Australian Open, Kvitova perfetta in indoor: finisce la favola Collins, la ceca è in finale

photo credit: Jimmie48/WTA

[8] P. Kvitova d. D. Collins 7-6(2) 6-0

Petra Kvitova è un passo dal compiere qualcosa di straordinario. La ceca è tornata in una finale Slam a quasi 29 anni, appena 2 anni dopo aver visto la propria mano lacerata da un folle entrato in casa sua a Prostejov fingendosi un controllore del gas. Due anni fa non era ancora sicura di poter utilizzare a pieno la mano sinistra, figuriamoci a tenere in mano una racchetta.

Oggi, la ceca ha battuto 7-6(2) 6-0 Danielle Collins centrando la settima finale negli ultimi 22 tornei giocati in 52 settimane, e sabato andrà a caccia di un sogno: il primo Slam da Wimbledon 2014, il numero 1 del mondo. La cosa più straordinaria, in tutto ciò, è come stia rendendo tutto dannatamente normale.

Il 2019 è cominciato con un torneo di Brisbane proprio contro Collins. La differenza tra la capitale del Queensland e Melbourne è sostanziale, perché se nella prima a incidere è soprattutto l’umidità molto elevata, spostandoci verso sud gli sbalzi di temperatura aumentano e possono capitare giornate come oggi dove la temperatura sfiora i 40 gradi. Quel giorno la ceca faticò abbastanza nel battere la statunitense 6-7(6) 7-6(6) 6-3, mancando la chiusura nel primo parziale malgrado 5 set point, rientrando da 5-4 e servizio (30-0) nel secondo e poi sfruttando l’inerzia positiva a inizio del terzo. Si giocava sullo Show Court 1, campo provvisto di tetto ma senza copertura ai lati, sulla Rod Laver Arena invece non appena l’interno viene coperto si aziona anche l’aria condizionata che porta il clima sui 25 gradi. Sono fattori fondamentali per capire lo sviluppo della partita odierna, condizionata inevitabilmente dall’aspetto climatico.

Gli organizzatori sapevano che oggi era prevista una condizione estrema rispetto a tutte le altre giornate, ma seguendo la regola della nuova Heat Stress Scale (la scala di valori per cui possono decidere quando dare 10 minuti di pausa alla fine del secondo set, se serve, o se chiudere il tetto) dovevano attendere il picco. Motivo per cui hanno chiuso il tetto quando il match non era ancora iniziato e l’hanno riaperto quando Kvitova e Collins hanno fatto il loro ingresso in campo. In quel momento c’erano 37 gradi, il campo completamente al sole, e l’atmosfera era completamente piatta. Collins aveva il vantaggio di non trovarsi di fronte la Kvitova devastante vista fin qui per 5 partite. Lei, originaria della Florida, è piuttosto abituata alle condizioni di caldo estremo, sebbene oggi si fosse anche oltre il consentito, mentre la ceca ha sempre avuto questo problema lungo la carriera, a dimostrazione di come in Australia al di là di una semifinale nel 2012 non aveva mai ottenuto risultati di livello, spesso eliminata anche nei primi turni.

Il match era in corso, la temperatura stava salendo e con essa il valore della HSS. Kvitova, al secondo cambio della partita aveva già il volto viola, boccheggiante e aveva bisogno di uno di quei salsicciotti col ghiaccio attorno al collo. La partita era alquanto equilibrata, ma tutto fuorché spettacolare. Collins ha preso per prima il vantaggio ma ha ceduto immediatamente il servizio. Non appena Petra ha chiuso l’ottavo game è entrato il supervisor: il valore raggiunto sulla HSS in quel momento era 5, che voleva dire la chiusura immediata del tetto. Malgrado questa condizione a Collins non andasse per nulla bene, l’americana ha avuto qualche mezza chance nei primi 2 game in risposta successivi. Kvitova doveva ancora ambientarsi, e la situazione di punteggio piuttosto delicata non le permettevano alcun errore. È riuscita a spingersi fino al tie-break, lì dove un tracciante di rovescio stretto, vincente, sull’1-1 ha spaccato l’equilibrio. Da lì al 4-1 è stato un attimo, da lì al 7-2 poco di più.

Un primo set vitale, per Kvitova, che è partita molto meglio nel secondo parziale prendendo subito un break di vantaggio. Collins, nel frattempo, scaricava il proprio nervosismo nei confronti del giudice di sedia, Carlos Ramos, prima per un punto non assegnatole sul 5-1 Kvitova nel tie-break a causa di una chiamata giudicata tardiva del giudice di linea, poi per un net a sfavore nel primo game del secondo set. Ha staccato mentalmente dalla partita, e Kvitova ne ha approfittato per prendere il margine necessario a gestire i game finali. Alla fine è arrivato anche un 6-0, il primo del suo torneo, l’unica a non aver ancora perso set. E sabato, quando anche la temperatura sarà più fresca, andrà a caccia di un sogno che sembrava ormai irraggiungibile.