Coppa Davis: dopo il Canada anche la Russia in semifinale

Canada-Australia 2-1

V. Pospisil b. J. Millman 7-6(7) 6-4
A. de Minaur b. D. Shapovalov 3-6 6-3 7-5
V. Pospisil/D. Shapovalov b. J. Thompson/J. Peers 6-4 6-4

Russia b. Serbia 2-1

A. Rublev b. F. Krajinovic 6-1 6-2
N. Djokovic b. K. Khachanov 6-3 6-3
A.Rublev/K./Khachanov b. N. Djokovic/V. Troicki 6-4 4-6 7-6(7)

 

La formula avrà i problemi che volete, l’organizzazione sarà poco esperta di tennis ma questa prima edizione della rinnovata Coppa Davis non ha certo fatto mancare le emozioni. Già nei gironi la vituperata formula a 3 aveva fatto inarcare più di qualche sopracciglio ma aveva regalato partite ricche di pathos e situazioni incerte fino all’ultimo minuto e come forse prevedibile, l’arrivo dell’eliminazione diretta ha aggiunto persino un surplus di tensione alla competizione. Se poi, come hanno fatto Serbia e Russia, si arriva al al tiebreak decisivo del terzo match allora forse la scommessa è quasi vinta.

Ieri sera il Canada aveva superato l’Australia orfana di Kyrgios – problemi alla clavicola pare – ma Shapovalov l’aveva messa nei guai non poco facendosi rimontare da de Minaur. Per sua fortuna il Pospisil di questa settimana sembra praticamente imbattibile e dopo aver dato il primo punto al Canada è stato decisivo anche in doppio regalando ai nordamericani la semifinale.

L’avversaria del Canada sarà la Russia di Rublev, soprattutto, e Khachanov che trascinato dal compagno è riuscito ad ammortizzare le sconfitte contro Nadal e Djokovic, non proprio i primi due venuti. Ma è certo confortante aver visto un Rublev così centrato, sia contro il Bautista Agut, a cui vanno le nostre sentite condoglienze, sia oggi contro Krajinovic, praticamente mai stato in partita. Considerato il divario tra le due coppie di giocatori in campo la soluzione non poteva che essere demandata al doppio e grazie ad una condotta scriteriata dei russi la partita si è protratta fino al tiebreak decisivo, con i russi che hanno salvato tre match point che chissà se faranno dormire Troicki stanotte. Per quanto sia clamorosamente mancato nei momenti decisivi il compagno, anche Djokovic è sembrato il più classico dei pesci fuor d’acqua, per almeno un set e mezzo. Sempre fuori posizione, incapace di leggere lo scambio e capire quando intervenire, la coppia serba è sembrata in balia dei giovani avversari. Ma a metà del secondo set Rublev perdeva la misura del servizio e regalava un primo break con un doppio fallo. Ma i russi sembravano avere una marcia in più e riuscivano a recuperare per poi sostanzialmente consegnarsi agli avversari al decimo game. I russi incredibilmente non riuscivano nel terzo set a trovare il break che avrebbe chiuso il match, nonostante si giocasse solo sul servizio dei serbi, e nel tiebreak stavano per pagare tutto quanto sciupato nelle due ore precedenti. Come detto, Troicky regalava due dei tre match point e poi anche Djokovic tirava un rovescio lunghissimo che consegnava il match, e la semifinale, ai russi.

In attesa delle altre due semifinali, quelle tra Spagna e Argentina e tra Germania e Inghilterra, ci si può ancora divertire con delle stucchevoli polemiche. Oppure divertirsi per altre quattro ore, la scelta non sembra difficile.