Australian Open: Osaka e Kvitova sventano la minaccia fantasma. Wozniacki vive ancora

photo credit: @Jimmie48/WTA

[3] N. Osaka b. S. Zheng 6-2 6-4
[7] P. Kvitova b. [Q] P. Badosa 7-5 7-5

Le prime big di giornata hanno superato altrettante partite potenzialmente trappola nel loro secondo turno dell’Australian Open. Naomi Osaka e Petra Kvitova, finaliste un anno fa, hanno sventato quella che noi chiameremmo “la minaccia fantasma” per rievocare uno dei primi veri capolavori della saga di Star Wars. Girando per i campi esterni di Melbourne Park, questa mattina, era a tratti impossibile giocare già solo nel riscaldamento. Quest anno lo Slam australiano ne sta vivendo di ogni tipo e stavolta è stata la giornata delle raffiche di vento continue, mai regolari e a grande forza.

Guardando Iga Swiatek battere Timea Babos 6-3 6-2 sul campo 14 a un certo punto molti spettatori si sono dovuti spostare dalle recinzioni. Dietro al campo, infatti, all’ennesima sfuriata si sono sentiti rumori continui come se a un tratto le impalcature dovessero cedere. Gli alberi lungo tutto l’impianto con la punta nettamente piegata, le bandiere ormai davano l’impressione di essere rigide tanto erano tese. La gente cercava riparo all’interno della struttura della Rod Laver Arena. Nel frattempo, però, la situazione dentro allo stadio principale, come dentro alla Margaret Court Arena, non era tanto migliore. È vero che ci sono le pareti a proteggere la situazione, ma se il tetto non è chiuso queste folate entrano e creano dei mulinelli che possono ugualmente essere fastidiosi.

Osaka, spesso additata di mostrare poche emozioni in campo, oggi era molto frustrata dalla situazione. Il primo set è stato un 6-2 che ha mascherato gran parte dei momenti complicati, con la giapponese costretta a fare una partita dove già per la tipologia d’avversaria doveva colpire tante palle in spinta e senza mai avere una tranquillità e un ritmo tale da evitare l’errore. L’obiettivo di Zheng era questo: rigiocare quanto più possibile e mandare fuori fase la giapponese, che già nel primo set stava incappando in diversi errori e momenti delicati a cominciare da un 15-30 al servizio nel gioco d’apertura. Ha preso un break di vantaggio cedendolo però poco dopo ma riuscendo a mettere una pezza e allungare fino al 6-2. Nel secondo parziale, però, è partita piuttosto male mancando una chance di 2-0 e scivolando sotto quando i gratuiti hanno cominciato a essere più frequenti.

Come avvenuto contro Marie Bouzkova, però, dal 2-4 ha saputo riemergere. Ha scaraventato una racchetta a terra, i sorrisi di spensieratezza del primo turno hanno fatto posto al grande fastidio odierno, ma in qualche modo ha messo una pezza alla situazione potenzialmente complicata chiudendo con lo stesso punteggio del match d’apertura. La corsa da campionessa in carica prosegue, dunque, e al prossimo turno avrà un possibile rematch contro Coco Gauff, sempre che la teenager americana riesca a battere Sorana Cirstea in un match che pare alla sua portata, ma che nella giornata odierna non possiamo dare proprio per scontato.

Kvitova ha vissuto una partita con tanti punti in comune alla giapponese. Il suo punteggio è stato ancor più combattuto perché di fronte aveva un’altra tipologia di avversaria. Paula Badosa, infatti, è già molto più offensiva di una Zheng che cercava prevalentemente di far sbagliare Osaka. La spagnola ha avuto le sue chance, costringendo Kvitova a dover sudare e mantenere i nervi saldi in diverse occasioni. Nel primo set infatti Badosa aveva preso per prima il largo, ma dal 2-4 si è subito ripresa e sul 5-5 il break che ha messo la parola “fine” al primo set. Il secondo ha avuto una storia abbastanza simile, con Badosa sempre molto generosa negli scambi a resistere e a provare qualche iniziativa e che sul 5-5 15-40 è stata sfortunatissima sulla prima palla break dove il suo passante di rovescio è uscito di un nulla. Nel game successivo Kvitova ha vinto l’ultimo game in risposta della partita, chiudendo anche col sorprendente dato di 31 vincenti e 28 gratuiti. Lei, che non è mai stata a suo agio in queste condizioni, durante l’intervista ha tirato fuori un sorrisone enorme. C’è da capirla.

C. Wozniacki d. [23] D. Yastremska 7-5 7-5

Caroline Wozniacki vive e può lottare un giorno in più. Nella scia finale della sua grandissima carriera la danese si è regalata una partita “a modo suo”, rimontando per due set la più aggressiva avversaria, Dayana Yastremska, indicata alla vigilia come favorita, e girando l’incontro con bravura e intelligenza, tuffandosi a pieno nel mare che stava travolgendo la sua avversaria quando questa era a un passo dal primo set.

Una Wozniacki un po’ alle corde, sul punto di cedere, ma che come nelle tante partite affrontate in carriera doveva essere buttata al tappeto una nona, forse decima volta, prima di arrendersi definitivamente. Yastremska, numero 23 del seeding, ha fatto il diavolo a 4 nelle prime battute salendo 5-1 e dominando il campo. Nel momento clou però le è mancato l’ultimo passo, e la serie di 14 punti consecutivi vinti dalla danese ha aperto una falla importante nella sua fiducia. Sul 5-6 è andata ancor più di fretta, continuando nella scia di errori gratuiti e concedendo il set alla terza chance.

Era il perfetto copione delle rimonte di Wozniacki, abile e diabolica nel creare occasioni e mandare in tilt l’avversaria che finiva per perdere controllo e cominciare a soffrire ogni scambio. E anche nel secondo parziale, malgrado Yastremska fosse tornata avanti di un break, ha riproposto lo stesso copione. L’ucraina ha tremato, è crollata, ha perso completamente l’inerzia del match e dopo tre match point salvati sul 4-5 non ha potuto nulla nel dodicesimo game. Wozniacki, in lacrime dopo l’ultimo punto, sa di averne combinata un’altra delle sue. Forse si vedeva sconfitta, oggi, dopo la vittoria di Yastremska nel loro unico precedente giocato. O forse non si aspettava di poter ancora capovolgere partite così. L’unica cosa certa è che potrà lottare un giorno in più, e il ritiro può attendere.

Altri incontri

Come Wozniacki anche Carla Suarez Navarro vive per lottare un giorno in più. La spagnola, che si ritirerà in questo 2020, ha vinto la sua prima partita dell’anno nella tormenta di vento contro Aryna Sabalenka. La bielorussa, testa di serie numero 11, è caduta con un doppio tie-break a favore della spagnola, che ha esultato lasciando andare una gioia enorme per un 7-6(5) 7-6(6) di cuore, e che le da modo di affrontare domani Iga Swiatek.

La polacca è apparsa veramente pronta al rientro dopo quasi 4 mesi di stop per infortunio al piede. Un 6-3 6-2 a Timea Babos dove a un primo set chirurgico (break al secondo game) ha contrapposto un crescendo nel secondo e un livello molto alto malgrado la giornata dalle condizioni ambientali veramente proibitive.

Tutto molto più facile per la numero 1 del mondo Ashleigh Barty, impostasi con un comodo 6-1 6-4 contro Polona Hercog. In serata, invece, una distratta Serena Williams ha dovuto stare in campo più di un’ora contro Tamara Zidansek malgrado la differenza tra le due giocatrici fosse più che importante. 6-2 6-3 con la slovena che ha anche fatto bella figura nei confronti di una statunitense spesso nervosa e arrabbiata con se stessa.