Cecchinato-Gunthard, da lucky loser a vincenti: quarant’anni dopo

Magia del telefonino e di quel variegato e, al tempo stesso, facile ed immediato mondo chiamato WhatsApp. La cronaca spicciola ti rimanda ad una bella mattinata di inizio giugno, quando ti arriva un messaggio, proprio alla vigilia del match tra Marco Cecchinato e David Goffin.

Il buon Vittorio Selmi, stimato dirigente Atp, che per chi vi scrive è molto più di un amico, trova modo e tempo, come soltanto lui sa fare, di riaprire i libri di storia del tennis, per renderci partecipi di un qualcosa di bello, significativo, ma che soltanto lui sa o, meglio ancora, ha scovato. Veniamo al dunque. Nella players lounge del Suzanne Lenglen, Vittorio incontra lo svizzero di Zurigo, Heinz Gunthard, che molti ricordano come il coach di Steffi Graf dal 1992 al 199, ma che è stato anche un ottimo giocatore (best ranking in singolare il 7 aprile del 1986, quando raggiunse la 22esima posizione. Ancor meglio in doppio, dove non solo ha all’attivo due prove dello Slam, Roland Garros nel 1981 e Wimbledon nel 1985 e due vittorie nel Masters del Wct di Dalls, il tutto in coppia con l’ungherese Balazs Taroczy, con la finale, sempre nel 1981, raggiunta all’Open degli Stati Uniti a Flushing Meadows in coppia con Peter McNamara, ma dove è stato numero tre del mondo l’8 luglio del 1985). I due hanno parlato di tutto, ma in particolare di Marco Cecchinato. Perchè il tennista palermitano e quello svizzero hanno un qualcosa di particolare e significativo che li accomuna.

A distanza di quarant’anni hanno vinto un torneo Atp, il primo tra l’altro della carriera per entrambi, ma lo hanno fatto come lucky loser. Gunthard trionfò nel 1978 sul sintetico dello Springfield International Tennis Classic battendo in finale lo statunitense Harold Solomon, finalista nel 1976 contro Adriano Panatta al Roland Garros, con il punteggio di 6/3 3/6 6/2 e Marco Cecchinato, come tutti sanno, quest’anno ha messo la firma, sempre da lucky loser nel Gazprom Hungarian Open di Budapest, battendo in finale l’australiano John Millman con il punteggio di 7/5 6/4 . Queste è una delle tante belle storie di tennis che i libri di scuola non riportano. E che invece noi, grazie all’aiuto di Vittorio Selmi, pronto ad immortalare i due nell’immediate ore precedenti il match con Goffin, abbiamo portato alla luce.