L’ATP nel caos tra leadership e dimissioni

Fuori l’aria è serena: a Wimbledon anche se iniziano a fervere i preparativi per il Championship, gli ufficiali prendono istruzioni, gli steward già presiedono le loro postazioni, il Campo Centrale viene testato, il Campo numero 1 si presenta in tutte le sue novità, dentro e fuori, con un luccicante nuovo tetto.

Lunedì sui campi laterali si inizierà un’ora prima, alle 11 di Londra (mezzogiorno italiano), venerdì sera si è invece consumato da qualche parte nel South West londinese un meeting dell’ATP Council, previsto per decidere diverse cose, soprattutto chi sarà il successore di Kermode, al quale a Marzo, ricordiamo, non è stato prolungato il contratto.

Sono state sette ore improduttive, che hanno portato alle dimissioni di diversi giocatori, tra cui Haase, Stakhovsky, Jamie Murray e Dani Vallverdu. La decisione è avvenuta, pare, per due fondamentali motivi, voti divisi tra i candidati Lapentti -sostenuto dai giocatori che si sono poi dimessi- e Evans, visto come un alleato di Gimelstob, condannato per violenza la scorsa primavera e dimissionario dal Board.
Il secondo motivo pare la cattiva gestione della Leadership del Council, almeno così si legge tra le righe di quello che ha da dire Stakhovsky:

 

Alla luce dei recenti eventi non credo piu’ che la mia presenza possa avere un vero impatto all’interno del council ed è per questo che mi dimetto. Non mi piace come vengono gestite le cose, le decisioni, tutto quello che sta prendendo forma. ERA BELLO RAPPRESENTARE I GIOCATORI MA NON LO SI STA PIÙ PERMETTENDO, NON CONTIAMO NULLA; È TUTTO UN GIOCO DI VENDETTE E RIPICCHE.

 

 

 

Novak Djokovic, che è stato uno dei più convinti a non rinnovare il contratto di Kermode e che ha intenzione di gestire in prima persone questa “transizione” che vede una netta contrapposizione all’ITF, di fatto concretizzatasi con i due tornei “di squadra” -l’ATP Cup a Gennaio e la Laver Cup a Settembre- che non permettono all’ITF di estendere o spostare la settimana della nuova Coppa Davis, che già in tanti giocatori diserteranno.
Djokovic ha poi confessato di sentirsi molto stressato dalla situazione e che il suo team vorrebbe che si dimettesse da Presidente del Council.

Anche Robin Haase ha tenuto a dire le stesse cose di Stakhovsky, non sentendosi più utile alla causa e criticando la modalità “dispotica” con la quale ora le decisioni vengono prese e il fatto che nessuno venga realmente ascoltato e si finisca per essere solo mera “rappresentanza”.

Da quando è stato di fatto messo da parte Kermode, non è stata trovata un’alternativa e sembra esserci sempre meno armonia all’interno del Board e del Council ATP, mancano ora di fatto membri rappresentativi in un momento cruciale per il futuro del tennis maschile.