Australian Open: Osaka, esordio ed emozioni. Tutto facile per Serena Williams e Kvitova

photo credit: @Jimmie48/WTA

[3] N. Osaka b. M. Bouzkova 6-2 6-4

Forse la cosa più bella per Naomi Osaka, a fine match, è stato realizzare che per la prima volta il padre Francois era in tribuna nel suo box a vederla. Per scaramanzia aveva sempre preferito rimanere in disparte, oggi invece era assieme a tutto il team a guardare la figlia inaugurare da campionessa in carica la Rod Laver Arena nella giornata d’apertura del primo Slam stagionale.

Una partita che è stata resa abbastanza semplice dalla nipponica, vissuta con tanti sorrisi come avveniva la scorsa estate a Toronto e Cincinnati, alcuni spesso rivolti a se stessa e ad alcuni errori che commetteva in una giornata dove non sempre è sembrata concentrata ma quasi sempre trovava il modo di alzare il livello e aumentare l’efficacia nei momenti chiave.

Nel primo set, sul 2-1 Bouzkova, concedeva la prima palla break della partita con un dritto colpito male dopo un ottimo servizio, ma cancellava tutto con un gran rovescio dal centro del campo verso il vertice sinistro della ceca. Poi dal 2-2 ha cominciato ad aumentare qualità e ritmo, salendo 0-40 e brekkando alla quinta chance. Molto sciolta, quasi rendendo la sua giornata più serena di un esordio da campionessa in carica, continuava a muoversi bene e a essere sempre “in punta di piedi”, facendosi sentire poco e sorridendo sempre ai raccattapalle quando le porgevano la pallina, e ringraziandoli per l’asciugamano.

Una Osaka che ha poi parlato di un po’ di tensione, cercando di capovolgere le carte in tavola per indicare come mai reagisse così, dopo aver condotto in porto un primo set agevole ha poi avuto alcuni passaggi a vuoto anche nel secondo. Sull’1-2 è scivolata indietro 15-40 ma si è salvata con 3 ace e un servizio vincente. Sul 2-3 nuovamente indietro 15-40 ha di nuovo raggiunto la parità con due servizi vincenti ma un’ottima risposta di Bouzkova è valsa la terza palla break capitalizzata da un brutto errore di dritto della giapponese. La fortuna di Osaka è stata riprendere subito la situazione sotto controllo: andata a palla break con una risposta steccata e atterrata nell’ultimo centimetro di campo, ha poi forzato l’errore della sua avversaria.

Dal 3-4 l’inerzia è andata totalmente alla numero 3 del seeding che ha alzato nuovamente la pressione in risposta e ha fatto centro, chiudendo poi col servizio a disposizione. Al prossimo turno avrà Saisai Zheng, avversaria per certi versi molto simile a Bouzkova e che la farà lavorare tanto in fase di attacco e contenimento, cercando di non andare fuori giri.

[8] S. Williams b. A. Potapova 6-0 6-3

Riparte l’Odissea. Serena Williams è di nuovo in viaggio per il record di Margaret Court, oggi presente sugli spalti della Rod Laver Arena a guardare chi vuole arrivare proprio qui, a 50 anni dal suo Grande Slam, vuole provare a riscrivere la storia. Una rincorsa che è ricominciata dall’altra parte del mondo, apertasi con un esordio abbastanza agevole contro Anastasia Potapova.

La ragazzina russa ha qualità, soprattutto dal lato del rovescio per come riesce a lavorare la palla e ad angolarla parecchio, ma paga tanto nella cilindrata a favore della campionessa statunitense. Un 6-0 6-3 abbastanza “telefonato” dopo i primi punti per l’enorme differenza non tanto nella qualità ma più (oggi) nei diversi stati d’animo.

Serena è come sempre “on a mission”, in missione, e questa volta arriva con buona fiducia dal successo di Auckland. La vittoria in Nuova Zelanda le avrà tolto un peso dalla testa, il primo titolo da madre ha voluto dire qualcosa di speciale, ma qui a Melbourne lo scenario rimane di tutt’altro fattore malgrado poi il suo tabellone sia molto favorevole almeno fino al quarto turno dove potrebbe avere Dayana Yastremska, prima ancora che una Johanna Konta con fastidi al ginocchio.

Oggi 20 minuti per il primo set, quasi 40 per il secondo. Saliva sopra la palla della russa con rapidità e facilità da rendere quasi subito molto probabile il pesante 6-0 che stava mettendo in affanno Potapova. Sotto di 7 game la giovanissima russa si è sbloccata, ha anche preso un break di vantaggio con un calo dell’ex numero 1 del mondo, ma Serena è subito rientrata e sul 4-3 in suo favore ha allungato in maniera decisiva. Simpatico il siparietto finale, con l’intervistatrice che a bordo campo le chiedeva di come avesse reagito la figlia al primo titolo vinto: “L’ho vista molto indifferente, ho cercato di dirle “guarda che è successo qualcosa qui”, ma non reagiva tanto”. Mamma speciale.

Altri incontri

L’ultimo Australian Open di Caroline Wozniacki è cominciato. Sulla Melbourne Arena un enorme boato ha accolto la ex numero 1 del mondo in un momento di grande coinvolgimento. La campionessa dell’edizione 2018 è giunta all’ultimo ballo, e vuole provare a salutare facendo più strada possibile.

Non era oggi, contro la pur volenterosa Kristie Ahn, il momento di appendere la racchetta al chiodo. Meglio così, anche perché la scelta di metterla sul terzo campo d’importanza di Melbourne Park stona parecchio con quella che è la sua storia: 71 settimane da numero 1 del mondo, 30 titoli WTA tra cui lo Slam tanto cercato per tutta la carriera, una costanza che hanno avuto in pochissime nell’ultimo decennio.

Al prossimo turno, contro Dayana Yastremska o Kaja Juvan, la storia potrebbe essere leggermente diversa. Intanto però il 6-1 6-3 di questo inizio le regala qualche giorno in più in questo mondo che si appresta a salutarla.

Petra Kvitova invece, finalista un anno fa, ha beneficiato di un esordio ancor più agevole contro la connazionale Katerina Siniakova, sconfitta 6-1 6-0, anche in virtù del fatto che la loro partita è cominciata col tetto chiuso a causa della forte pioggia all’esterno, condizione che ha finito per agevolare ancor di più la numero 7 del seeding, protagonista di un’ottima partita. Al prossimo turno avrà Paula Badosa, ragazza spagnola classe 1997 che si è imposta 6-1 6-0 contro la qualificata Johanna Larsson.