Australian Open: il cuore di Nick Kyrgios regala l’attesa sfida contro Nadal

[23] N. Kyrgios b. [16] K. Khachanov 6-2 7-6(5) 6-7(6) 6-7(7) 7-6(8)

Cominciamo da una cosa semplice: Nick Kyrgios è uno straordinario giocatore di tennis. Che questo venga spesso nascosto dalle sue, diciamo così, intemperanze, non dovrebbe far dimenticare la grande capacità dell’australiano di offrire tutte le varietà di colpi che si possono immagianre di vedere su un campo da tennis. Non solo la violenza e la precisione del servizio o la splendida esecuzione di dritto e rovescio, ma anche una sensibilità del tutto anomala in questo periodo nel quale i giocatori che si avvicinano alla rete sembrano terrorizzati. Volée e dropshot, colpi choppati in controtempo, smash, nulla sembra mancare dal bagaglio di questo incredibile giocatore, che se riuscisse pure ad avere una preparazione fisica e mentale all’altezza dominerebbe questo sport come pochi. Per fortuna invece Kyrgios ha una muscolatura abbastanza fragile che già nel primo set ha fatto venire paura ai suoi tantissimi tifosi. Primo set completamente dominato sia prima che dopo il Medical Time Out, chiamato perche dice di aver sentito un dolore fortissimo al gluteo. Tornato in campo nei primi game Kyrgios è sembrato gicoare un po’ contratto ma col passare del tempo il dolore dev’essere sparito, visto che ha ricominciato anche a forzare col servizio. Nel frattempo però Khachanov, che era stato disastroso contro Ymer, era riuscito a rimettere a posto almeno il servizio, limitandosi ad offrire una palla break al sesto game, annullata con un efficace “servizio-dritto” dopo aver avuto la sua prima opportunità un po’ prima, al terzo game, vanificata da un S&V sulla seconda dell’australiano. Passati indenni quei momenti i due erano arrivati al primo dei loro 4 tiebreak, con Kyrgios che perdeva il punto d’apertura ma poi giocava gli altri con un’attenzione del tutto insolita e con le solite meravigliose soluzioni, come la palla corta sul 4 pari. Kyrgios riusciva a strappare il punto del 6-5 dopo uno scambio durissimo chiuso da un rovescio largo di Khachanov e a chiudere con una prima centrale il secondo set. Sembrava tutto sostanzialmente finito, soprattutto quando nel quinto game del terzo arrivava il break per Kyrgios, che però, come già contro Simon, cominciava un’incomprensibile diatriba con il suo angolo che aveva come bel risultato il controbreak di Khachanov, che rimaneva lì a remare. Si rendeva necessario il secondo tiebreak di giornata e stavolta era Khachanov a non sbagliare più, neanche quando sul 6-5 arrivava il primo match point della giornata, annullato con una prima pesante. Sul primo set point per il russo era Kyrgios a sbagliare un dritto e portare il match al quarto set.
Nonostante Khachanov arrivasse dai cinque set contro Ymer, tra i due il più stanco sembrava Kyrgios, che non riusciva più a rendersi pericoloso in risposta e teneva il suo servizio sempre con maggiore difficoltà, tanto da trovarsi sul 15-40 nel settimo game. Nick annulla la prima con una meravigliosa palla corta di dritto e la seconda con un ace e poi i due tenevano i servizi con relativa tranquillità fino al terzo tiebreak. Di nuovo Nick metteva tutta l’attenzione del caso, tanto da trovarsi avanti 4-3 e servizio grazie ad una splendida risposta anticipata su una seconda tenera di Khachanov, ma stavolta era il russo che prima teneva lo scambio sulla prima e poi rispondeva profondissimo ad un’altra prima, chiudendo con un dritto a sventaglio. Kyrgios riacciuffava il russo sul 5 pari con un altro rovescio lungolinea e di nuovo sul 7-6 aveva il match point. Come già nel terzo set era però Khachanov ad annullare il match point con uno smash timido e a fare tre punti di fila ottenere il quarto set.
Il quinto set era compeltamente dominato dai servizi – solo una volta si arriverà a 40 – come se i due avessero deciso di giocarsi tutto al supertiebreak. L’ultimo tiebreak cominciava con i servizi che smettevano di funzionare. Kyrgios andava sul 3-0 ma cedeva addirittura 4 punti di fila, per poi portarsi sul 4 pari. Così com’era andato il servizio tornava e bisognava attendere il quindicesimo punto per il minibreak che semrbava potesse essere decisivo, messo a segno da Khachanov. Il russo andava a servire e combinava dei veri e propri scempi e così il terzo match point, quasi due ore dopo il primo, era quello buono e Nick poteva crollare a terra stremato. Lunedì ci sarà Nadal, riposato e con nove anni di più.