ATP Auckland: Sinner lotta ma la strada è lunga

Lo dicono tutti e quindi sarà vero: ci vuole pazienza. Ci si permetta di aggiungere che è meglio evitare del tutto vaticini spericolati perché a 18 anni tutto può succedere, anche di credere che le cose possano essere semplici, errore esiziale che Sinner dev’essere aiutato a non commettere. Il ragazzo altoatesino ha un atteggiamento in campo che è sin troppo sicuro, in relazione al suo effettivo valore attuale, cosa che da una parte gli permette di far sentire all’avversario il peso della sua presenza agonistica ma dall’altra si ha la sensazioen che possa essere d’ostacolo nella comprensione del match. Contro uno come Benoit Paire, giocatore dal talento infinito e in grado di mettere in difficoltà persino i mammasantissima di questo sport, Sinner può opporre la sua grande solidità, la pesantezza dei colpi e la capacità di restare con la testa nel match per tutto il tempo necessario. Ma questo significa comprendere che se all’altro vengono i cinque minuti, anche all’interno di una partita giocata maluccio come oggi, non è il caso di lasciarsi andare a inutili furori o, peggio, di provare a sfidarlo sul terreno del tocco. Ma sarà anche da come affronterà questi particolari che dipenderà la carriera di Sinner, che dovrà capire che i momenti duri non sono alle spalle e che in giro c’è gente in grado di non fargli vedere palla.

Detto questo Sinner ha anche confermato quanto ormai tutti sappiamo: che ha una prima palla molto efficace, un dritto in grado di fare la differenza una volta che arriveranno i chili che mancano, un rovescio solidissimo e soprattutto una rapidità che gli consente di giocare i colpi in perfetta stabilità. Non sono pregi da poco, anche se appunto andranno rafforzati, soprattutto nel versante della seconda palla, troppo facile da attaccare. Sinner ha trovato il solito Paire, che dopo un primo set abbastanza in controllo è andato via di testa, giocando un secondo set che dire scellerato è poco, a partire dal break, regalato con un doppio fallo dopo che era risalito da 0-40. Sinner ne ha approfittato volando sul 4-0 e perdendo uno dei due break non appena il francese è tornato sul match. Sul 4-2 Sinner ha fatto la cosa migliore del match, giocando un ottimo game di servizio che ha tenuto lontano Paire e che gli ha permesso di rispondere con grande serenità, chiudendo il set con un altro break.
Il terzo set è cominciato male però, perché Paire ha aggredito sin dalla risposta giocando con grande anticipo e profondità gli scambi, e mettendo in chiara difficoltà l’italiano, costretto a cedere subito il servizio. Da lì in poi Paire ha rischiato solo nel sesto game, quando ha dovuto annullare due palle break all’interno però di un game nel quale era andato 40-15 prima di mettersi a passeggiare per il campo. Gli è andata bene che nella prima un attacco di Sinner è stato rallentato dal nastro, mentre la seconda – gentilmente concessa da un doppio fallo – è stata risolta da un ace centrale. Ad ogni modo difficilmente la partita sarebbe cambiata, e Paire, prima di chiudere al decimo game, aveva già avuto due match point sul 5-3, solo che Sinner si è messo a tirare fortissimo e le palle sono rimaste dentro, cosa che non ha potuto fare in risposta. Aspettiamo gli Australian Open adesso, magari confidando anche in un buon sorteggio. E lasciandolo un po’ in pace.

In nottata anche Sonego non era riuscito a superare il turno, sconfitto in due set dal polacco Harkacz. Il piemontese ha cercato in tutti i modi di rimanere aggrappato al match, ma la partita non è mai sembrata in discussione, neanche nel terzo game del secondo set, quando Sonego ha avuto tre palle break, le uniche del suo match per portarsi avanti. Sonego ha ceduto il servizio successivo e poi Hurkacz si è accontentato di gestire il suo servizio.

Primo turno

[Q] M. Ymer b. F. Tiafoe 6-4 5-7 6-1
[6] H. Hurkacz b. L. Sonego 7-5 6-3
[Q] T. Monteiro b. C. Norrie 7-6(3) 6-2
[5] B. Paire b. [WC] J. Sinner 6-4 2-6 6-4
T. Sandgren b. [WC] M. Venus 6-4 6-3
U. Humbert b. C. Ruud 7-6(3) 2-6 6-3