Tra delusioni e incertezze a Wimbledon si parla italiano

Non ha certo avuto bisogno di tanto tempo il torneo di Wimbledon per entrare nel vivo. Dopo il primo turno abbiamo già assistito alla caduta di gente come Tsitsipas, Zverev e Thiem alle conferme di Anderson e Isner, a qualche balbettio di Djokovic, Federer e Nadal al primo show di Nick Kyrgios. E per gli italiani anche la splendida impresa di Fabbiano, proprio contro Tsitsipas, e la bella vittoria di Fognini, che non partiva favoritissimo contro uno sciagurato Tiafoe, peggio per lui. Naturalmente nel secondo turno tutti gli occhi sono puntati su Kyrgios-Nadal – anche noi ne parliamo più diffusamente altrove -anche se al di là degli aspetti extra tennistici la partita ha un chiaro favorito, visto che si gioca tra il numero 2 del mondo e un giocatore talentuoso fin che si vuole ma che, a parte il torneo di Acapulco, nel 2019 ha perso più partite di quanto ne ha vinte.

Forse non si è lodata abbastanza invece l’incredibile prestazione di Thomas Fabbiano, che cotnro Tsitsipas ha vinto non soltanto per la cattiva giornata del giovane greco ma soprattutto per la capacità di tenere lo scambio a ritmi sostenutissimi e capovolgendolo grazie ad una sconosciuta, fin qui, capacità di anticipo. Il pugliese ha lasciato andare il braccio per tutto il match, trattenendolo, non casualmente, soltanto nei due servizi del tiebreak del quarto set che potevano costargli caro. Adesso Fabbiano ha una partita che dovrebbe vincere senza particolari problemi, perché Karlovic sarà faticosissimo da brekkare ma è impensabile che il 40enne croato possa fare partita in risposta. E poi con Edmund o Verdasco chissà, se giocasse sempre come contro Tsitsipas non partirebbe certo troppo sfavorito. La bella sorpresa è arrivata da Fognini, che come accennato non godeva di troppo credito anche per via della sua poca simpatia per l’erba. Invece, forse complice una nuova responsabilità derivante dalla raggiunta top10, Fognini ha addirittura vinto in rimonta, anche se Tiafoe ci ha sicuramente messo del suo. Però Fognini è stato bravo a rimanere con la testa sul match, e adesso ha uno spicchio di tabellone certamente insidioso ma non impossibile. Gli fosse capitato sulla terra i quarti sarebbero stati quasi una passeggiata, sull’erba le incognite sono troppe, però chissà, sperare non costa nulla. Con Fucsovics dovrebbe farcela, poi dovrebbe esserci Simon, ma meglio fare un passo alla volta.
Oggi torna in campo Seppi, che ha vinto la partita che doveva vincere e che deve giocarsi le sue carte contro Pella, un argentino che l’anno scorso eliminò addirittura Cilic. Anche per lui partita non persa in partenza, anzi, e chissà che Andreas non sappia regalarsi e e regalarci un ultimo acuto su una superficie che qualche soddisfazione gli ha già dato
Naturalmente, visto che siamo sull’erba, gli occhi sono puntati su Berrettini, che ha pagato lo scotto dell’esordio cedendo il primo set ma che poi ha vinto una buona partita con un avversario che poteva diventare pericoloso. Il romano ha confermato una buona attitudine nel giocare i momenti importanti del match, riuscendo ad alzare il livello del servizio proprio quando contava, un po’ come successo a Stoccarda e anche Halle. Dovrà stare molto attento a Marcos Baghdatis – alla sua ultima recita, ci mancherà il cipriota – ma sarebbe un peccato a questo punto non arrivare da Federer.

A proposito dello svizzero c’è ovviamente da notare, senza farne un dramma, la perdita del primo set del torneo, cosa che non gli capitava da quella famosa partita contro Falla nel 2010. Quella volta fu sull’orlo dell’eliminazione, stavolta Federer ha risolto abbastanza rapidamente la questione, tanto da tranquillizzare i suoi innumerevoli tifosi. Per sua fortuna il percorso non è tra i più complicati, e avrebbe del clamoroso non trovarlo in semifinale.
Djokovic e Nadal hanno cominciato il loro torneo perdendo entrambi il servizio ma gli avversari erano troppo teneri perché questo diventasse un problema. Se tutto questo sarà un problema lo sapremo presto.

Quello che invece abbiamo già saputo è che di nuovo alcuni attesi protagonisti si sono già fermati. Tutti hanno le loro scuse, anche se Tsitsipas ha detto che non ha senso cercarle, visto che alla loro età Djokovic, Federer e Nadal già vincevano, ma è certamente curiosa questa incapacità delle nuove leve di mettere insieme due tornei positivi di fila. Thiem dopo la finale del Roland Garros è tornato in campo solo ieri e contro uno che a Wimbledon aveva fatto semifinale dopo due set si è squagliato. Di Tsitsipas abbiamo detto, mentre a Zverev c’è solo da augurare che riesca a risolvere i suoi problemi extratennistici, che naturalmente sono la cosa più importante. Purtroppo anche Shapovalov sembra avere la classica crisi di crescita, ed è bastato un buon Berankis per rimandarlo a casa. Chissà che alla fine non sia il più giovane di tutti a darci il ricambio che tutti aspettiamo. Felix Auger-Aliassime aveva un primo turno non banale contro Pospisil e dopo un set di adattamento ha vinto abbastanza rapidamente, anche se il canadese non era certo in grandi condizioni fisiche. Il canadese dovrebbe incrociare Djokovic lunedì, forse era meglio prima, ma certo potrebbe essere il big match del Manic Monday.