Us Open: Federer stavolta passeggia, De Minaur fa fuori Nishikori

Basterebbe il punteggio per esprimere il succo della partita e dire che oggi Federer agli us Open non aveva voglia di sfangarsi a 30 gradi sotto il sole umido di New York. Il malcapitato Evans credeva magari, specie dopo le dichiarazioni pre partita (complimentoni davvero! Di solito porta bene punzecchiare Ruggero…), che lo svizzero riproponesse il solito inizio da letargo artico dei primi due turni.Invece oggi Federer ha semplicemente deciso che voleva spendere il pomeriggio altrove, sbrigando a pratica in un’ora e venti. Sì, avete letto bene: 80 minuti. 30 € alla cassa e via. Se abbiamo contato bene solo una volta Evans ha servito senza salvare palle break. L’unico sussulto (risata di sottofondo…) è stato quando il bretone ha controbreakato nel terzo set accorciando sul 2-1 svizzera. Peccato che da lì in 10 minuti si sia ritrovato a fare ciao ciao al pubblico.

Diciamo che oggi di Evans sarebbe servito quasi Chris e non Daniel, col costume di Captain America addosso. Non che comunque la partita dica troppo delle reali condizioni e possibilità di Roger nel torneo, ma almeno oggi si è risparmiato rischi inutili, trovando buoni colpi e fornendo in ogni caso una prestazione solida.

Già contro il modesto Klahn si era visto quanto Nishikori fosse lontano dalla forma ideale. Tutte le lacune fisico-tecniche sono venute oggi alla luce contro un De Minaur entrato in campo bello deciso e volenteroso. Il primo set era semplicemente un assolo dell’australiano che volava via subito via e con un secondo break praticamente portava in cascina il primo parziale volando 3-0 e servizio. Kei aveva un sussulto e recuperava un break per poi riperderlo (a 0) sul 4-2 Australia. Malgrado il fatto di dover salvare 3 palle break consecutive, De Minaur riusciva a chiudere il set per 6-2.

Il secondo set era una semi-fotocopia del primo, con Alex che breakava in apertura, teneva fino al 4-2 e poi si faceva recuperare fino al 4-4. Dopo di che Nishikori si impappinava sul 40-15 e mandava l’australiano a servire per salire due set a zero. De Minaur, con qualche patema d’animo ma senza offrire palle break, pensava “domou arigatou” e portava a casa il pacchetto.

Nel terzo set però De Minaur si addormentava, o forse si prendeva una pausa e Nishikori da parte sua grazie a un moto di orgoglio breakava a inizio set e sigillava con un altro break sul 5-2 in suo favore. La partita viaggiava su un chiaro binario dove chi breakava prima portava a casa il set senza troppi sussulti e alla fine anche il quarto parziale, malgrado una mera illusione, non era da meno. Chi pensava a una rimonta nipponica veniva subito freddato dal break in apertura dell’australiano, il quale però stavolta offriva subito a Nishikori la possibilità di rifarsi e questi non si faceva pregare. Dopo di che si andava di pari passo coi servizi fino al 3-3, dove il giapponese si perdeva nuovamente in errori, con De Minaur che stavolta non si guardava più indietro, breakava e con un altro break sigillava la vittoria più importante della sua carriera.

 

Terzo turno

[1] N. Djokovic b. D. Kudla 6-3 6-4 6-2
[23] S. Wawrinka vs [LL] P. Lorenzi 6-4 7-6(9) 7-6(4)
[Q] D. Koepfer b. [17] N. Basilashvili 6-3 7-6(5) 4-6 6-1
[5] D. Medvedev b. F. Lopez 7-6(1) 4-6 7-6(7) 6-4
[3] R. Federer b. D. Evans 6-2 6-2 6-1
[15] D. Goffin b. P. Carreno-Busta 7-6(5) 7-6(9) 7-5
G. Dimitrov b. [LL] K. Majchrzak 7-5 7-6(8) 6-2
A. de Minaur b. [7] K. Nishikori 6-2 6-4 2-6 6-3