Serena Williams, ci sarà anche un 2020: la statunitense annunciata al via ad Auckland

Serena Williams andrà avanti almeno un’altra stagione.

La ormai trentottenne tennista statunitense, ancora a caccia del titolo Slam numero 24 che la porterebbe alla pari con Margaret Court, è stata annunciata come prima giocatrice al via dell’edizione 2020 del WTA International di Auckland.

In Nuova Zelanda da ormai 6 anni vogliono fare le cose in grande, investendo tanto nel torneo femminile che gode di una posizione un po’ più privilegiata rispetto all’ATP 250 che è posizionato nella settimana subito precedente all’Australian Open. E dunque, nel paese dei kiwi, si sono succedute campionesse su campionesse: da Ana Ivanovic alle sorelle Williams, passando per Caroline Wozniacki. Quest anno, inoltre, ha visto la prima finale WTA in carriera di Bianca Andreescu, già ben indirizzata verso la top-10.

La scelta di Serena Williams, di cominciare la stagione in Nuova Zelanda, va però abbastanza in controtendenza con quanto avvenuto nell’unica volta che la ex numero 1 del mondo ha messo piede in Nuova Zelanda. Era il 2017 e lei, prima di trionfare all’Australian Open, aveva litigato un po’ con organizzatori e clima. Vinse un comodo esordio prima di fermarsi di fronte a Madison Brengle, nella famosa partita degli 88 errori gratuiti in tre set e della connazionale che al cambio campo disse a Nichole Melichar, in quel momento nelle vesti di coach ma che è ancora un’ottima doppista: “Pensi che sia sorpresa da quanto io sia scarsa?”.

Finita (male) quella partita Serena si lamentò parecchio delle condizioni atmosferiche, con un forte vento che l’aveva infastidita e malgrado il trattamento da assoluta rock star riservatale (un centinaio di giornalisti accreditati già solo ad attenderla in aeroporto all’arrivo, i grandi sforzi economici per accontentarla) andò via senza quasi salutare. Il direttore del torneo ebbe un atteggiamento piuttosto risentito nei suoi confronti, tanto che un anno più tardi, alla notizia che Serena poteva rientrare in campo all’Australian Open nel primo torneo post-gravidanza, si rincorreva la voce di una possibile apparizione nella prima settimana dell’anno. Interrogato a proposito, lui disse: “Ha pur sempre ancora due anni di contratto con noi…”.

Il segnale, riportato anche con un tweet in cui si elencano tutti i traguardi principali di una carriera straordinaria, può essere il segnale migliore di una fumata bianca che alla fine potrebbe andar bene a tutti.