WTA Wuhan: Sabalenka di forza in semifinale, Barty vince la partita a scacchi contro Martic

SABALENKA, VITTORIA PESANTISSIMA PER RIMANERE VICINA AL TRENO TOP-20

Con tutte le difficoltà che si presentavano per Aryna Sabalenka, alla vigilia del torneo di Wuhan, rivederla in semifinale per la prima volta da San José è un’ottima notizia. Soprattutto dal punto di vista mentale, la bielorussa ha reagito e sta reagendo molto bene a una fase della stagione in cui era condannata ad andare solo in difesa dei tanti punti che le potrebbero uscire e che potrebbero spingerla addirittura fuori dalle teste di serie per l’Australian Open 2020.

Si deve già fare questi calcoli, perché in questo momento, esclusa la pausa invernale, siamo a 6 settimane circa dallo Slam down-under e a Wuhan la giocatrice di Minsk aveva in uscita 900 dei 2700 punti che componevano il suo ranking lo scorso lunedì, con altri 215 che se ne andranno durante il torneo di Pechino (e 280 previsti in uscita per la prima settimana dell’anno nuovo).

Sabalenka però è arrivata a Wuhan dopo qualche settimana in cui ha potuto veramente scavare dentro se stessa per cercare di riflettere su quanto accaduto fin qui in una stagione con diversi momenti delicati e ha ammesso che dall’inizio dello US Open alla settimana scorsa l’Odissea è stata importante soprattutto per un bagno di umiltà sua nei confronti del coach Dmitry Tursunov, di nuovo al suo fianco dopo le settimane in cui tutto era come lasciato in un limbo. Così, la numero 9 del seeding ha messo in campo un ottimo percorso arrivando di nuovo in semifinale e degli 8 set vinti in ben 7 di questi le avversarie non sono arrivate a vincere 4 game. Poteva fare filotto se ieri, contro Kiki Bertens, non si fosse un po’ bloccata quando l’olandese ha cominciato a sbagliare meno e la sua prima è stata meno costante.

Oggi, nel complesso, ha giocato una nuova partita di alto livello malgrado un set ceduto per 6-1 dove però la sua avversaria, Elena Rybakina, stava anche lei alzando e di molto la propria qualità in campo, dando continuità a un primo set che dopo i primi game di affanno nel contrastare la potenza avversaria ha trovato la scossa giusta per rimanere agganciata e proporsi con sempre maggiore incisività. Sabalenka ha vinto il set di apertura per 6-3, ma le due erano molto vicine e un brutto game al servizio della bielorussa all’inizio della seconda frazione ha dato il la a una Rybakina sempre più convincente e capace addirittura di raddoppiare il vantaggio con il break per il 4-0 confermandolo poi per il 5-0 che ha messo in cassaforte il risultato. Sabalenka è stata brava, probabilmente, a ritrovare qualche importante prima sullo 0-5, fermando l’emorragia salvando un set point però a quel punto con la chance di cominciare il set decisivo avanti. Alla fine la differenza è stata qui, con Aryna che come nel primo set è immediatamente balzata sul 3-0 e Rybakina che non reggeva più nello stesso modo la grande intensità della sua avversaria, spesso protagonista di dritti molto pesanti e carichi oltre ad alcuni rovesci di grande livello.

Un 6-3 1-6 6-1 abbastanza altalenante se letto così, ma che non sempre rispecchiava quello che si vedeva in campo, con le due spesso coinvolte in un braccio di ferro del tennis moderno con anche buone sortite nei pressi della rete pur senza chiedere i colpi visti nel match precente in cui Ashleigh Barty ha prevalso su Petra Martic. Sarà dunque Barty contro Sabalenka la prima semifinale a Wuhan, guarda caso la riedizione della sfida avvenuta sempre a Wuhan lo scorso anno, proprio in semifinale (vinse la bielorussa 7-6 6-4).

BARTY SI PRENDE LA SFIDA DI SCACCHI CONTRO MARTIC

Molto lunga e articolata la prima sfida di giornata a Wuhan, con Ashleigh Barty apparsa in crescendo rispetto alle ultime uscite e che ha preso un ottimo risultato ai danni di Petra Martic. La croata veniva da 16 vittorie consecutive al terzo set, in una importante striscia cominciata a Indian Wells, e oggi la numero 1 del mondo ha fermato questa serie con autorità in un match di grande tensione nelle fasi decisive terminato 7-6(6) 3-6 6-3 a favore dell’australiana.

A inizio match la croata poteva forse essere favorita visto l’ottimo momento mostrato nelle ultime settimane con gli ottavi allo US Open, la finale a Zhengzhou, i quarti qui e l’avvicinarsi ormai inesorabile del suo esordio nella top-15, ma Barty ha reagito. Qualche incertezza ancora da registrare sul dritto, ma rispetto alle prime uscite di questa settimana è sembrata un po’ meno rigida e in ritardo, soprattutto ha gestito molto bene le delicate fasi conclusive di un primo set estremamente in equilibrio.

Giocano bene, molto bene, entrambe quando poi possono svariare a tutto campo tra slice radenti e dritti caricati di top spin verso gli angoli, con discese a rete e volontà di esaltarsi nei giochi di tocco. Martic ha avuto un 15-40 a disposizione sul 5-5 ma Barty si è salvata e sul 6-5 è stata lei ad avere un set point che però la croata ha annullato rimandando tutto al tie-break, lì dove la numero 1 del mondo era prima avanti 4-1 poi è stata costretta a rientrare dal 4-5. Splendido il punto vinto da Martic sul 5-5, con una demivoleè di alta sensibilità dopo uno scambio abbastanza lungo e dove ha cambiato lei per prima col dritto lungolinea approfittando forse di un’avversaria troppo dietro la linea di fondo per aggredire un paio di colpi giocati un po’ corti. Nonostante questo, Barty si è tirata su con la prima di sevizio e sul 6-6 ha approfittato di un brutto errore dell’avversaria per prendersi il set.

A dimostrazione che ancora non è comunque ritornata la giocatrice brillante dei primi mesi, Barty ha avuto un calo netto nel secondo parziale. Martic saliva sul 4-1 e già sul 5-2 poteva chiudere il parziale a proprio favore, verdetto solo rimandato al nono game. L’inerzia a quel punto era dalla sua, ma malgrado abbia trovato un break di vantaggio all’inizio del set decisivo non è riuscita ad allungare grazie anche a una Barty che in quel momento ha dato tutto per renderle la vita difficile, consapevole di quanto fosse fondamentale non lasciarla scappare dopo un set così opaco. Martic, scesa sotto 1-2, ha cominciato a scuotere la testa, primi sintomi di un nervosismo crescente e che alla lunga le è costato la lucidità necessaria per rimanere concentrata quando sono arrivati i game “pesanti”. Sul 4-3 Barty, infatti, Martic ha buttato via due chance di 4-4 per errori frutto di scarsa energia tra una smorzata frettolosa e un punto vissuto troppo passivamente. Barty alla fine l’ha costretta a sbagliare e si è presa il vantaggio. Malgrado un brutto errore sul 5-3 40-30, col match point e il campo aperto ma il dritto finito sotto al nastro a due passi dalla rete, ha saputo ritrovarsi grazie anche a una Martic ancora troppo balbettante, che non ha fatto abbastanza con l’attacco di dritto venendo passata e poi trafitta dall’ace numero 8 dell’australiana.

(aggiornamenti a breve)

Risultati

[1] A. Barty b. P. Martic 7-6(6) 3-6 6-3
[9] A. Sabalenka b. [WC] E. Rybakina 6-3 1-6 6-1
A. Riske vs [3] E. Svitolina
[5] P. Kvitova vs D. Yastremska