Oh cavolo, gli US OPEN! Parte 4 (mamma mia Berrettini!!)

Ci eravamo fermati a giorni di parole grosse, spalle che abbandonavano il numero uno del mondo, Federer e Nadal a gonfie vele, liti tra pubblico e Medvedev, giusto? Ma se nei giorni precedenti, il torneo, come ogni buon slam, aveva riservato sorprese tra risultati e parole, l’ennesimo aggiornamento di chi come noi vorrebbe seguire tutto ma neanche riesce a vedere un set intero, si può dire che sia sorprendente e sintetizzabile in due espressioni: “FEDERER OUT???” e soprattutto un piacevolissimo “MAMMA MIA BERRETTINI!”.
Bisogna essere chiari: sebbene tutti siano al corrente che Federer abbia ormai 38 anni suonati, ogni volta che lo svizzero esce da un torneo dello slam, soprattutto prima delle semifinali, lo stupore per l’appassionato di tennis rasenta quasi l’incredulità. Rogerone ci ha abituato troppo bene, con anni di spazzolate sonore a chiunque non fosse del circolo di quei tre quattro in grado di far partita pari, salvo rarissime occasioni (vedi Stakhovski), e svegliarsi mercoledì mattina con Dimitrov vincente è stato decisamente strano. Tanto strano che persino il nostro sito ha scritto sulla pagina della cronaca della partita “aggiornamento a breve” per una serie infinita di ore. Problema tecnico o il nostro campione di cronache Evaristo Desio è andato in loop da sorpresa? Nessuno lo sa e nessuno lo saprà mai. Ma voi siete lettori di OkTennis e potete capire. Gli aggiornamenti sono poi arrivati e si è scoperto che è stato il collo ad abbandonare Federer durante il quarto di finale contro il suo clone mal riuscito (non ce ne voglia Dimitrov). Sicuramente lo svizzero non è stato molto contento e, forse complice l’irritazione, non si è trattenuto dal mandare una piccola stoccatina a Djokovic relativa al suo ritiro contro Wawrinka quando in intervista ha dichiarato che “si il collo mi faceva male, ma non così male da non finire la partita”. Quando hai preso 6/2 al quinto e ti chiami Federer probabilmente eri davvero mezzo rotto. Voi che dite?
Neanche il tempo di realizzare la prematura uscita del campione di Basilea che accendendo la Tv in tarda serata, prima di svenire dal sonno, ti ritrovi Berrettini a match point al tie brek del quinto set contro quel mattacchione di Monfils e ti dici: “ma vuoi dirmi che fa semifinale?”. Finita la frase, mani nei capelli e “MAMMA MIA BERRETTINI”. Vero, se c’era un giocatore con cui una porta avrebbe potuto rimanere aperta, questo era certamente Monfils, che non fa mai mistero di giocare soprattutto per divertire se stesso e gli altri, ma Matteo è stato davvero bravo. Bravo a crederci, bravo a non farsi prendere dallo sconforto per i match point mancati in stile torneo del circolo, bravo a gestire un’emozione così grande di fronte a uno stadio che simpatizzava per il francese. Insomma è riuscito ad andare oltre Don Abbondio e il suo “non proprio cuor di leone” che spesso caratterizza i giocatori italiani. Bello sentirgli dire che queste atmosfere lo caricano e confessare di non ricordarsi nulla tranne il doppio fallo sul primo match point e il match point. Evviva la sincerità giovane. Ora lo aspetta Nadal, va’ e fai del tuo meglio, avrai tutto il nostro tifo. Inutile dire altro. Dita incrociate questa notte.
Sarebbe successo anche altro, come Serena di nuovo in finale contro una giovanissima come la Andreescu, e l’altra semifinale tra il già citato Dimitrov e Medvedev, mattatore fortunato di un Wawrinka che, a vedere il suo ultimo post Instagram, sta ancora cercando se stesso nella metro di New York. Il russo era mezzo zoppo, in maniera evidente, ma Stan non ci ha capito nulla. Neanche lui sa il perché.
Però che diavolo di un torneo questo US OPEN! Stanotte speriamo tutti di gridare ancora “MAMMA MIA, BERRETTINI!” Che cavolo.