Australian Open: una Muguruza così non si vedeva da tempo. Fuori Svitolina

G. Muguruza b. [5] E. Svitolina 6-1 6-2

Le prime parole di tanti fan dentro alla Rod Laver Arena dopo l’ora in cui Garbine Muguruza ha massacrato la numero 5 del seeding dell’Australian Open Elina Svitolina: “Wow”. 31 vincenti e solo 9 gratuiti, ma soprattutto una qualità continua nell’arco di due set praticamente perfetti. Una prestazione di livello veramente alto e continuo che fa ben sperare, soprattutto mostra come stia cercando di riprendersi un posto di valore nell’universo WTA.

I disastri della gestione sciagurata con Sam Sumyk non si cancellano facilmente e per quasi quattro anni il rapporto tra i due è stato dei più complicati possibile. È arrivato uno Slam, è arrivata al numero 1 del mondo, ma non era più lei. Nel lungo periodo Muguruza non era più una giocatrice affidabile, o una che potesse cercare di essere tra le vere candidate ai titoli importanti. Doveva succedere qualcosa, tra eliminazioni importanti nel cammino e suoi improvvisi sbalzi nella condizione fisica e mentale.

Ora è tornata Conchita Martinez, colei che era al suo fianco durante Wimbledon 2017 per coprire l’assenza di Sumyk, e sembra sia nata un’intesa. Lei, l’allenatrice, è molto presente e ha un modo di fare che già con Karolina Pliskova sembrava funzionare, tanto da averla riportata in breve al numero 2 del mondo e a vincere Roma (non proprio il terreno della ceca…). Stasera era quantomai partecipare della miglior prova della sua allieva da, azzardiamo, la sfida di quarti di finale contro Maria Sharapova al Roland Garros del 2018. E se non è quella ci siamo comunque andati molto vicini.

La sua aggressività stasera era accompagnata da un linguaggio del corpo mai rivolto alla negatività. Attaccava lucida, faceva male, trovava grandi varchi per una Svitolina che non sapeva bene come comportarsi per rispondere a quella situazione. Quando la spagnola colpiva verso gli angoli faceva quasi sempre punto: Elina era fin troppo dietro rispetto alla linea di fondo, 2-3 metri che creavano troppo campo da coprire e, per quanto sia una delle migliori in quell’aspetto, stasera alle volte si arrendeva ancor prima di partire.

C’era tantissima differenza tra le due, in una sfida che era sempre stata abbastanza equilibrata (4-4 gli scontri diretti) e che invece stasera è stata mattanza. Svitolina ha provato a spingere di più e ad accorciare rispetto alla riga di fondo, ma spesso a Muguruza bastavano due colpi abbastanza profondi per avere poi la palla buona per chiudere. E, cosa anche questa abbastanza nuova rispetto al passato, non ha mai avuto paura di approcciare la rete, colpendo una serie di voleè a braccio deciso e affondando continuamente il colpo. Il punteggio si è fatto subito gravissimo per la numero 5 del seeding, che però non aveva marce in più per cercare di tamponare la situazione.

Alla fine il match si è chiuso con una nuova voleè ben giocata da Muguruza, che si è rivolta verso il proprio angolo. “Vamos!” una prima volta. “VAMOS!” una seconda, molto più decisa e con lo sguardo piuttosto agguerrito. Conchita se la godeva. Al di là di cosa accadrà in questo torneo, stasera Garbine ha dato un segnale di vita.