Fed Cup: Repubblica Ceca “promossa” alle finali, Italia esclusa dagli spareggi

La Fed Cup sta cambiando e dopo la finale di novembre a Perth tra Australia e Francia calerà il sipario sul format che ha accompagnato l’evento negli ultimi 15 anni dandogli buona visibilità anche a discapito di un World Group che negli anni diventava sempre più “piccolo”.

Dal 2020 sarà una competizione diversa, in regola con la nuova Coppa Davis. Gli spareggi nella prima settimana di febbraio, poi le vincitrici che approderanno alla fase finale di Budapest, in programma verso la metà di aprile.

Una volta annunciata la modifica al calendario, l’Ungheria malgrado non abbia giocatrici nelle prime 100 è stata automaticamente promossa tra le 4 squadre già presenti all’ultimo atto. Assieme a lei le due finaliste del 2019 e una nazionale che sarebbe stata chiamata con una wild-card. Attorno a quell’invito si racchiudevano le speranze italiane di un doppio salto mortale per tornare tra le grandi. Pur prive di una squadra competitiva nello spareggio di aprile contro la Russia, l’eventualità di riavere Camila Giorgi al via poteva anche dare una possibilità alla nostra candidatura, sebbene comunque fosse molto debole dal punto di vista del parco giocatrici. Però c’era la storia recente dalla nostra parte, avendo rappresentato per un decennio una delle nazionali che poteva contare quasi sempre sulla miglior formazione ed era presenza fissa almeno in semifinale.

Alla fine, invece, la scelta è ricaduta sulla Repubblica Ceca, dominatrice assoluta di questo decennio e che lo scorso febbraio aveva subito una sconfitta in una battaglia infinita contro la Romania, dopo 8 ore di gara nella sola giornata di domenica. Costrette agli spareggi, le ragazze di Petr Pala si sono salvate agilmente contro il Canada e ora vengono promosse direttamente ad aprile senza dover giocare gli spareggi. In questo modo è stata promossa in questa fase la prima nazionale per ranking esclusa: l’Olanda. Per l’Italia, vale il verdetto dello scorso aprile: bisognerà ripartire dalla palude della terza serie, dove non saremo neppure i favoriti in assoluto vista la presenza di due nazionali che a oggi ci possono essere superiori: Croazia e Polonia, con l’Ucraina che dopo l’inciampo di quest anno non può permettersi di rimanere anche nel 2020 ancorata in quella situazione.

Oggi, alle 14, si sono effettuati i sorteggi degli spareggi di febbraio (la prima nazionale giocherà in casa)

USA vs Lettonia
Bielorussia vs Olanda
Romania vs Russia
Brasile vs Germania
Spagna vs Giappone
Svizzera vs Canada
Belgio vs Kazakhstan
Slovacchia vs Gran Bretagna

Piccola nota a margine: al di là di un intrigante Spagna vs Giappone, dove comunque molto dipenderà dalla presenza di Naomi Osaka, vorremmo riproporre la storia della Gran Bretagna. Per 26 anni hanno atteso la possibilità di giocare un “tie” in casa, sempre confinate nella terza serie dove si gioca su sede unica, e quando lo scorso aprile vinsero lo spareggio contro il Kazakhstan ci furono celebrazioni enormi. In quel weekend, vista la posta in palio, Katie Bouter decise di giocare malgrado un fastidio che poi si è rivelato essere una frattura da stress e che l’ha tolta dal circuito da quel momento. Era saldamente in top-100, ora è precipitata fuori dalle 200. In tutto ciò, la notizia che comunque il Kazakhstan sarebbe stato ammesso agli spareggi e che di fatto lo sforzo profuso per raggiungere il World Group 2 dopo tutto quel tempo si è rivelato inutile (non esiste più, dal 2020, quella denominazione, ma ci sono altri spareggi) viene da pensare a come sia stata gestita male tutta la situazione soprattutto dall’organo dominante dell’evento, l’ITF, che ha deciso per il cambiamento senza nemmeno contattare i capitani delle varie nazionali, con Pala e Medina Garrigues, ma anche Barbara Rittner, molto delusi e contrari a questo.