WTA s’Hertogenbosch: Riske cancella il 2018. Bertens battuta in finale

Lo scorso anno perdeva ai quarti di finale, contro CoCo Vandeweghe, in un rocambolesco incontro terminato 14-12 al tie-break decisivo.

Oggi Alison Riske si è, e lo possiamo dire senza grandi problemi, meritatamente imposta contro Kiki Bertens rientrando dopo un 6-0 subito nel primo set e ben 5 match point a sfavore nel secondo.

Dal 2018 al 2019, sempre a s’Hertogenbosch, la statunitense ha ottenuto una grande rivalsa perché questo è il primo titolo WTA per lei su erba, malgrado da tantissimi anni ormai sia una delle più pericolose su questa superficie tra le giocatrici di seconda fascia. Eppure ha dovuto passare per l’inferno, sportivo, nelle ultime 24 ore per spezzare anche un tabù personale che durava dal 2014 e che l’aveva vista perdere le ultime 6 finali nel circuito maggiore disputate.

Non è un caso che proprio qui, ora, sia riuscita a porre fine a questa lunga serie di sconfitte all’ultimo atto, ma l’andamento e il punteggio finale della sua partita contro la grande favorita Kiki Bertens raccontano di tutto. 0-6 7-6(5) 7-5 il punteggio finale contro la numero 1 del seeding, numero 4 del mondo, che è andata vicinissima a diventare la prima olandese a vincere in casa dopo tantissimo tempo e che invece ha incassato una nuova grande delusione personale dopo il ritiro del Roland Garros avvenuto ormai tre settimane fa.

E non c’è neanche la sensazione possa essersi trattato di un vero tentennamento nelle fasi decisive, ovvero in quei 5 match point avuti (sempre in risposta) perché Riske è riuscita a trovare ottimi punti e a colpire con molta efficacia, ricavando il massimo da ogni situazione e cominciando, dopo aver recuperato da 1-4 nel secondo parziale, un lungo braccio di ferro protrattosi fino alla fine. Ha avuto ragione lei, rientrata di testa in un match dove era dominata e brava nel trovare le forza per farsi preferire nelle fasi finali. Bertens, che sul 6-0 1-0 aveva anche chiesto un medical time out dopo una caduta, sembrava essersi ripresa abbastanza bene dal dolore all’anca sinistra ma non è bastato per evitare una sconfitta che malgrado il livello (International) del torneo rimane pur sempre il torneo “di casa” e qualche scoria potrebbe anche rimanere, anche se finora sono ormai più di 12 mesi che sta tenendo ritmi molto costanti e ad alti livelli, malgrado anche situazioni scomode come la brutta sconfitta al secondo turno dello US Open, o dell’Australian Open, o tutte le tappe che aveva dovuto affrontare per arrivare a essere addirittura la seconda favorita per vincere uno Slam.

Non aveva mai demeritato un solo momento, in questo percorso, ma ora dovrà ripartire da tre settimane molto dure. Oggi, però, è la giornata in cui Riske ha riscritto la (sua) storia.