WTA Wuhan: Ostapenko si scioglie, Barty vola in finale contro Garcia

Dura un set la resistenza di Jelena Ostapenko ad un’Ashleigh Barty nella settimana migliore del suo 2017 che è sempre più speciale. Il primo titolo WTA a Kuala Lumpur, la prima volta in top-100, la prima finale in un torneo Premier a Birmingham, le vittorie contro Barbora Strycova, Garbine Muguruza, Venus Williams, Johanna Konta, Agnieszka Radwanska, Karolina Pliskova e ora la lettone, campionessa del Roland Garros, annientata alla fine con un netto 6-3 6-0.

Perfetta, Barty, nella sua tattica di gioco: tantissimo slice nella costruzione del punto. Un colpo forte, teso, molto basso rispetto alla rete. Ostapenko, che gioca in spinta, non aveva mai palle semplici da tirar su. Molto spesso non si alzavano proprio più di 10 o 15 centimetri e lei doveva non solo chinarsi ma avere la forza di tirarle su e giocare in maniera incisiva per non subire il colpo successivo. Se nelle fasi iniziali però a fare la differenza erano perlopiù gli errori della lettone, nel momento in cui la numero 10 del mondo riusciva ad aggiustare il suo gioco e a trovare qualche vincente in più è arrivata prontissima la risposta dell’australiana. Salvatasi sul 2-2, in un game dove sul 15-30 Ostapenko ha sbagliato un dritto per lei comodo, ha poi cominciato questa ragnatela di colpi molto efficaci. Il break sul 3-2 ha spaccato la partita, con la numero 37 del mondo che metteva a segno 3 ace nel game successivo e altri 2 sul 5-3.

Dall’altra parte del campo c’era un nervosismo misto a stanchezza che stava progressivamente aumentando. Il volto di Ostapenko era ben diverso dai giorni scorsi e qui si vedono i limiti di una giocatrice che ha fatto tanto negli ultimi 9 mesi ma che ancora ha espresso pochissimo di quello che è il suo potenziale. Dialoghi continui con il suo angolo, soprattutto dopo i vari errori, e ogni tanto un piegarsi sulle ginocchia, non lasciavano presagire nulla di buono. Infatti, sul 6-3 3-0 per la sua avversaria ha chiamato il coach in campo, ma probabilmente non essendosi sentita dire quello che voleva ha finito per mandarla via. Il gesto, non carino da vedere, misto ai due game persi dopo un break iniziale di ritardo, ha sentenziato la fine della partita. Barty ha confezionato il quarto 6-0 del suo torneo dopo quello a CiCi Bellis, Konta e Radwanska, Ostapenko vede terminare la sua serie positiva a 8 successi. Per lei ci sarà tempo un paio di giorni prima di essere di nuovo in campo a Pechino e se non altro può pensare che il più è fatto (in ottica Master Singapore) dopo i 630 punti raccolti tra Seoul e Wuhan. Per Barty invece c’è ancora un match da giocare, il più importante, contro Caroline Garcia. La francese ha superato nettamente Maria Sakkari, numero 80 del mondo e partita dalle qualificazioni che si è arresa soltanto all’ottavo incontro della sua settimana fatta di mille soddisfazioni, tra cui quella di essere diventata la terza giocatrice greca della storia in termini di ranking.

Il ranking in proiezione, infatti, la vede ora in top-50 ma bisognerà vedere i primi risultati da Pechino per capire dove effettivamente si troverà lunedì. Intanto, oggi, lo show è stato tutto della francese che dopo i primi game di studio ha allungato in maniera netta lasciando alla greca solo 3 dei successivi 13 game e proponendosi da favorita nella finale più importante della carriera, finale inedita, tra due giocatrici che sono arrivate lassù eliminando chi doveva essere protagonista alla vigilia, regola che quest anno in particolare, sta proprio mancando: solo 6 volte su 51 tabelloni principali nel tour femminile una numero 1 del seeding si è imposta. Mai in tornei Premier, Premier 5, Premier Mandatory o Slam, ovvero qeuelli più importanti.