, mi rendevo conto di non aver sfruttato le mie chances.  Certo, lei ha giocato un gran tennis ha vinto due slam, ha così tanta esperienza, sapevo di dover dimetnciare quello che era successo e continuare a credere in me stessa.

Hai avuto coach diversi da tuo padre? Qual è la più grande lezione che hai appreso?
Mio padre è stato il mio coach per l’intera mia carriera. Devo davvero rignraziarlo abbiamo tanto sognato questo momento, è un sogno diventato realtà. Mi ha sempre sostenuto, aiutato nei piani tattici. Noi divideremo questo per sempre.

Hai detto prima che Serena è uno dei tuoi idoli. Ora sei davanti a lei nel ranking, cosa significa questo per te?
Ho sempre seguito Serena, visto tutti gli slam che ha vinto, è una sensazione particolare essere davanti a lei nel ranking.