Berrettini: “Amo l’atmosfera da battaglia. Oggi è stato tutto perfetto.”

Alla fine, quando ti sei buttato a terra, sembrava un’esultanza di chi ha vinto il torneo. Parlaci di questo, gli alti i bassi, cinque match points, alla fine ci sei riuscito, le tue sensazioni di essere alla tua prima semifinale slam.
Per questo mi sono buttato a terra, la mia prima semifinale. Non avevo mai vinto una partita qui ed è solo la mia seconda volta nel tabellone principale. Non me lo aspettavo, direi di essere abbastanza sorpreso. Anche per la partita, ho avuto molte occasioni. Ho servito per il match, ho avuto due match point e lui ha fatto ace, una battaglia incredibile. Ero stanco e mi sono lasciato cadere sul campo. Se mi chiedessi se sono pronto per la prossima partita ora ti direi no, voglio dire lo sarò, ma devi anche goderti quello che stai facendo. Questo è il perché della mia esultanza.

Cosa hai imparato da questa esperienza che ha sorpreso tutti?
Come sapete a fine partita la TV mi ha chiesto se ti puoi preparare a tutto questo, ho risposto di no. Mi sono detto durante tutta la partita “È il tuo primo quarto in uno slam e pensavo di non sentirti emozionato?”. Quindi provavo a dirmi di stare tranquillo e continuare. Se in quei momenti pensi alle cose sbagliate, non importanti, pensi negativo, di sicuro perderai. Questa è la cosa di cui sono più felice e che posso dire di aver imparato.

Hai sorriso dopo il doppio fallo sul match point e poi, subito dopo, hai tirato due rovesci in rete. Però il mini break sul 5-4, in cui hai dominato col dritto, avanzando a ogni colpo, è qualcosa su cui fai affidamento nei momenti importanti?
Il mio diritto?

Si.
Ho sorriso perché mentre battevo la seconda ho perso grip. Non so cosa sia successo, probabilmente tensione e emozione. Ridevo perché mi stavo dicendo “ok, è normale”, ma dentro stavo morendo. (sorride)
Ho anche sbagliato una volé facile sul 30/15. Ma mi sono detto vai avanti. Sicuramente il diritto è la mia arma migliore, poi viene il servizio. Oggi penso di aver giocato bene anche di rovescio, mescolando bene con lo slice. Sono davvero contento del mio gioco di oggi.

Quanto è stato difficile giocare di fronte a un pubblico che tifava quasi tutto per il tuo avversario?
Non è stato così male. Non hanno fatto nulla di grave. Urlavano di più per lui, va bene. Gael è più conosciuto di me, è un giocatore incredibile e molto simpatico. Mi piace l’atmosfera da battaglia, molto meglio uno stadio così che un campo dove nessuno ti guarda. Mi sono divertito e sono contento che le persone si siano divertite, perché hanno tifato anche per me. Bello.

Ora Nadal.
Lo conosco bene, ho visto centinaia di sue partite. Sarà difficilissimo contro di lui, difficile dire altro. Credo che lui sia il più grande lottatore di sempre in questo sport. Lo ammiro e ammiro il suo modo di stare in campo.

Nelle fasi finali dei Major non ci sono stati italiani per molto tempo, ma nelle donne si. Ti hanno ispirato loro, che hanno fatto bene qui gli scorsi anni, all’inizio della tua carriera?
Ho sempre guardato le finali qui. Nel 2015 stavo giocando un Future, fu incredibile, per loro, per l’Italia. Ricordo il presidente Malagò venuto per vedere la partita. Sicuramente mi hanno ispirato, come anche la Schiavone e la Errani. Non ricordo quante Fed Cup abbiano vinto. Sicuramente ci hanno mostrato come fare. Mi piacerebbe superarle, perché no? Voglio dire, sono qui. Flavia mi ha scritto oggi, è felice per me. Mi ha detto di continuare. Bello avere giocatori così alle tue spalle.