Fognini, appuntamento con la storia: la top 10 è più vicina che mai

Una sfida nella sfida. La corsa alla Coppa dei Moschettieri non è la sola ad animare un Roland Garros che ha già archiviato le prime tre giornate senza grandi scossoni.

Sui campi di Parigi infatti l’Italia ha l’opportunità di ritrovare un tennista nella top 10 del ranking a quarant’anni dall’ultima presenza azzurra: era il gennaio del 1979, infatti, quando Corrado Barazzutti salutava l’elite del tennis mondiale. Prima di lui, nell’Era Open, c’era stato Adriano Panatta. Dopo il nulla.

Un digiuno che può concludersi tra pochi giorni, il 10 giugno, quando il computer dell’ATP sputerà fuori la nuova graduatoria e lì tra i primissimi della classe potrebbe esserci Fabio Fognini. Oggi il ligure è numero 12 del mondo ma a Bois de Boulogne si gioca tanto e lui stesso ne è consapevole: «Se ci penso? Certo – ha ammesso in conferenza stampa dopo l’esordio vincente nel derby contro Andreas Seppi – non lo immagino come un obiettivo quanto piuttosto come un sogno che può finalmente avversarsi. Ma non è un chiodo fisso e se non succede non è la fine del mondo».

Non sarà la fine del mondo, ma se non ora quando? La situazione del ranking ufficiale aggiornato a questo lunedì lo vede a soli 110 punti dal decimo gradito, occupato da John Isner. La situazione nel dettaglio:

CLASSIFICA ATP AL 27 MAGGIO

9. Juan Martín del Potro 3235
10. John Isner 2895
11. Karen Khachanov 2800
12. Fabio Fognini 2785
13. Marin Cilic 2710
14. Daniil Medvedev 2625
15. Borna Coric 2525

A questa però bisogna sottrarre i punti che i giocatori hanno guadagnato al Roland Garros 2018 e che sono dunque in scadenza proprio in queste due settimane. Lo scenario, aggiornato al termine del primo turno, cambia drasticamente:

CLASSIFICA ATP LIVE (senza i punti del Roland Garros 2018)

9. John Isner 2715
10. Karen Khachanov 2665
11. Fabio Fognini 2650
12. Daniil Medvedev 2625
13. Juan Martin del Potro 2560
14. Borna Coric 2480
15. Marin Cilic 2395

Più staccati ci sarebbero anche Gael Monfils e Roberto Bautista Agut ma per loro le chance di entrare in top ten passano da un clamoroso exploit (almeno la finale). A giocarsi le due posizioni buone sono dunque in sette. O meglio in cinque. Perché John Isner e Daniil Medvedev si sono già chiamati fuori: il primo ha dato forfait anche a Parigi dopo aver saltato tutti gli altri tornei sul rosso, l’altro invece si è suicidato all’esordio contro Pierre-Hugues Herbert sciupando due set di vantaggio. Isner può ancora sperare, con tanta fortuna, di mantenersi nei primi dieci mentre per Medvedev l’appuntamento è definitivamente rinviato.

Restano Khachanov, Fognini, del Potro e i due croati Coric e Cilic. Il russo al momento è virtualmente decimo, non ha giocato bene in questa prima parte di stagione, men che meno sul rosso, e non ha un tabellone semplice: affronterà la wild card Barrere al secondo turno ma successivamente potrebbe avere sulla sua strada prima Lucas Pouille e poi lo stesso del Potro. L’argentino è tornato a giocare da poco dopo lo stop per infortunio, a Roma si è dimostrato già in buona condizione e sulla sua strada adesso ha Nishioka ed eventualmente uno tra Thompson e Karlovic.

Fognini un anno fa si spinse fino agli ottavi. È un traguardo che può ripetere: con Delbonis, suo prossimo avversario, i precedenti sono 4-3 per Fabio (3-3 sulla terra) e anche se l’argentino è in lieve ripresa – semifinale a Ginevra la scorsa settimana – la bilancia pende decisamente a favore dell’azzurro. Nell’eventuale terzo turno sarebbe sfida con Bautista Agut o Fritz: con il primo Fognini è avanti 6-3 (3-1 sul rosso), con l’americano c’è un solo precedente a referto, sul cemento di Chengdu, vinto sempre dall’italiano. Senza andare troppo in là con lo sguardo (ottavo con Sascha Zverev?) è possibile che altre due vittorie possano bastare a Fognini per andare a far compagnia a Barazzutti e Panatta.

Ci sono poi Coric e Cilic, leggermente più staccati. Borna ha un ottimo tabellone fino al quarto turno, qui però dovrebbe scontrarsi con Novak Djokovic e le possibilità di andare avanti appaiono basse. Marin, che lo scorso anno eliminò Fognini, ha in scadenza la cambiale dei quarti e per punteggio, stato di forma e possibile tabellone (Dimitrov, Wawrinka, Tsitsipas) è quello che sembra avere meno chance.