Statistiche della settimana: Djokovic in ripresa, Pliskova in corsia di sorpasso

Il torneo combined di Eastbourne, benché flagellato dalla pioggia, è stato un bel torneo che ci ha riservato match vibranti in entrambi i tabelloni.

In campo maschile Djokovic che ha usufruito di una wild card chiesta all’ultimo momento ed è tornato al successo dopo quasi sei mesi (Doha a gennaio). Scelta indovinata quella di giocare partite a ridosso dello Slam londinese che gli ha sicuramente dato fiducia anche se nel complesso la qualità del gioco espresso, per quanto in crescita, non sembra ancora sufficiente per competere ai massimi livelli. Sta di fatto che il serbo ha giocato 4 partite senza perdere un set, battendo in finale la testa di serie numero 2 Monfils contro il quale non ha mai perso in 14 scontri diretti disputati. Per il tennista serbo trattasi del sessantottesimo torneo vinto in carriera in 98 finali disputate con una performance (69,39) che è la migliore tra i Fab Four:

Tra i tennisti della Next Generation presenti a Eastbourne, si è distinto il russo Medvedev (classe 96) che è approdato in semifinale battendo in sequenza Querry (numero 28 del rankink), Haase e l’americano Johnson (25), prima di arrendersi a Djokovic (6-4 6-4). Da lunedì il tennista salirà in classifica al numero 48, suo best ranking, diventando così il quarto tennista della Next Generation attualmente nei top 50 dopo Alexander Zverev (12), il connazionale Khachanov (34) e il croato Coric (44).

Il torneo femminile presentava ai nastri di partenza ben otto Top10 comprese le prime due del ranking, Kerber e Halep, con quest’ultima che aveva un’altra possibilità di attaccare la prima posizione nel ranking della tedesca visto che la distanza tra le due era alla vigilia di soli 115 punti. Il duello si è chiuso con un nulla di fatto perché entrambe sono state eliminate nei quarti e pertanto la Kerber si presenterà a Wimbledon ancora da regina, ma col fiato sul collo non solo della Halep distante sempre 115 punti ma anche di Katelina Pliskova che ha vinto il torneo, superando nettamente in finale Caroline Wozniacki (6-4 6-4) e si è pertanto avvicinata in classifica riducendo il distacco dalla tedesca a soli 180 punti .

Una lotta a 3 che vedrà la prossima puntata a Wimbledon dove la tennista ceca parte col vantaggio di avere in scadenza solo 70 punti relativi all’edizione dello scorso anno, quando si fermò al secondo turno, rispetto ai 430 della Halep che arrivò nei quarti i e ai 1300 della Kerber che approdò in finale, sconfitta da Serena Williams. Sono pertanto alte le possibilità di assistere a un doppio sorpasso da parte della tennista ceca purché si scrolli di dosso il complesso Wimbledon visto che in 5 edizioni fin qui disputate non ha mai superato il secondo turno.

Se a Eastbourne sono arrivate in finale le prime due teste di serie,nella prima edizione del torneo sull’erba di Antalya in Turchia,caratterizzato da un caldo asfissiante e da un imbarazzante assenza di spettatori, le testa di serie si sono dissolte tutte molto precocemente. Tra i tennisti compresi nel seeding, è approdato ai quarti solo Verdasco partito come terzo favorito del torneo. Tutte le altre sono uscite all’esordio a partire dal numero 8 del mondo Thiem che partiva come primo favorito ma è stato inspiegabilmente eliminato dall’indiano Ramanathan, numero 222 del ranking che gli ha lasciato solo 5 games! Alla fine ha esultato il ventottenne giapponese Sugita , n.66 del mondo, che non era mai andato oltre i quarti di finale in un torneo ATP, risultato raggiunto al torneo di Barcellona dell’aprile scorso. Il giapponese ha battuto in finale il francese Mannarino che a sua volta disputava la sua terza finale nel circuito dopo quelle del 2015 a Auckland e a Bogotà.
Avrebbe potuta essere un’occasione per Lorenzi e Seppi, ma il primo ha confermato il suo scarso feeling con l’erba uscendo subito per mano del moldavo Albot mentre Seppi, che pure si è spinto fino alla semifinale, ha sprecato un opportunità di riscatto in una stagione fin qui veramente deludente. Unica soddisfazione per lui il rientro immediato nei top 100 (da lunedì sarà numero 87) dopo una settimana di purgatorio che ha interrotto però una striscia di presenza costante tra i Top 100 che durava da 10 anni.
Ma parlando di azzurri le note migliori arrivano da Wimbledon dove, grazie al superamento delle qualificazioni da parte di Bolelli e di Travaglia che meritatissimamente parteciperà al suo primo Slam (con un sorteggio peraltro non impossibile contro l’altro qualificato Rublev, russo rampante), abbiamo sette italiani nel tabellone maschile, dato che uguaglia il record di presenze azzurre nell’Era Open, verificatosi altre 6 volte:

Non siamo mai andati oltre il terzo turno. La migliore performance è quella del 1996 allorché i nostri tennisti vinsero sette partite e Renzo Furlan ma soprattutto Mosè Navarra raggiunsero il terzo turno, con il ligure che al secondo turno giocò un match epico contro il forte spagnolo Albert Costa spuntandola al quinto set dopo una battaglia di oltre 4 ore conclusasi 4-6 7-6 3-6 7-5 9-7.

Altri numeri

3– le finali maschili di questa stagione tra le teste di serie 1 e 2 in 39 tornei fin qui disputati: a Doha Djokovic (2) ha battuto Murray (1), a Istanbul Cilic (2) ha superato Raonic (1) e a Eastbourne Djokovic (1) ha battuto Monfils (2).
4– le finali disputate quest’anno da Caroline Wozniacki, tutte perse (Doha, Dubai, Miami e Eastbourne).
9– i tornei vinti in carriera da Katerina Pliskova in 19 finali disputate. 3 i successi di questa stagione: Brisbane, Doha e Eastbourne.
14– le vittorie di Djokovic su Monfils in altrettanti confronti diretti.
16– gli scontri diretti tra Monfils e Gasquet che si sono incontrati in semifinale a Eastbourne: il bilancio è di 9-7 per Monfils
46– le finali disputate in carriera da Caroline Wozniacki, 25 delle quali vinte. Tra le tenniste in attività la danese è al quarto posto dietro Serena Williams (92), Venus Williams (81) e Maria Sharapova (58); e davanti a Svetlana Kuznetsova (40) e Victoria Azarenka (36).
286 – gli aces messi a segno da Karolina Pliskova fin qui in stagione , 18 più della sorella Kristina.