Clamorosa Andreescu: finale allo US Open a 19 anni, una nervosissima Bencic deve arrendersi

photo credit: @Jimmie48/WTA

[15] B. Andreescu b. [13] B. Bencic 7-6(3) 7-5

“Oh my God. Oh. My. God!”. Così Bianca Andreescu, pochi secondi dopo aver vinto un’incredibile semifinale, mentre si avvicina a rete a stringere la mano a una Belinda Bencic che le mostrava un sorriso quantomai di circostanza. Furiosa, la svizzera, che ha buttato via una partita che secondo i dettami di uno sport normale sarebbe dovuta finire con lei in dominio, in controllo totale dall’inizio alla fine.

Superiore in tantissimi aspetti per il 98% della partita, franata proprio nelle fasi decisive di due set stregati, tremendi, che la vedono respinta da quella che sarebbe stata una finale più che meritata. Aveva un ritmo maggiore, aveva imposto pressione continua in risposta, aveva dalla sua un rovescio che tanto efficace sia in fase di impostazione del punto sia in chiusura, non soffrendo neanche i cambi alti imposti dalla sua avversaria ma salendo benissimo sopra la palla e trasformare l’azione in suo favore. Eppure ha perso.

Il tennis è uno sport di cui ci sarebbe da scrivere per mesi senza mai arrivare a una vera fine. Cercare di raccontarlo e spiegarlo al meglio e alle volte l’impresa è davvero ardua. Lo sport del diavolo, come viene spesso definito. Uno sport per incoscienti, probabilmente, perché non subiscono l’onta di alcune sconfitte come potrebbero fare altri più riflessivi e cauti. Qui di tempo per pensare ce n’è davvero poco e ogni situazione può ribaltarsi in frazioni di secondo. Eppure, quanto avvenuto nella seconda serata newyorchese ha dell’incredibile.

7-6(3) 7-5 il punteggio finale a favore di Andreescu, che a 19 anni diventa la più giovane finalista a New York da Caroline Wozniacki, nel 2009. Dieci anni fa. L’anno del rientro di Kim Clijsters dalla maternità. La piccola Jada, che allora la mamma teneva amorevolmente in braccio durante la cerimonia di premiazione, oggi ha già 10 anni. Il tempo vola, come sono volate le tantissime chance mancate da una Bencic che è crollata nei momenti topici della partita. Palle break a ripetizione, tutte mancate a causa di un’avversaria che sembrava sempre sotto pressione, pronta a cadere, e invece lì aveva sempre l’appoggio della prima palla di servizio. A un certo punto, alla sesta palla break salvata poco prima di arrivare al tie-break, Andreescu aveva l’82% di realizzazione con la prima a fronte del 26% con la seconda, ma di quelle sei chance cancellate in ben 5 di queste ha avuto il prezioso aiuto del servizio “importante”, da cui partiva per costruirsi i punti se la palla tornava indietro. Un cecchino, che sapeva difendersi in maniera egregia da una pressione continua e a tratti asfissiante. Già sul 3-3 Andreescu aveva giocato 35 punti al servizio, Bencic appena 16. E i suoi game erano rapidissimi, lei aveva i piedi ben dentro al campo e nei cambi di direzione era lei ad avere sempre il controllo delle operazioni.

Andreescu, malgrado avesse nel servizio l’unica vera chiave per resistere e dovendo sempre servire per seconda, da questo punto di vista è stata straordinaria. Game dopo game, una a una, cancellava ogni chance concessa fino a prendersi un soffertissimo tie-break. La svizzera stava cedendo al nervosismo. Arrabbiatissima per le tante occasioni avute (anche un set point sul 5-4 cancellato da servizio e dritto vincente), ma su cui non aveva colpe, ha smarrito la concentrazione in un tie-break giocato malissimo, senza la prima palla di servizio e dove Andreescu riusciva a imporsi anche con la seconda, salendo immediatamente sul 5-0. Un tentativo di rimonta si è fermato a metà, e dal 5-3 la canadese ha vinto i successivi punti che le hanno dato un vantaggio rivelatosi fondamentale.

Bencic, che in carriera non ha mai vinto rientrando da un set di ritardo contro una top-15 a livello Slam (0-7 prima di oggi), ha approfittato di un calo dell’avversaria per prendere il largo e giocare più libera dalle pressioni. Andreescu stava strappando molto di più, colpendo di fretta e perdendo di vista l’aspetto per lei fondamentale della costruzione del punto. Tutta l’enorme fatica fatta per vincere il primo set, durato oltre un’ora, era venuta a galla e, continuando a subire, ha ceduto un secondo turno di battuta sull’1-3. Qui Bencic ha commesso il secondo grave errore della sua serata, perché dopo essersi presa il nuovo break con un ottimo punto in cui, ancora una volta, ha tirato fuori un coniglio dal cilindro con uno dei suoi rovesci, ha esultato in maniera esagerata. Un’esultanza di rabbia, più che di felicità, e che ha finito per mandarla in tilt, non riuscendo più ad avere la stessa energia nei game successivi. Ne vincerà soltanto uno su 7 giocati, un nuovo break in suo favore. Non terrà più il servizio, tradita nel momento chiave (sul 5-4) ancora una volta da uno scatto di rabbia e frustrazione, stavolta contro il pubblico e raccattapalle. Era avanti 30-0, ma Andreescu ha lavorato molto bene per portarla nuovamente sotto tanta pressione e tutta la fragilità di Bencic è emersa ancora una volta, con un doppio fallo di metri sulla palla del 5-5 a cui è seguita un’ironica esultanza verso il pubblico.

Era da fine primo set che non stava più nella pelle da queste sensazioni negative, lì è andata in cortocircuito totale. Andreescu si è portata sul 6-5 e in risposta ha giocato quasi solamente verso il dritto dell’avversaria, colpo che Bencic aveva ormai perso del tutto, e al terzo match point ha raccolto i frutti di una partita dove non ha prevalso per il gioco espresso, ma per una forza mentale e una capacità di resistere a due ore di pressione costante ed elevatissima che danno i connotati di una ragazzina che a oggi è uno dei profili più importanti del tennis femminile e che sabato giocherà per il terzo titolo in stagione dopo Indian Wells e Toronto. Contro di lei, come in Canada, ci sarà Serena Williams e stavolta dovremmo finalmente avere lo scontro che lì venne interrotto dopo 4 game per i dolori alla schiena della ex numero 1 del mondo. Tra l’altro, curiosità: Serena ha vinto il primo US Open 10 mesi prima che Andreescu nascesse. Pensieri.