Australian Open: Muguruza, semifinale e rientro in top-20. Pavlyuchenkova si arrende

G. Muguruza b. [30] A. Pavlyuchenkova 7-5 6-3

Garbine Muguruza è di nuovo in una semifinale Slam. La spagnola, che mancava tra le prime quattro di un Major dal Roland Garros 2018, ha superato anche i quarti di finale all’Australian Open e al prossimo turno avrà l’avversaria forse più dura tra quelle rimaste: Simona Halep.

Non è stata una giornata straordinaria, dal punto di vista della qualità complessiva della partita, ma significativa perché la spagnola si è presa una partita che (nel più banale luogo comune) probabilmente tempo fa non sarebbe riuscita a far sua e avrebbe pagato molta più tensione nei momenti chiave. Mancava la brillantezza e il gioco efficace delle partite contro Elina Svitolina e Kiki Bertens, ma per due volte ha evitato che Pavlyuchenkova andasse in fuga dopo aver subito un break e nel momento più delicato del set d’apertura ha trovato il sorpasso che è valso il 7-5.

Forse Muguruza ha sofferto un po’ il cambio di condizioni rispetto ai giorni scorsi, dove si era stabili sui 20 gradi mentre oggi l’afa è salita. Ai cambi campo era abbastanza rossa in volto e continuamente teneva il borsone del ghiaccio attorno al collo. Non una bella notizia, forse, perché domani quando scenderà in campo contro la rumena sono previsti più di 35 gradi. O magari, ribaltamento totale, oggi ha abituato il corpo a una condizione più dura. In ogni caso però gli errori, così come per Pavlyuchenkova, erano molti più dei vincenti. Gli scambi non avevano grande armonia e il ritmo era spezzettato. Non si usciva tanto da soluzioni a braccio di ferro nella zona centrale del campo per prendere spazio e poi andare verso i lati.

I primi break sono arrivati tutti nello stesso modo: Muguruza piuttosto fallosa sull’1-1 ma che si affidava poi a risposte profonde per avere il comando e pareggiare sul 2-2; Muguruza che scivolava ancora sullo 0-40 sul 3-3 e buttava lungo un dritto ma riusciva a non far andare via Pavlyuchenkova e ritrovava la parità sul 4-4. Alla fine, la russa è stata tradita dal servizio con due doppi falli da destra sul 5-6 e alla fine, dopo l’ennesimo scambio allungatosi oltre gli otto colpi, il rovescio della moscovita prendeva il volo e atterrava ben oltre la linea di fondo. Muguruza stringeva il pugno, Conchita con lei, scattando in piedi dal proprio angolo. Uno sguardo, poco altro. Un po’ il simbolo della giornata odierna.

Nel secondo parziale i ritmi iniziali sono stati un po’ più bassi. La partita si è poi risolta nel sesto gioco quando Garbine ha fatto il primo allungo del set, concretizzandolo poi per il 5-2. Al servizio per il match è andata subito 40-0, chiudendo al secondo match point. Se nei giorni scorsi, dopo l’ultimo colpo, si rivolgeva sempre al proprio angolo “chiamando” Conchita a esultare con lei, oggi l’esultanza è stata un pugno chiuso e lo sguardo molto contratto. Serviva la vittoria, per ritrovare anche quel feeling e quella consapevolezza che si può vincere in maniera “pulita” anche nelle giornate non perfette. E domani si giocherà l’accesso a una nuova finale Siam, potenzialmente la quarta della carriera. Chi l’avrebbe detto, due settimane fa?