Coppa Davis, Cilic porta avanti la Croazia ma Kukushkin sorprende Coric: 1-1 a Varazdin

CROAZIA-KAZAKISTAN 1-1

M. Cilic b. D. Popko 6-2 6-1 6-2
M. Kukushkin b. B. Coric 3-6 7-6(5) 6-4 6-2

È ancora tutto aperto dopo la prima giornata del quarto di finale di Davis tra Croazia e Kazakistan, che si ritrovano, forse inaspettatamente, sull’1-1. Si gioca a Varazdin, in Croazia, su terra rossa (indoor).

Il match di apertura vede di fronte Marin Cilic e Dmitry Popko. I croati, finalisti nel 2016 contro l’Argentina, vengono dall’importante vittoria ai danni del Canada negli ottavi di finale, e altrettanto risonante era stata quella kazaka contro la Svizzera. Proprio Popko aveva messo in cassaforte, contro pronostico, il primo punto nel primo singolare ad Astana.
Per chi non lo conoscesse, il giovane “Pop” – 21 anni e n. 258 ATP – si presenta in tutti i suoi 191 cm con un dritto profondo (a volte troppo) e un rovescio, soprattutto quello incrociato, che è decisamente il suo colpo migliore. Il servizio ha invece sicuramente grossi margini di miglioramento: con quella stazza, non servire mai una prima sopra i 170 km/h nè mettere a segno un ace, è davvero troppo poco per il tennis di oggi.

Venendo al match, dopo un’iniziale fase di studio assistiamo al primo strappo già nel sesto game, durante il quale Cilic si procura due palle break: la prima viene annullata bene dal kazako con un bel rovescio incrociato, mentre la seconda viene giocata con più convinzione dal croato, che si presenta a rete e non lascia scampo al dritto di Popko, che si infrange sulla rete. Il kazako fa quel che può per rimanere in partita il più a lungo possibile, ma il differenziale tecnico tra i due è troppo elevato per sperare di vedere competizione vera. D’altro canto, il buon Marin è consapevole di avere la partita in pugno, e dunque propende per la vecchia regola del massimo risultato con il minimo sforzo. Chiuso allora il primo set con il punteggio di 6-2, si porta comodamente sul 5-0 nel secondo prima di concedersi un leggero passaggio a vuoto, che permette a Popko di mantenere almeno un servizio. Nel game successivo Cilic è costretto anche a salvare due palle break, ma poi un ace all’incrocio delle righe a 205 km/h sancisce la fine del secondo set. Con il passare dei game e l’aumentare della fiducia il pubblico della Varazdin Arena si scalda, rendendo così una partita non certo indimenticabile uno spettacolo quantomeno gradevole. Ci si accontenta allora delle trombette croate che accompagnano il beniamino di casa alla conquista anche del terzo set, sancito da un dritto largo di Popko in risposta ad un’altra fucilata al servizio del croato. Come dire: Caro Dmitry, è così che si fa.

Chi si aspettava una partita più combattuta tra Borna Coric, numero 28 del mondo, e Mikhail Kukushkin, n. 92, non è rimasto affatto deluso, anche se l’ottimo momento di condizione del primo (tra i più in forma del circuito negli ultimi mesi) oltre che la posizione attuale in classifica di entrambi, lasciava presagire una facile vittoria per il croato. Non è stato così, ma è stata comunque partita vera, che non ha deluso il sempre più gremito e caloroso pubblico e che alla fine ha visto il kazako riequilibrare la sfida.

Il primo set inizia con calma, Kukushkin sa che dipendono da lui le speranze del suo paese e parte un po’ contratto. Coric appare più rilassato, e all’ottavo game piazza infatti il break: il croato si apre il campo di rovescio e chiude con uno smash potente e liberatorio. Serve quindi per il set, che gli viene consegnato da un rovescio appena lungo del numero 1 kazako.
Nel secondo parziale Coric sull’onda dell’entusiasmo riesce subito a brekkare, ma chi inizia a pensare che sia un film già visto è costretto a ricredersi sin da subito. Kukushkin riesce due volte a rientrare in partita, grazie ad un gioco vario ed elegante che mette spesso in crisi il croato. Superato il doppio scambio di break, il set scivola piacevolmente verso il tie-break, dove due rovesci larghi di Coric spingono Kukushkin avanti 3-1 e servizio: il kazako si porta sul 6-3, contiene il rientro del suo oppositore e chiude il set con un potente passante di rovescio incrociato su una venuta a rete un po’ improvvida dello slavo.

La carica agonistica del pubblico gialloazzurro sugli spalti (in minoranza ma comunque ben rappresentato) trascina Kukushkin nel terzo set, giocato in maniera incredibile dal kazako nonostane Coric non abbia mai mollato la presa – a Borna nel settimo game sono serviti più di 20 punti e 2 palle break salvate per riuscire a portarlo a casa. Il croato appare però nervoso, incapace di giocare il suo tennis, soprattutto per merito di un Kukushkin ispiratissimo, che variando spesso il gioco mette nuovamente in crisi Coric. Il kazako predilige la diagonale di rovescio per prepararsi il punto, per poi colpire con il dritto – preferibilmente incrociato – quando sente di poter chiudere. Al terzo game il Kazakistan piazza il break, con Coric che spacca la racchetta a terra dopo aver spedito in corridoio un (altro) brutto rovescio. Un set estenuante che alla fine Kukushkin porta a casa con merito, servendo bene nel game decisivo (così come nell’intero set, dove la percentuale di prime è stata dell’85%).

Chi segue il tennis con costanza sa che il quarto set avrebbe potuto offrire numerose possibilità di sviluppo, ma i due hanno preferito la strada più semplice, quella in cui chi fino a quel momento stava giocando meglio continua a farlo. Non sorprende allora il 6-2 finale a favore di Kukushkin, che è stato in grado di arrivare più fresco nei momenti decisivi. Coric ha pagato lo sforzo del set precedente e probabilmente dei due Masters 1000 giocati nell’ultimo mese sul suolo americano. Ma avrà comunque modo di rifarsi nella giornata di domenica. Domani intanto il doppio, che potrà dare un altro importante segnale sul prosieguo di questa coppa Davis.