Anisimova: “Le armi negli Stati Uniti devono essere vietate”

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Nemmeno un anno fa vincevi lo US Open junior, ora batti la tua prima top-10. Che sensazione è?
Incredibile, davvero. Sono ancora in shock. Lei è la miglior giocatrice contro cui abbia giocato, questo (il campo 1, nda) era il campo più grande in cui abbia giocato. Alla fine era soprattutto una questione di nervi, ma mi stavo divertendo tantissimo e riuscivo a giocare un gran tennis.

Come hai mantenuto i nervi saldi?
Sto lavorando tanto in questo periodo nel mantenere a bada le mie emozioni. È stato qualcosa su cui ho lavorato tanto in off season.

Perché pensi che il tuo gioco sia così efficace?
Sono molto aggressiva e mi piace prendere la palla in anticipo. Questo mi fa pensare che le avversarie contro di me debbano faticare tanto e controllare i miei colpi. È un grande vantaggio. Eppure lo scorso anno c’erano delle partite, come al Roland Garros, dove non ero lì con la testa. È stato quello che poi mi ha fatto capire di dover lavorare tantissimo soprattutto sulla parte mentale.

Di recente hai caricato un post sui social network a proposito di Billie Jean King e della sua battaglia contro il commercio e il controllo delle armi. Come vedi il fatto che da adesso la tua figura pubblica possa acquisire una responsabilità sempre maggiore? 
Sono molto legata a Billie Jean King perché è lei che ha sostenuto le giocatrici quando più ne avevano bisogno, combattendo per l’equità nel tennis, e per fare in modo che le donne venissero trattate allo stesso modo. Mi ispiro tantissimo a lei, è il mio modello.

Hai assistito alle voci dei tanti giovani di Parkland, Florida, che si ribellavano al commerce e al controllo delle armi. Che cosa hai pensato?
Questo è qualcosa di veramente terribile. Io ho addirittura un’amica che va in quella scuola. È una a cui sono moto legata. È veramente triste quello che sta capitando. Le armi dovrebbero essere vietate: è una mia opinione, ma l’ho fatto notare anche su Twitter. Dobbiamo avere leggi molto più severe su questo, assolutamente. Non penso proprio che tutto si risolva permettendo alle insegnanti di avere con sé armi perché non è affatto una bella idea. Bisogna toglierle dal commercio.

Come sta la tua amica?
Sta bene, ma era lì e ancora ne risente perché tutte quelle immagini tornano facilmente in testa. Tutte le sue amiche, tutto quello che è successo. È stato un giorno durissimo ma per fortuna lei sta bene.

Tu hai spesso accennato all’importanza dei tuoi allenatori. Puoi raccontare l’importanza di tuo padre prima e di Nick (Saviano, nda) poi?
Senza di loro non sarei qui, sicuro. Loro hanno fatto tantissimo per me. Mio padre è la persona più importante della mia vita, lo stesso vale per mia mamma. Ho il mio coach attuale, Max Fomine, che mi segue e mi aiuta. Mi sento veramente bene con loro. Sono in contatto con Nick ogni giorno e quando sono in Florida mi alleno da lui.