Wimbledon: Pliskova piega una grande Hsieh, Svitolina e Halep agli ottavi

[3] Ka. Pliskova b. [28] S. W. Hsieh 6-3 2-6 6-4

Era cerchiato come uno dei match del giorno fin da quando si era creato l’abbinamento, una volta conclusi i match di secondo turno. Era il match per cui oggi valeva veramente la pena pagare i soldi del biglietto, forse anche più di Simona Halep e Victoria Azarenka, perché Karolina Pliskova e Su Wei Hsieh rappresentano due modi opposti di vivere il tennis, ma soprattutto sono entrambe in un’ottima condizione.

La ceca sta giocando forse il tennis più continuo, ad alti livelli, della sua carriera sull’erba, dando seguito agli ottimi sei mesi iniziali del 2019. La giocatrice di Taipei, che qui lo scorso anno raggiunse gli ottavi di finale dopo aver eliminato Simona Halep, è una protagonista che sta finalmente riuscendo a conquistare una nicchia sempre più grande di appassionati. Sarà forse impossibile vederla primeggiare in singolare come in doppio, dove ha all’attivo due titoli Slam e il numero 1 del mondo, ma l’impennata nel rendimento degli ultimi 18 mesi l’ha portata sempre più di frequente sotto l’attenzione del grande pubblico, conquistandosi l’affetto e gli applausi.

Oggi c’è stata un’altra, grande, standing ovation e se non avessimo fatto caso al punteggio non avremmo neppure saputo dire chi delle due aveva effettivamente vinto o perso. Pliskova, dopo l’ultimo attacco di dritto, era a rete, sulle gambe da una ventina di minuti perché Su Wei le aveva fatto fare i chilometri aprendo gli angoli in maniera magistrale, e lei a rincorrere il più possibile, sapendo che tutto quello che usciva dalla racchetta di Hsieh era dolore puro per il suo gioco. Un confronto di stili tra l’aggressivo e l’estroso che ha illuminato il campo 1, una battaglia di talento puro terminata 6-3 2-6 6-4 per la numero 3 del seeding, che adesso se la vedrà contro un’altra giocatrice molto talentuosa come Karolina Muchova.

Nessuna delle due, né Pliskova né Hsieh, meritavano di uscire dal campo da sconfitte. Hot shot continui, tra le magie di Su Wei e Karolina che dopo un set e mezzo in cui aveva solo subito conigli estratti dal cilindro ha cominciato il suo forcing, riemergendo nel terzo set, sul 2-1, da un pericolosissimo 15-40 e poi cercando l’allungo per il 4-1 e servizio, ma mancando la chiusura in risposta da 0-40. Stava correndo ovunque, stava faticando a prendere in mano il gioco, e doveva accelerare e concentrarsi sul proprio servizio. Bellissimo come, dopo l’ace che è valso alla sua avversaria il 4-5, Hsieh si sia poi lasciata andare a una grandissima risata. Ne aveva subiti 13, c’era gloria anche per lei. Nel momento della verità, però, Karolina è stata ingiocabile. Tre prime agli angoli, e subito 40-0. Grande maturità per una delle migliori giocatrici del 2019: al momento, nella Race, è seconda dietro soltanto ad Ashleigh Barty, un alieno planato sulla terra.

Altri risultati

Un po’ a sorpresa, Elina Svitolina è agli ottavi di finale del torneo di Wimbledon. Non c’erano vere speranze di vederla tra le migliori 16, un po’ per una condizione fisica mai veramente ritrovata dopo l’infortunio al ginocchio e un po’ perché l’erba è da sempre la sua peggiore superficie. Eppure l’ucraina oggi ha dato un importante segnale, vincendo una battaglia contro Maria Sakkari, 6-3 6-7(1) 6-2. Sono i secondi ottavi di finale a Wimbledon dopo il 2017, che giocherà contro Petra Martic, che ha sconfitto Danielle Collins 6-4 3-6 6-3.

Dayana Yastremska e Shuai Zhang saranno invece avversarie nell’ottavo di finale più impronosticabile, probabilmente, dell’intero tabellone. La giovanissima ucraina, classe 2000, è emersa vittoriosa contro Viktorija Golubic per 7-6(3) 6-3 rientrando da 2-5 e servizio per la svizzera nel primo set, anche se dovrà essere valutata la spalla destra della teenager che nel primo set aveva avuto bisogno di un MTO. La cinese invece diventa la prima del suo paese al quarto turno da cinque anni a questa parte, eliminando Caroline Wozniacki con un netto 6-4 6-2, che diventa ancor più inappellabile se si pensa che la danese era avanti 4-0 nel primo parziale.

Simona Halep rende piuttosto agevole il big match contro Victoria Azarenka. Malgrado due partite iniziali non troppo spettacolari, la rumena ha alzato il livello e ingranato una marcia (o anche due in più) diventando travolgente da quando si è trovata indietro 1-3 e ha finito per dilagare 6-3 6-1. La bielorussa si è dimostrata, ancora una volta, troppo fragile nel momento che contava, non riuscendo a riproporre la grande prestazione offerta al secondo turno contro Ajla Tomljanovic e deragliando nel momento cruciale del primo set.

Un doppio fallo sulla palla del 2-3 l’ha messa sotto pressione, e il gran game vinto dalla ex numero 1 del mondo sul 3-3 l’ha spinta fuori dalla zona di comfort, costretta a rincorrere e sbagliando molto più di prima. Senza storia il secondo parziale, risoltosi con un nuovo allungo di Halep dopo aver salvato una palla break sull’1-1.