WTA Maiorca: Sharapova a fiammate, ma il rientro è vittorioso

photo credit: Jimmie48/WTA

[WC] M. Sharapova b. V. Kuzmova 7-6(8) 6-0

Sembra incredibile, per quanto tutti sappiamo che cosa sia successo a Maria Sharapova negli ultimi anni, eppure quella di oggi è la prima vittoria della russa sull’erba dal 2015.

Un sorriso enorme quello stampato sul volto della ex numero 1 del mondo, che ha ritrovato il suo essere competitivo dopo oltre 4 mesi ferma a recuperare da un fastidioso problema, ormai cronico, alla spalla e che ha inaugurato la sua prima volta a Maiorca di fronte a un numerosissimo pubblico con una vittoria che potremmo quasi definire “delle sue”.

Se avessimo dovuto giudicarla solo per quanto visto nei primi 10, forse anche 11 game, avremmo probabilmente dato molto più peso alle difficoltà che stava avendo soprattutto nel servizio, punto dolente da ormai una vita ma trovatosi a essere ancora più spartiacque nel momento cruciale. Aveva servito tre ace e altrettanti doppi falli sul 5-5, stava giocando fin troppo con quel colpo senza avere mai troppo ritmo alla battuta, quindi era sempre in bilico, malgrado a conti fatti dopo il break subito sul 2-0 aveva concesso una sola nuova chance, sul 3-3.

Era arrugginita, forse neanche troppo visto il lungo periodo lontano dai campi, ma il brutto game al servizio sul 5-5 sembrava far crollare ogni giudizio verso una valutazione molto negativa. Malgrado tutto, ancora una volta, ha tirato fuori qualche coniglio dal cilindro. Rialzatasi dal cambio campo è andata subito 0-30 e poi 15-40 in risposta, nel dodicesimo game, e ha poi effettuato il controbreak con una pregevole smorzata di rovescio in un colpo abbastanza disperato dopo aver perso tanto campo ed essersi trovata a colpire un rovescio oltre il corridoio: o veniva fuori il colpo perfetto, o era punto perso. Il risultato è stato questo:

Nel tie-break, frangente che ha spaccato completamente l’incontro, Sharapova ha subito anche un grave errore arbitrale nella prima fase quando sull’1-0 non ha ricevuto l’out sulla prima di servizio della slovacca malgrado fosse abbastanza evidente come la palla fosse finita lunga. Ha perso attenzione, Kuzmova è salita di livello, ma sul 2-3 ha difeso bene sui primi attacchi dell’avversaria per raccogliere poi il dritto in rete. La nuova chance per la sua avversaria è stata sul 4-3 quando ha avuto una seconda di servizio da colpire col dritto, mandandola di poco fuori. Da lì e per i successivi otto punti, ci saranno soltanto servizi vincenti.

La slovacca stava tenendo testa alla grande in un braccio di ferro ormai anche psicologico e che avrebbe inciso tantissimo, soprattutto se Sharapova avesse perso il parziale dopo tutto quello che stava investendo per rimanere in vita. Un set point annullato sul 6-5, un altro sull’8-6. Alla fine, dopo essere riuscita a rispondere nel primo caso in cui Kuzmova non ha messo la prima in campo, ha trovato anche il modo per colpire e far suo un set di oltre un’ora. Era cresciuta tanto, magari non necessariamente col livello di gioco per quanto comunque fosse molto ben concentrata nei momenti importanti, ma di testa aveva l’atteggiamento di chi quel set non lo avrebbe mai e poi mai regalato. Sprazzi della Sharapova che fu, e che vorrebbe tanto ritrovare.

L’inizio del secondo set è stato completamente a suo favore, con un immediato break a zero che ha dato il via a una serie di 11 punti consecutivi, 13 nei primi 14 e a un 4-0 che sapeva tanto di pietra tombale sul match. Kuzmova era rimasta con la testa a quelle occasioni scivolate via senza che avesse grandi colpe, ma alla ripartenza non è stata ugualmente efficace e la partita è completamente scivolata via non solo dalle sue mani ma anche dalla sua testa, come dimostrano i tre doppi falli consecutivi che sapevano di resa anticipata nel game che ha dato il 5-0 alla russa. Pochi minuti dopo, il 6-0 che chiudeva l’incontro e faceva esplodere un gran sorriso sul volto di Sharapova che ora, agli ottavi, avrà o la qualificata Ysaline Bonaventure o la numero 1 del seeding, Angelique Kerber.