Statistiche US Open: Nadal allunga la striscia dei Fab 3, Berrettini ha le Finals nel mirino

Nadal ha vinto per la quarta volta gli US Open, superando in finale in cinque set il russo Medvedev, numero cinque del seeding e alla sua prima finale Slam.

È mancato poco di assistere al primo grande successo di un tennista della Next Gen (considerando i nati dal 1996), il che che avrebbe rappresentato simbolicamente quel passaggio di consegne che fino a metà del terzo set della finale sembrava lungi dal potersi verificare.

La dinastia dei Fab Three continua ma Daniil Medvedev, degnissimo finalista, come confermato dall’attuale classifica, è diventato legittimamente, il primo dei secondi e nuovo alfiere della Next Gen, grazie a un agosto pressocché irripetibile in cui ha disputato quattro finali consecutive (Washington, Montreal, Cincinnati e gli US Open), impresa riuscita nell’Era Open solo a due grandissimi come Lendl e Agassi.

Medvedev è il primo tennista russo ad approdare ad una finale Slam da quando nel 2005 Marat Safin si aggiudicò gli Australian Open. Nadal ha avuto bisogno in finale di 4 ore e 54 minuti per avere ragione di un avversario che, dopo aver perso i primi due set e dietro di un break nel terzo, ha avuto la grande capacità ,difficile da trovare quando si gioca contro un “cannibale” come lo spagnolo, di non arrendersi e continuare a crederci.

Dopo la splendida finale di Wimbledon tra Djokovic e Federer, abbiamo asssitito ad un altro avvincente epilogo di uno Slam intrigante che ha riportato alla ribalta protagonisti spesso discontinui come Grigor Dimitrov che, dopo aver eliminato Federer nei quarti, ha disputato la sua terza semifinale in uno Slam che gli ha consentito un balzo in classifica di 53 posizioni fino al numero 35.

O come Gael Monfils che a 33 anni torna a disputare un quarto di finale sullo stesso campo che lo vide protagonista della semifinale del 2016 contro Djokovic, dando gloria a Matteo Berrettini che ricalca così le gesta di Corrado Barazzutti, fino a ieri unico italiano nell’Era Open ad approdare in semifinale di uno Slam (proprio agli Us Open nel 1977) su una superficie diversa dalla terra rossa. Con questo risultato, suffragato dalla buona resistenza offerta nella successiva disputa impossibile contro Nadal, il tennista romano si avvicina a pieno titolo al paradiso le cui porte potranno aprirsi se saprà sfruttare la campagna d’Asia che lo aspetta nelle prossime settimane.

Nadal ha confermato le sue immense qualità atletiche e mentali che ne fanno ,senza discussione, il più grande combattente della storia del tennis ma anche il più vincente tra quelli in attività come confermano le percentuali di performance. Ha conquistato il 19simo Slam in carriera che lo porta nella scia di Federer, con un vantaggio di 5 anni in termini di età.

Col successo di Nadal si allunga a 12 la striscia di Slam vinti consecutivamente dai Fab Three nell’ultimo triennio:

Trattasi della seconda striscia più lunga dei tre fenomeni, peraltro ancora aperta, dopo quella di 18 vittorie consecutive iniziata al Roland Garros del 2005, quando Nadal ottenne la prima delle 12 vittorie ottenute nello Slam francese, e conclusasi con il successo di Federer nel 2009 a Wimbledon. La striscia fu interrotta da Martin Del Potro che ai successivi US Open in finale piegò la resistenza dello svizzero dopo 5 set combattutissimi.

Il torneo degli italiani:

La semifinale raggiunta da Matteo Berrettini agli US Open arriva a distanza di 42 anni dall’unico precedente risalente al 1977 quandoCorrado Barazzutti superò nei quarti l’americano Gottfried per poi fermarsi di fronte all’allora numero 2 del mondo Jimmy Connors che in finale fu costretto alla resa dall’argentino Vilas.

Eppure questo exploit non deve sorprenderci più di tanto e non resterà certamente un episodio isolato. La costante crescita tecnica che ha ancora margini ampi di miglioramento e lo spessore temperamentale che già contraddistingue il tennista romano sono garanzie di continuità e di ambizioni ben riposte.

Il sogno di poter rivedere un italiano in grado di competere stabilmente ai massimi livelli del tennis maschile oggi è realtà. Berrettini, a 23 anni, è numero 13 del mondo (quinto di sempre) e numero 9 della Race per le Atp Finals. Il tennista romano da qui a fine anno ha da difendere un bottino risibile di punti (121), e di conseguenza è lecito aspirare d un ulteriore avanzamento in classifica nonché, avversari permettendo, al viaggio londinese.

Con l’avanzamento in classifica di Berrettini, l’Italia torna ad avere due rappresentanti tra i top 15 a distanza di 46 anni da quando, nell’agosto 1973, Panatta era numero 8 e Bertolucci 12.

A parte la straordinaria performance di Berrettini l’Italia maschile ha stabilito l’ennesimo record di quest’anno: oltre ad eguagliare il record di partecipanti al tabellone principale stabilito lo scorso anno (8), è stato ottenuto il record di partite vinte e giocate.

Alle eroiche battaglie del mai domo Paolo Lorenzi (37 anni), uscito vincente da due maratone di 5 set con il giovanissimo americano Svajda e con il serbo Kecmanovic, si è aggiunta l’imprevista vittoria di Thomas Fabbiano sul numero quattro del mondo Thiem non in perfette condizioni fisiche, la vittoria convincente di Lorenzo Sonego sull’esperto Granollers e l’esordio più che positivo in uno Slam del giovanissimo Jannik Sinner che ha strappato un set a Wawrinka dopo aver superato autorevolmente le qualificazioni.

In ben cinque occasioni è stato necessario il ricorso al quinto set con un bilancio nel complesso positivo (vittorie e due sconfitte). In due circostanze il vincitore ha recuperato 2 set di svantaggio.

Per effetto della vittoria ottenuta contro Thiem, numero 4 del mondo, Fabbiano diventa il quinto italiano a battere un top cinque in tornei dello Slam da quando fu istituito il ranking computerizzato (agosto 1973): vi erano riusciti in precedenza Panatta contro Borg (n.4) nei quarti al Roland Garros nel 1976 quando vinse il torneo, Barazzutti in semifinale contro Goffried (n.3) agli US Open nel 1977, Camporese al secondo turno del Roland Garros 1991 contro Bruguera (n.5) che si ritirò nel quarto set e Seppi che agli Australian Open 2015 al terzo turno ottenne la sua vittoria più prestigiosa, superando Roger Federer (n.2) in quattro set.

I numeri del torneo

– La posizione di Nadal nella Race. Tenuto conto che lo spagnolo non ha punti da difendere per il resto della stagione e che Djokovic viceversa ha cambiali in scadenza per ben 2600 punti, la possibilità di un sorpasso entro l’anno non è improbabile specialmente se il tennista serbo dovesse avere strascichi dall’infortunio che lo ha costretto al ritiro a New York.

2 – I tennisti che prima di Medvedev erano riusciti ad approdare in finale nei quattro tornei di agosto: Lendl nel 1982 e Agassi nel 1995. Entrambi persero la finale degli Us Open.

3 – Le edizioni del torneo svoltesi nell’Era Open in cui gli americani non hanno avuto rappresentanti negli ottavi di finale (2013, 2014 e 2019).

4 – Il nuovo best ranking di Medvedev.

5 – I tornei dello Slam vinti da Nadal dopo aver compiuto 30 anni: Roland Garros dal 2017 al 2019 e US Open nel 2017 e quest’anno. Staccati Federer e Djokovic fermi a 4 insieme a Laver e Rosewall.

26 – Le vittorie Slam di tennisti spagnoli nell’Era Open. Superata la Svezia ferma a 25.

27 – I match conclusi al quinto set.

357 – I match vinti da Federer nei tornei dello Slam a fronte di 58 sconfitte. La miglior performance è di Nadal.