Dopo la pioggia Nishikori fa l’esame a Murray. Halep verso il primato mondiale

Non tutto il male viene dal piovere; o per nuocere, scegliete voi.  La pioggia che oggi ha impedito si giocassero i due quarti di finale maschile e che ha risvegliato le solite noiosissime polemiche a proposito del tetto ci consentono di avere nel finale di torneo un calendario più equo. Gli otto “quartifinalisti” maschili infatti giocheranno, tempo permettendo, lo stesso giorno e da qui fino alla finale di domenica non ci saranno più turni sfalsati.

Domani si comincerà con le partite rinviate oggi e quindi spazio al derby spagnolo sul Philippe Chatrier e a Djokovic e Thiem sul Lenglen. Inutile ripetersi, visto che di questi due match abbiamo già detto e quindi occhi sul match più interessante della giornata, quello tra Andy Murray e Kei Nishikori. Se non fosse che Nishikori ha già subito due bagel, che sembra in una fase involutiva, che non si può mai sapere come sta veramente, che ha dei precedenti poco confortanti, si potrebbe pensare ad una partita tutto sommato aperta. Ma se si ripetesse il risultato dell’ultimo incontro slam tra i due, quello dello scorso US Open, sarebbe davvero una grossa sorpresa. Murray sembra aver trovato in questo torneo il feeling giusto che lo aveva condotto fino alla vetta della classifica mondiale e il modo con cui ha battuto del Potro e Kachanov è stato più che convincente. Il dubbio, per lo scozzese, riguarda l’effettivo valore dei due avversari, uno mezzo rotto e l’altro forse ancora troppo giovane, ma Murray ha giocato con ampio margine e in crescendo. Dall’altra parte discorso diverso per Nishikori, che ha patito le pene dell’inferno contro il giovane Chung e poi ha preso un brutale 6-0 da Verdasco prima di trovare la chiave per fiaccarne la resistenza. Sarà bene non sottovalutare la vittoria contro Nando, perché il giapponese è sembrato appunto essersi liberato, nel terzo e quarto set. Che possa essere sufficiente contro questo Murray ne dubitiamo, ma chissà in fondo negli slam i due sono sull’1-1. Abbastanza curioso il fatto che nonostante Nishikori abbia giocato (e perso) tre set in più di Murray i due sono rimasti in campo più o meno per lo stesso tempo, poco più di due ore e mezza a partita.
Stan Wawrinka invece è a caccia di Novak Djokovic. Se il serbo dovesse perdere perderebbe quasi sicuramente la seconda posizione già oggi, scavalcato da Rafa Nadal, nel caso dovessi vincere. Ma, appunto, Nole è nel mirino anche di Stan, che arrivando in finale potrebbe superarlo. Ma prima, per lo svizzero mai stato numero due, ci sono un paio di ostacoli non proprio di poco conto. Si comincia con Marin Cilic, un po’ a sorpresa arrivato ai quarti di finale del Roland Garros senza perdere neanche un set e cedendo la miseria di 26 game nelle circa 6 ore che è rimasto in campo. Neanche Nadal ha giocato così poco e neanche Nadal ha concesso al massimo tre game nello stesso set ad un avversario, come invece ha fatto Cilic. Insomma, un rullo compressore, aiutato da avversari forse non troppo complicati e un po’ in disarmo come Gulbis, Feliciano Lopez e Anderson, che si è addirittura ritirato dopo un set e spiccioli. Le buone notizie per Cilic finiscono qui, perché Stan parte decisamente favorito, considerato che l’ultima sconfitta contro il croato risale addirittura al 2010. Che, curiosamente, è stato anche l’ultimo incontro in uno slam tra i due. Da allora sette vittorie per lo svizzero, anche se molte decisamente di misura. Al Roland Garros i due si sono già incontrati nove anni fa e vinse, come sempre sulla terra, Wawrinka.  Difficile insomma che Cilic riesca a raggiungere la sua quarta semifinale in uno slam anche se l’ultimo top5 battuto in uno slam è stato proprio uno svizzero. Però l’altro.

Come detto si giocano anche gli ultimi due quarti femminili, quelli tra Caroline Garcia e Karolina Pliskova e la rivincita di Roma tra Elina Svitolina e Simona Halep. Persa la Mladenovic il pubblico francese si sposterà tutto su Caroline Garcia che non parte battuta contro la ceca Pliskova. Karolina, che se arrivasse in finale diventerebbe la nuova numero 1 del mondo, sulla terra non è impeccabile ed è la prima volta che si spinge così avanti a Parigi. Quest’anno le cose sono andate molto bene, perché le avversarie incontrate sin qui non erano certo irresistibili ma la ceca ha penato lo stesso, anche se poi è riuscita in qualche modo a spuntarla. Non troppo più semplice il percorso della francese che dopo la drammatica vittoria per 9-7 al terzo contro Su-Wei Hsieh ha però travolto la Cornet nel derby degli ottavi. Non sarebbe troppo sorprendente ritrovare una francese in semifinale dopo la Bartoli sconfitta dalla Schiavone sei anni fa.
Ultimo quarto quello tra Elina Svitolina e Simona Halep. L’ultimo incontro se lo ricordano un po’ tutti, con la rumena avviata verso una facile vittoria prima di farsi male alla caviglia, tanto da far trapelare qualche dubbio sulla sua presenza al Roland Garros. Ma iniziato il torneo sembra i che i timori si siano dissipati. Simona ha giocato sin qui con grande autorevolezza e ha sofferto un po’ solo nel secondo set contro la Kasatkina. Per il resto ha impartito severissime lezioni a tutte, buon ultima la povera Suarez Navarro, alla quale ha concesso appena due game. Andamento del torneo molto diverso per Elina, che ha faticato anche contro Petra Martic e che non ha mai dato la sensazione di poter chiudere tranquillamente i suoi match. Difficilmente la corsa di Simona Halep al suo primo Slam e alla vetta del ranking si possa fermare oggi.

Giornata di gran tennis dunque, pioggia o non pioggia. Che poi, in fondo, mica è chissà che tragedia.