Cocciaretto c’è: la marchigiana qualificata per l’Australian Open, avrà Kerber

Elisabetta Cocciaretto è la quarta tennista italiana qualificata per il tabellone principale dell’Australian Open 2020. La marchigiana ha giocato un’ottima partita nell’ultimo turno di qualificazione contro Tereza Martincova, tennista ceca numero 23 del seeding cadetto.

La sfida è terminata 6-2 6-1 per la ragazza nata il 25 gennaio del 2001, che ha colto con merito il primo gettone in carriera in un torneo di questo livello e porta a casa già così 55 mila euro, soldi che peseranno tanto potendosi gestire il resto della stagione e pensare concretamente ad attaccare le prime 100 del mondo.

Una partita molto ben condotta da Cocciaretto, che si è imposta nel braccio di ferro dei primi game e sul 3-1 si è poi involata con una serie di 7 punti consecutivi dal 15-15 (al servizio la sua avversaria) perché Martincova ha perso la concentrazione dopo una chiamata molto contestata. Un suo sevizio non era stato chiamato dal giudice di linea mentre Cocciaretto ha chiesto l’intervento di hawkeye che ha mostrato un segno fuori di tanto rispetto alla linea laterale. Martincova non ci poteva credere e ha cominciato a discutere con l’arbitro: “Non può essere fuori di tanto così, è impossibile, non ci credo”. Quasi accettava l’idea di aver messo out il colpo, ma non le sembrava vero di aver fatto un errore di quel livello. La traiettoria della sua palla non sembrava far notare, effettivamente, un “fuori” di almeno 10 centimetri, ma anche richiedendo l’ingresso del supervisor il giudizio non poteva cambiare. Alla ripresa del gioco, dopo 10 minuti, aveva completamente perso ritmo buttando i successivi 7 punti.

Sul 5-1 Cocciaretto ha solo gestito, portando a casa il set il primo tentativo. Con un atteggiamento molto positivo e una palla piuttosto pesante, Elisabetta ha prima bloccato il tentativo della ceca di prendere vantaggio a inizio della seconda frazione (ottimo rovescio stretto vincente sulla palla break) e poi dall’1-1 ha preso il largo senza più concedere nulla a un’avversaria ormai demotivata.

In conferenza stampa, ha dichiarato: “Sono molto contenta, vedo che rispetto a due anni fa quando ero qui per il torneo junior la palla mi viaggia molto di più e ci sto lavorando tanto”. Poi si è messa a ridere alla domanda su che cosa succede ora: “Ora comincia il torneo. Voliamo molto basso ma mi piace pensare che quando entro in campo voglio vincere”. Lo scorso anno la sua stagione è finita piuttosto tardi: “Era metà novembre, avevo ultimato una trasferta in Sud America con ottimi risultati e dopo 4-5 giorni di riposo ero già al lavoro. A dir la verità poi ho giocato quasi tutto il 2019 sulla terra battuta. Ho fatto qualche torneo a marzo sul veloce e poi sempre sulla terra. Era una decisione del mio allenatore, Fausto Scolari, che io ho condiviso in pieno perché diceva che il mio fisico non era ancora sufficientemente allenato per competere ad alti livelli sul veloce. Mi diceva che secondo lui sulla terra avevo più tempo ed ero molto più abituata e che dunque fosse giusto mi concentrarsi lì. Tutto il mese di dicembre ho pensato più che altro alla preparazione atletica giocando poco a tennis e solo nelle ultime 2-3 settimane ho intensificato un po’. Secondo me poi è partito tutto da Auckland: mi sono resa conto che potevo giocarmi qualche carta anche qui. Ho perso una partita con tante occasioni e forse mi ha dato modo di valutare in un’altra ottica, più da professionistica, questo ambiente. Sono arrivata ad Auckland che ero un po’ spaesata ed era tutto molto diverso rispetto agli ITF, adesso cerco di stare più a contatto con queste giocatrici e abituarmi il più possibile”.