Australian Open al “rallenty”, Nadal e Thiem facile: bene Rublev e Zverev

E’ un Australian Open al rallenty, dopo anni che da queste parti evidentemente preferivano una superficie più veloce di tutti gli altri slam. Invece no, quest’anno si è tornati a quello che era prima del 2017, e non è un caso che Federer ci abbia vinto due volte negli ultimi 3 anni, con lo svizzero che più volte ha detto quanto gli piacesse giocare da queste parti e come si trovasse bene.

Niente, quest’anno l’Australian Open, nell’ennesimo tentativo che non si capisce di uniformare tutto e tutti, è passata al “Greenset”, che è un tipo di cemento che evidentemente all’aperto non tanto ci azzecca, visto che dove è usata (Basilea, Bercy, Finals di Londra), il campo è notevolmente più veloce. Prima sui campi di Melbourne si utilizzava il “Prexicushion”, e per chi amava un certo tipo di velocità era un altro andare. Qualcuno si è anche lamentato delle palline, che evidentemente c’è chi accontentano e chi no, ma questa è una vecchia storia. Quello che è certo è che questa superficie e questo torneo sembrano fatti apposta per Nadal (oggi vincitore in maniera ridicolmente facile contro Carreno Busta), Djokovic (ieri stessa cosa con Nishioka), anche Thiem sembra trovarsi bene, lui che è terraiolo. Vedremo, forse è un’impressione, ma a sentire giocatori e vedendo le partite, sembra che non lo sia.

Per quanto riguarda gli altri risultati di giornata, vanno avanti agli ottavi Rublev (alla quindicesima vittoria di fila, battuto Goffin), Wawrinka (che ha approfittato del ritiro di Isner) e Monfils (che ha messo fine al ritorno di Gulbis). Nessun problema anche per Sasha Zverev, che ha fatto fuori in tre set Verdasco. Attesa stasera (in Australia) per Kyrgios e Medvedev.