Australian Open, Kenin: “La finale è un sogno che si realizza. Farlo a 21 anni è grandioso”

Come sei riuscita a vincere?
Ho lottato fino alla fine. Lei è veramente tosta, e mi dispiace per gli australiani che la volevano in finale. Non deve essere facile, anche perché lei è la numero 1. Però io sono molto felice di come ho giocato, con lei non poteva essere facile.

Hai mostrato come una grande sicurezza nei tuoi messi per tutto il torneo, eppure oggi alla fine sei sembrata shockata. Come descriveresti le emozioni?
No shockava no. È però un sogno che si realizza. Sognavo da sempre un momento così. Continuavo a credere in me stessa, sapevo che ero in una semifinale e potevo giocarmi qualcosa di importante. Alla fine è stato semplicemente emozionante. Già sono felice di aver condiviso il campo con Ash… Poi alla fine è chiaro che ci sia tanta emozione, sono arrivata in finale, è qualcosa di diverso, surreale.

Si è parlato tanto di quando eri piccola, ma avevi sempre sognato di poter raggiungere una finale Slam?
Certo, ci ho sempre creduto. Non avevo un libro davanti, non sapevo esattamente quando poteva capitare, e penso che farcela ora, a 21 anni, sia qualcosa di grandioso. Non tutti ce la fanno, e per questo sono molto grata. Ho lavorato davvero tanto per migliorarmi a livello di gioco e di fisico, e tutto quanto mi ha portato poi a essere qui.
E il video di Roddick?
Penso che tutti ormai lo sappiano. Stavo facendo un’intervista, posso rispondere a un suo servizio, come posso farlo… A tra l’altro lui poi ha scritto un tweet su di me per congratularsi, dunque grazie Andy (ride, nda).

Che cosa pensi ti abbia aiutato oggi a rimanere agganciata in entrambi i set e a importi?
Sentivo davvero che avevo chance di vincere anche quando ero sotto di due set point nel primo e secondo set. Davvero, me lo sentivo. Anche se avessi poi perso il set, ero molto fiduciosa di poter rientrare nel match e poi vincere. Il match era molto duro, delle cose non vanno come vorrei, ma ho fatto in modo che non mi segnassero. Alla fine ho continuato a lottare, ho lasciato tutto quello che avevo in campo.

Che cosa ha particolarmente funzionato in te?
Il servizio, soprattutto. Mi stavo sentendo molto bene, e sapevo che dovevo avere bisogno di servire veramente bene. Però avevo ben chiaro nella mia testa come giocare con lei. Lei tra l’altro stava servendo molto bene e in qualche modo poi sono riuscita a trovare ritmo sulla risposta. Cercavo soprattutto di rimanere concentrata, fare meno errori possibili. Insomma, stavo giocando contro la numero 1 del mondo, Barty, che sta giocando un tennis molto solido nell’ultimo periodo. Sapevo che si sarebbe trattato di una battaglia, e credo che il punteggio lo dimostri.

Negli ultimi 12-13 mesi hai raggiunto tanti traguardi. Che cosa ti ha aiutato maggiormente?
Credo la vittoria contro Serena Williams per raggiungere il quarto turno dell’Australian Open. Penso che da lì in avanti la situazione per me sia cambiata. E anche lì avevo giocato in un contesto dove tutti tifavano per l’altra, che però era Serena. Lei è il mio idolo, e vincere quella partita ha cambiato tante cose in me.

Jessica Pegula ha appena scritto un tweet dove dice di essere felice che finalmente stai ricevendo le attenzioni che meriti. Pensi davvero di essere stata poco considerata?
Sì, penso sia così. Non c’è mai stata vera attenzione nei miei riguardi. Ho dovuto in qualche modo affermarmi in maniera chiara, e dovrò continuare a farlo. Ora le cose sono un po’ diverse, non nego che non mi dispiace. Il mio cellulare sta esplodendo in queste ultime due settimane. I miei social uguale. Però son felice di questo.