Wimbledon: Nishikori delude ancora, sarà Bautista a sfidare Cilic

[7] M. Cilic b. [26] S. Johnson 6-4 7-6(3) 6-4 (Giancarlo Di Leva)

Cilic che ha parlato molto bene il tedesco nei primi due turni battendo facilmente due esperti erbivori come Kohlschreiber e Florian Mayer, si è trovato di fronte al terzo turno uno dei tre superstiti della nutrita pattuglia americana che ha perso per strada ieri i due tennisti più accreditati alla vigilia in basa alla classifica: Sock e Isner, rispettivamente sorpresi dall’austriaco Ofner – classe ’96, numero 217 del mondo e al primo torneo nel circuito maggiore – e dall’esperto israeliano Sela, vincitore in cinque set dopo una battaglia durata quasi quattro ore.

I due precedenti tra Cilic e Johnson, l’ultimo dei quali relativo ai quarti sull’erba del Queen’s dello scorso anno, erano stati entrambi appannaggio del croato che sta attraversando anche un buon momento di forma come confermano la semifinale a ‘s-Hertogenbosch contro Karlovic e la finale al Queen’s contro Lopez, partite perse entrambe al tie break del set decisivo.

L’incontro di oggi non ha offerto particolari spunti. Cilic, in costante controllo del match, ha giocato in spinta sin dall’inizio supportato dal servizio (cinque ace e l’89% di punti sulla prima palla) e insistendo sul rovescio dell’avversario, spesso in affanno per recuperare la posizione sul dritto. Due soli punti lasciati sul servizio nel primo set a fronte di sei palle break procurate, l’ultima delle quali è stata decisiva per chiudere il parziale al decimo gioco in quaranta minuti.

Stessa falsariga nel secondo set con l’americano che non riesce a rendersi pericoloso facendo viceversa una gran fatica a difendere il proprio servizio, che cede nel quarto game complice anche un sanguinoso errore di valutazione su una palla che lascia andare pensando fosse lunga. Il set fila via senza sussulti e con Johnson che appare rassegnato alla sconfitta ma sul 5-3 30-0 Cilic è vittima di un incomprensibile black out; compie 4 errori gratuiti sbagliando due facili volèe e rimette in corsa l’incredulo avversario. Dovrà ricorrere al tie break, vinto per sette punti a tre per chiudere il set.

Il match è sostanzialmente finito lì. Nel terzo set, dopo un ultimo sussulto di Johnson – subito sul 2-0 –  Cilic non si è concesso più distrazioni e ha infilato un parziale di quattro giochi di seguito, chiudento 6-4 senza lasciare nemmeno un punto negli ultimi due turni di battuta. Negli ottavi affronterà Bautista Agut che, contro pronostico, ha fatto suo il match che lo opponeva alla testa di serie numero 9 Kei Nishikori.

Per Johnson la sconfitta di oggi è la ventesima in ventidue confronti contro tennisti Top 10.

[18] R. Bautista Agut b. [9] K. Nishikori 6-4 7-6(3) 3-6 6-3 (Piero Vassallo)

Anche per questa volta Wimbledon non riserva grandi gioie a Kei Nishikori: il giapponese viene eliminato al terzo turno dallo spagnolo Roberto Bautista Agut col punteggio di 6-4 7-6(3) 3-6 6-3 in poco meno di tre ore e mezza di gioco. Così lo Slam londinese è ancora l’unico in cui Kei non ha raggiunto almeno i quarti di finale, negli ultimi due anni lo aveva frenato il fisico mentre stavolta ci pensa un avversario contro cui non aveva mai perso. Due match a Barcellona, uno a Madrid, uno a Miami, risultato però sempre identico con Nishikori vincente, prima di oggi. Per Bautista è la prima vittoria dell’anno contro un top 10, la settima in assoluto, ed è la seconda qualificazione agli ottavi a Wimbledon dopo quella del 2015. L’ennesima dimostrazione di grande costanza e continuità del giocatore valenciano, che fa tutto bene e ha due gambe instancabili; dall’altra parte Nishikori dimostra ancora una volta di non avere una gran testa e quando le cose si mettono male raramente riesce a far girare la partita. Neanche vincere il terzo set è servito per cambiare l’inerzia delle cose, Bautista non si è scomposto e ha mantenuto lo stesso rendimento mentre il giapponese ha di nuovo allentato la presa e stavolta gli è stato fatale. A giocarsi un posto per i quarti con Marin Cilic sarà così lo spagnolo, mai ha trovato spazio tra i migliori otto di un Major ma ha già battuto il croato in un torneo importante (Australian Open 2016) e se c’è uno spiraglio state pur certi che Bautista proverà a inserirsi.