US Open: Federer dorme mezz’ora in più, Sinner è vicino ma Wawrinka è ancora più forte

[3] R. Federer b. [Q] S. Nagal 4-6 6-1 6-2 6-4

Ingresso nel torneo alquanto stralunato per Roger Federer, capace di perdere il primo set contro Sumit Nagal, indiano passato attraverso le qualificazioni e al suo esordio in un tabellone principale di uno slam. Federer ha vinto i primi due game poi è difficile rendere conto dello sfacelo combinato tra il terzo e il decimo game, con il fuoriclasse svizzero che sembrava non capire bene neanche dove indirizzare la battuta e incredibilmente pesante sul primo colpo dopo il servizio, in genere letale. Sono stati 35 minuti surreali, buoni per far sospirare il pubblico, immediatamente impauritosi forse per via delle assonanze del cognome dell’avversario. Naturalmente non poteva durare, Federer si è dato una mossa, Nagal ha resistito onorevolmente un altro paio di game e poi la partita è andata come doveva andare. Non che Federer abbia fugato i dubbi, ma da tempo i primi turno dello svizzero non sono da far vedere ai giovani tennisti. Federer ha alzato la velocità di crociera, cosa che non gli ha impedito di dover stare in campo forse più a lungo di quanto avesse preventivato, perché Nagal ha regalato meno di quanto non si aspettassero tutti e perché anche nel quarto set Federer è tornato a sonnecchiare. Da qui a mettere in discussione il risultato ce ne corre ma insomma, ne sapremo di più a partire dal prossimo lunedì. Se Federer ci arriva.

[23] S. Wawrinka b. [Q] J. Sinner 6-3 7-6(4) 4-6 6-3

Non si poteva chiedere tanto di più a Jannik Sinner, 18 anni appena compiuti e una stagione che probabilmente non dimenticherà. Al cospetto di uno che ha vinto tre slam e che ha mostrato nel corso della carriera picchi di gioco spaventosi, anche se adesso un po’ in declino, l’italiano ha messo in mostra i tanti pregi e i pochi difetti che fanno sperare di aver trovato finalmente un campione vero. Sinner è entrato in campo senza troppi timori – ed è il primo dei pregi – anche se ha faticato un po’ a trovare la misura dei colpi, cosa che ha permesso a Wawrinka di vincere senza troppo penare il primo parziale grazie ad un break nel sesto game e a portarsi avanti anche nel secondo, brekkando in apertura e tenendo il servizio fino al 3-2. Di nuovo nel sesto gioco Wawrinka si è un po’ distratto e Sinner è stato bravo a “montargli addosso”, perdonate l’espressione, infilando una serie di 10 punti di fila che lo hanno riportato in parità nel set. Per quanto Wawrinka sembrava avere il controllo del match, lo svizzero non riusciva ad evitare il tiebreak, risolto abbastanza brillantemente, nonostante la resistenza di Sinner. Quello che è successo nel terzo set, con Sinner che è andato avanti come un treno è ovviamente da ricondurre al fatto che Wawrinka ha un po’ tirato il fiato ma Sinner è stato ancora bravo a rimanere sul match e approfittarne in modo risoluto. L’inizio del quarto set è stato forse il momento più bello del match, perché Sinner perdeva ancora il servizio in apertura ma giocava uno splendido terzo game, producendo il massimo sforzo. In questo frangente Sinner ha fatto vedere perché da più parti ci siano così tante speranze, perché davvero è sembrato un giocatore completo. La risposta di Sinner ha destabilizzato Wawrinka che ha ceduto il servizio tirando malissimo un passante abbastanza facile, ma che arrivava dopo ceh Sinner lo aveva aggredito per una decina di minuti di fila. Sinner andava sul 3-3 e poi la sua carica agonistica si affievoliva, tant’è che – stanco sia fisicamente che mentalmente – l’italiano giocava l’ultima parte del match tirando un po’ tutto. Siccome il ragazzo è pieno di talento riusciva ancora ad annullare due palle break ma non la terza, arrivata dopo che uno di questi colpi un po’ sparacchiati finiva fuori dal campo. Stan concedeva ancora qualcosa ma con un ace chiudeva set e match.

Ci sarà modo di parlare ancora di Sinner, qui ci limitiamo a sottolineare la buona predisposizione e la capacità di tenuta che non potrà che migliorare. Se sarà campione o no dipende da troppe cose, ma è già un risultato da salutare con soddisfazione il fatto che alla fine dipenderà da lui.