Wimbledon maschile: Federer soffre un pò troppo, Nadal fila via liscio e ora c’è Kyrgios

È il giorno del Re a Wimbledon, ma non solo. Nadal, Cilic, Kyrgios, fanno da cornice ad un’altra splendida giornata di tennis, che va a completare definitivamente il primo turno.

[2] R. Federer b. L. Harris 3-6 6-1 6-2 6-2

Al debutto non stecca, Federer, ma lascia per strada un set, il primo, contro il sudafricano Harris. Lui entra in campo decisamente centrato, ma tanti demeriti pullulano in casa svizzera, con Roger di fatto mai in spinta e abbastanza passivo. Subisce il break, non riesce a rimettersi in scia ed è costretto a rincorrere. Dal secondo parziale in poi cambia la musica e non c’è storia. Federer sale di livello, comincia a scendere a rete più spesso, si concede un paio di delizie per il pubblico e, dal 6-3 Harris, il quale peraltro ha accusato problemi fisici, infila un nettissimo filotto di diciotto giochi a tre che gli valgono il passaggio del turno in piena scioltezza. Non è la frazione persa ad impensierire, anzi, visto l’andamento complessivo non è nemmeno rilevante. Tanti fattori hanno concordo ad incidere su quel 6-3, insufficiente, e di molto, a garantire il colpo grosso e quella che sarebbe potuta essere la quarta uscita del Re all’esordio a Church Road, tredici anni dopo l’ultima.

[3] R. Nadal b. Y. Sugita 6-3 6-1 6-3

Kyrgios b. J. Thompson 7-6(4) 3-6 7-6(10) 0-6 6-1

Quello che fa Roger con un set, fa Rafa con un break. Il maiorchino pronti-via perde la battuta, scivolando 2-0 contro Sugita, ma da lì in poi fa partire il martirio. Rientra immediatamente in corsi, conquistando il parziale. Gli altri due, poi, li fa scivolare agilmente. Super-match di secondo turno assemblato, dunque. Perché dall’altra parte Nick Kyrgios, nel pieno della sua follia quasi pirandelliana, ha avuto la meglio sul connazionale Thompson. Nick, vince primo e terzo set al tiebreak (quest’ultimo molto combattuto, sostanzialmente proprio per le sue pazzie, tra servizio da sotto, palle corte improponibili, back che nemmeno si staccavano dalla racchetta), perde secondo, giochicchiando, e quarto con un 6-0 che, beh, la dice lunga sulla sua voglia. Al parziale decisivo, tuttavia, risponde presente, ritorna a macinare col servizio e a martellare con un dritto che oggi è andato a sprazzi…ma quando è entrato, è risultato essere devastante, e ha facilmente archiviato la pratica. Certo, l’impressione è che fisicamente sia abbastanza indietro di preparazione. Aggiungiamo i buchi mentali, frequenti, quasi quanto le polemiche, perennemente puntuali. Però sappiamo quanto nei big match possa esaltarsi e quanto ne abbia bisogno per trovare un feeling definitivo tra talento e vittorie che è imprescindibile per uno come lui.

Querrey b. [5] D. Thiem 6-7(4) 7-6(1) 6-3 6-0

Nessuna sorpresa per quel che riguarda la testa di serie numero 5, Dominic Thiem, che rafforza il suo scarso approccio all’erba e perde da uno che, invece, sul verde, si è espresso molto bene negli ultimi anni, basti ricordare la vittoria su Nole, ad esempio. Stiamo parlando di Sam Querrey, che, dopo aver perso nel suo territorio, il tiebreak, il primo set, sempre al tiebreak ha pareggiato i conti. Nel terzo e quarto ha totalmente dominato, addirittura rifilando un sonoro 6-0.

[9] J. Isner b. C. Ruud 6-3 6-4 7-6(9)

Dalla semifinale dello scorso anno, ad un 2019 così così. Long John riprende la sua corsa ai Championship con un successo, facile, ai danni di Ruud. Fatica soltanto nell’ultimo parziale, spintosi al tiebreak. Ma alla fine riesce a chiuderlo col punteggio di 11 a 9.

[13] M. Cilic b. A. Mannarino 7-6(6) 7-6(4) 6-3

Costretto a risalire da un momento no, Marin Cilic si presenta a dovere, in un primo turno che poteva riservare qualche insidia. Regolato Mannarino, campione a s’-Hertogenbosch, con una certa confidenza su erba, grazie soprattutto a due tiebreak. Vinti quelli, soffrendo, il croato ha avuto vita facile nel terzo set, brekkando sul 3-2, consolidando e chiudendo.

Disastroso Denis Shapovalov, che si fa eliminare in tre set da Berankis, giocando decisamente sotto le aspettative, che sono alte, che non sta mantenendo, che a volte viene da chiedersi se non ci sia anche un filo di sopravvalutazione nei suoi confronti. Certo, un periodo no può capitare, intanto la Next Gen continua a sgretolarsi come sabbia al vento. Chiudiamo il tema disastro con Bernard Tomic, che in appena 57 minuti viene sconfitto da Tsonga, il quale proprio Berankis troverà successivamente.

Molto bene il vincitore di Eastbourne, Taylor Fritz, che passeggia contro Thomas Berdych, sempre più ombra di se stesso. Avanti senza problemi anche Struff, Millman, Rublev e Johnson.

Conferma il suo trend erbivoro, che gli ha portato due Challenger, Evans, agile su Delbonis. Vittoria numero 398 in carriera per Kei Nishikori, che si affaccia a Wimbledon faticando un po’, nel secondo set, ma senza rischiare mai più di tanto.

Va a Pouille il secondo derby francese in due giornate. Battuto un Gasquet che nulla ha potuto. Lucas è un altro di quei tennisti che hanno bisogno di queste sensazioni, per ritrovarsi. Se la vedrà con Barrere e poi, potenzialmente, con Roger Federer.