5 giugno 2005: il primo Roland Garros di un certo Rafael Nadal

Quando l’abito non fa il monaco. Rafael Nadal da Manacor è stato un grande fin da subito, capace di distogliere immediatamente l’attenzione dall’eccentrica tenuta di gioco dei primi anni, che anzi è stata un best seller. Potere all’immagine, più che all’immaginazione.
Ma quando l’ho visto giocare la prima volta calzoncino lungo e canotta li ho dimenticati subito. Quello che mi ha colpito era lo sguardo fra un punto e l’altro. Occhi da predatore, decisi, cattivi, convinti. Poi colpi, velocità, perfetta lettura tattica di ogni singolo momento.

Finale di Davis 2004 allo Stadio Olimpico di Siviglia fra Spagna e Stati Uniti, che schierano l’allora numero due mondiale Andy Roddick e i gemelli Bryan in doppio. Indovinate la superficie. Parrebbero tre punti assicurati ma nel secondo singolare un diciottenne Rafa riduce in polpette il kid di Omaha rifilandogli un 6-2 al quarto e cambia l’equilibrio dello scontro. Il giovanotto aveva vinto da poco il suo primo torneo a Sopot, Polonia ma il vero battesimo del fuoco fu quello.

E l’anno dopo è decollo verticale. Inizia la stagione col Grand Tour San Paolo, Acapulco, Montecarlo, Barcellona e Roma. Quando inizia il Roland Garros è solo la quarta testa di serie ma nessuno ci crede. Infatti il cammino è regale. Nadal perde il primo set del torneo negli ottavi contro Grosjean, poi lo punisce con un 6-0 per lesa maestà. Stesso trattamento per Ferrer e si arriva alla semifinale contro Roger Federer. È il giorno del suo compleanno, ha già battuto Federer una volta e mezzo su due (Roger aveva vinto a Miami pochi mesi prima da due set sotto e 1-4 nel terzo) e ci crede. Federer dirà “I was bad at the start, good in the middle,and bad at the end” ma di fatto il risultato non è mai in discussione, 6-3, 4-6 6-4 6-3 ed è finale contro l’argentino Mariano Puerta.
Il suo avversario non è compreso fra le teste di serie, è stato bravo ad approfittare dell’uscita di scena del secondo favorito Roddick e in finale, forse grazie ad una maggiore umiltà, riesce a fare una figura migliore di Roger. Rafa sente la tensione e perde il primo set in un combattuto tie break ma poi si scioglie e con un 7-5 al quarto alza la sua prima coppa.
A quando la decima?