ATP Pechino: sta tornando anche Murray, niente da fare per Berrettini

La buona notizia è chiaramente il ritorno di Murray, che non vinceva da un anno una partita così importante contro un giocatore così forte. La cattiva è che purtroppo si tratta di Matteo Berrettini, in preda ad una sorta di sindrome di tiebreak, considerato che con i due di oggi siamo ormai al quinto consecutivo, dopo qullo che non scorderà mai contro Monfils a New York. La sconfitta di oggi è preoccupante al di là del risultato, perché Murray ha sostanzialmente mostrato che anche in queste condizioni rimane un giocatore più forte di Berrettini, non tanto per il risultato quanto per la condotta di gara, visto che lo scozzese è sempre sembrato in grado di sapere cosa fare e quando farlo. Il finale di primo set in questo senso è stato un vero e proprio show di Murray, quando sotto per 3-5 ha giocato delle palle sempre diverse al povero Berrettini che si è trovato a dover gestire palle lente a metà campo e palle veloci che cadevano vicinissime alla riga di fondo. Ci ha provato Berrettini, soprattutto con il dropshot, decisamente efficace, ma troppe sono sembrate le soluzioni di Murray rispetto a quelle di Matteo, che nel secondo tiebreak cadeva vittima di tutti i trabocchetti dell’avversario, capace appunto di fargli giocare un colpo sempre diverso. A questo si è aggiunta la capacità di Murray di far giocare sempre in allungo il rivale, cosa che in generale piace poco e a Berrettini meno. Guardando il punteggio magari tutto questo non si nota, anzi si vede come Berrettini sia stato avanti di un break in entrambi i set, ma non fatevi abbagliare troppo perché come detto Murray è sempre sembrato in controllo. Certo, nel finire del secondo tiebreak le cose potevano anche andare diversamente se Berrettini avesse sfruttato col servizio il set point sul 6-5 ma – a parte che si è trattato di un regalo di Murray che avanti 5-4 ha ceduto i suoi due turni di servizio – andata via la prima era chiaro, nonostante l’ace per il secondo set point che la partita non sarebbe continuata troppo oltre.

Ad ogni modo ci si aspettava spettacolo e così è stato. Andy Murray è tornato a battere un top 20 dopo più di un anno. I primi quattro game della partita sono stati dominati dai servizi e il giocatore in risposta non ha potuto fare punti. Murray con sette prime su otto nei sui due turni iniziali non ha proprio fatto giocare Matteo che invece ha messo meno prime ottenendo meno punti diretti ma ha è stato impeccabile nel giocare più volte la smorzata punendo il britannico troppo lontano dal campo. Con questo schema si è aggiudicato il primo punto in risposta nel quinto game che gli ha aperto la strada per mettere a segno il break. Pronto a sfruttare le seconde poco incisive di Murray, Matteo ha piazzato una risposta vincente di dritto conquistando due palle break e poi, muovendo bene il gioco da fondo ha costretto il suo avversario all’errore strappandogli il servizio. Confermato l’allungo è arrivato il momento per Matteo di servire per chiudere il set ma proprio sul più bello ha sentito la tensione e tutto quello che fino a quel momento funzionava alla perfezione ha smesso improvvisamente di farlo. Le smorzate, giocate con troppa fretta sono morte in rete mentre Murray ha preso il sopravvento degli scambi con il rovescio e ha firmato il contro break portando Matteo al tie break con un parziale di undici punti vinti sugli ultimi tredici giocati. Piazzando prime vincenti, disegnando il campo sempre con il rovescio e scendendo a rete in contro tempo andando sempre a segno, l’ex numero uno del mondo ha preso subito il largo e ha chiuso il tie break lasciando solo due punti a Matteo.

Nel secondo parziale Matteo ha reagito subito con un solido turno al servizio e ritrovata la pressione con il dritto, lo ha strappato a Murray ma come successo prima, la fretta lo ha di nuovo tradito e ha restituito subito il break. I servizi hanno iniziato a pesare meno e gli scambi sono diventati sempre più frequenti. Matteo ha dominato quelli sulla diagonale destra, Murray è stato più volte decisivo con il rovescio e nel sesto game ha sofferto parecchio. Berrettini ha avuto quattro palle break ma il britannico con astuzia e personalità le ha annullate tutte. Un grande equilibrio e punti molto lottati hanno portato i giocatori nuovamente al tie break aperto da una gran prima di Murray e da un doppio fallo di Matteo che si è subito ripreso e ha recuperato il mini break di svantaggio con una gran giocata a rete. Murray ha giocato d’esperienza e ha tentato di nuovo l’allungo ma Matteo glielo ha negato con un’altro gran punto al volo. Ancora break e contro break con punti sempre più avvincenti come il dritto inside out vincente di Matteo che gli ha portato il set point annullato però da Murray con un’ottima volée resa possibile da una gran risposta. Con un ace Berrettini si è procurato un secondo set point ma Murray si è salvato ancora andando all’attacco e poi si è procurato il match point trasformato con freddezza.

Bene Murray dunque, un po’ meno Matteo che tra le altre cose è sembrato forse un troppo sicuro, cosa decisamente fuori luogo visto l’avversario. Si complica anche la corsa verso le Finals, ma questo è il minimo: se Berrettini troverà il modo di affrontare meglio le difficoltà impreviste anche questa partita alla fine sarà servita.

Primo turno

[1] D. Thiem b. R. Gasquet 6-4 6-1
[PR] A. Murray vs [8] M. Berrettini 7-6(2) 7-6(7)
[6] F. Fognini b. M. Kukushkin 6-4 4-6 7-6(6)
J. Isner b. [7] G. Monfils 6-4 6-7(5) 6-3
N. Basilashvili b. G. Pella 6-4 7-6(3)
D. Lajovic vs [3] S. Tsitsipas
[5] R. Bautista Agut vs S. Querrey
D. Schwartzman vs F. Verdasco
F. Auger-Aliassime b. [SE] A. Ramos 6-3 6-4